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Informazione Corretta Rassegna Stampa
03.07.2026 Mille giorni. Mille giorni di vergogna. Mille giorni di dolore e disperazione
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 03 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Mille giorni. Mille giorni di vergogna. Mille giorni di dolore e disperazione»

Mille giorni. Mille giorni di vergogna. Mille giorni di dolore e disperazione

Commento di Deborah Fait

 Deborah Fait
Deborah Fait

 

Mille giorni. Dopo il 7 Ottobre non è solo un numero. E' il ricordo disperato di un'abiezione che nessuno poteva immaginare accadesse dopo la Shoah.  

Mille giorni da quando il mondo vide il volto più feroce del terrorismo islamico. 

Mille giorni dal più grande massacro di ebrei dalla Shoah. 

Mille giorni da quando uomini, donne, anziani e bambini furono assassinati non perché soldati, non perché armati, ma semplicemente perché ebrei e israeliani. Erano persone che aiutavano i palestinesi, che li portavano negli ospedali israeliani, che davano loro lavoro e amicizia. Sono stati traditi e ammazzati come nei pogrom del Medio Evo in Europa. 

Il 7 ottobre 2023 non è stata una battaglia. È stato un massacro pianificato da anni.

È stata una caccia all'ebreo trasmessa in diretta dagli stessi carnefici, orgogliosi di mostrare al mondo ciò che stavano facendo. Hanno filmato decapitazioni, stupri, corpicini di bambini carbonizzati. Hanno filmato sghignazzando il terrore folle sui volti delle vittime.  

Pensavamo che davanti a un orrore simile l'umanità avrebbe ritrovato almeno un senso morale. Ci sbagliavamo. È accaduto esattamente il contrario.

Il tempo necessario a seppellire le vittime è stato anche il tempo necessario per processarle. Nel giro di pochi giorni, gli assassini sono diventati "miliziani". I terroristi: "combattenti".  Gli stupri: "presunti". I rapimenti: "contesto politico".  Le vittime: "coloni".

Israele, ancora coperto dal sangue dei propri morti, è stato trascinato sul banco degli imputati con una velocità che la storia ricorderà come una delle più grandi giraovolte morali del XXI secolo.  Le Nazioni Unite, nate per impedire che gli orrori del Novecento si ripetessero, hanno offerto al mondo una lezione abominevole: gli ebrei vanno colpevolizzati sempre.  

Fiumi di parole sono stati spesi dai grandi del mondo, dai media, dalle risoluzioni ONU, per spiegarlo. 

Ma quanta indignazione abbiamo visto davvero per i bambini israeliani assassinati?

Per le donne violentate, mutilate, rese schiave, pestate a sangue dalle famiglie di Gaza che le tenevano prigioniere?

Per gli ostaggi trascinati nei tunnel di Gaza e ridotti a scheletri?

Per gli anziani sequestrati dai loro letti e uccisi dalle torture e dalla disperazione?

Il silenzio è stato assordante, le giustificazioni dei terroristi, nauseanti, ignobili. Se le vittime sono ebree la solidarietà diventa facoltativa. Spesso, troppo spesso assente.

Lo stesso vale per una parte del femminismo che, da sostegno delle donne, da difensore delle donne, è diventato il simbolo dell'offesa per le sofferenze delle donne israeliane. Gli stupratori sono scomparsi dal loro racconto. Non è più femminismo, è un gruppo di comuniste senza pietà. E' la pagina più vergognosa che il movimento abbia scritto nella sua storia.

Il femminismo, quello vero, quello mio e di altre, è stato sepolto per sempre nella vergogna. 

Dopo il 7 Ottobre abbiano letto e ascoltato accuse, diffamazioni, bugie. Crudeltà.  Ricordo quando il sindaco Sala si rifiutò di illuminare il Municipio con il colore arancione in ricordo dei due fratellini Bibas catturati, strangolati e fatti a pezzi. Avevano nove mesi e quattro anni. Kfir e Ariel, possiate riposare in pace con la vostra mamma. Il mondo ha ignorato il vostro destino ma Israele vi ama e vi amerà in eterno.

Israele è stato processato mentre i suoi cittadini erano ancora ostaggi, mentre le famiglie non riuscivano nemmeno a respirare per la paura e la disperazione che le attanagliavano, mentre nei tunnel di Gaza uomini, donne e bambini morivano lontano dagli occhi del mondo. Mentre si svolgeva un teatrino osceno, complice la Croce Rossa Internazionale, ogni volta che un ostaggio veniva liberato mentre l'orchestrina suonava, come ad Auschwitz, e decine di migliaia di palestinesi urlavano, sfigurati dall'odio "A morte gli ebrei". 

Nel frattempo in Occidente si preparava il coro della vergogna recitato dalla feccia che sventolava le bandiere palestinesi, di Hamas, dell'Isis e urlava:  "Genocidio" "Stato criminale." "Ebrei nazisti".

Come è stato possibile che, dopo il più grande massacro di ebrei dalla Shoah, una parte così ampia dell'Occidente non provasse pietà,  non trovasse il modo di isolare i carnefici e condannarli senza esitazione, ma mettesse sotto accusa le loro vittime ebree?

Come è possibile che il grido "Mai più" si sia trasformato, ancora una volta, in un'espressione fredda e inutile? La risposta è la più amara di tutte.

L'antisemitismo non è tornato, non era mai scomparso, aveva soltanto imparato una nuova lingua.

Mille giorni sono passati. Le ferite restano. Gli ostaggi, vivi e morti, continuano a chiedere giustizia.

E il mondo continua a parlare d'altro e a disprezzare le vittime israeliane come accade all'ONU, come accade su alcuni media. Come dai discorsi della gente comune nutrita da troppi anni a pane e antisemitismo. 

Ma c'è una verità che nessuna risoluzione, nessun rapporto, nessuna campagna mediatica riuscirà a cancellare: il 7 Ottobre non ha soltanto rivelato la ferocia e la barbarie di Hamas e dei palestinesi. Ha rivelato la fragilità morale dell'Occidente, il suo perenne odio per un solo popolo, quello ebraico. 

Mi chiedo sempre come sia possibile che il mondo ami tanto i palestinesi, una popolazione che ha fatto solo del male nella sua breve storia di 80 anni e la risposta è solo una: di fronte a quei barbari sta, sempre a testa alta,  un popolo che non si rassegna a scomparire, che ha già ricostruito i kibbuz distrutti 1000 giorni fa dalla barbarie palestinese.

Ma la Storia, prima o poi, presenta sempre il conto e gli assassini con i loro ammiratori occidentali, lo pagheranno.


takinut3@gmail.com

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