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Informazione Corretta Rassegna Stampa
02.07.2026 Il totale palestinese, nella notte tutto è Palestina. Il Libano ostaggio
Commento di Lidano Grassucci

Testata: Informazione Corretta
Data: 02 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Lidano Grassucci
Titolo: «Il totale palestinese, nella notte tutto è Palestina. Il Libano ostaggio»

Il totale palestinese, nella notte tutto è Palestina. Il Libano ostaggio

Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci e il suo libro: “Ucraina. La guerra vista da lontano”. La  mia recensione. - Fatto a Latina

Lidano Grassucci

 

​La questione palestinese è come un buco nero nel Vicino Oriente: catalizza l’intera scena e non lascia spazio a nient'altro. Ha come "nemico" quello che per secoli è stato additato come il nemico di tutti, l'alieno: l’ebreo, che secondo il vecchio pregiudizio avrebbe dovuto essere "errante" e che invece oggi è lì, fermo e radicato.

​Davanti a questo paradigma, le altre realtà spariscono. In Libano si sono riversati i palestinesi che la Giordania non voleva più; l’Egitto, dal canto suo, si guarda bene dall’aprire le frontiere ai palestinesi di Gaza. Così, il Libano – storicamente il paese più aperto, ricco e votato ai commerci della regione – si è ritrovato ostaggio. Era il luogo in cui i cristiani costituivano ancora una comunità vitale e capace di coesistere. Oggi non possono più farlo. (E a proposito: il Cardinale Pizzaballa, così attento ai cristiani, perché non dice nulla su come stiano pagando il prezzo della guerra degli sciiti?).

​Il Libano formale firmerebbe la pace con Israele, ma non è libero di farlo. La "Patria" viene difesa da Hezbollah, che risponde però ad altre patrie. È un paradosso: come se oggi la Guardia Svizzera imponesse al Papa di fare guerra alla Francia per salvare la Nuova Caledonia. Il Libano è diventato un "non-Stato" schiacciato dentro un altro potere che vi si impone. In nome di cosa? Dell’odio per Israele, accusato di aver occupato una Palestina che, storicamente, come Stato non è mai esistita.

​Ma perché, allora, l'opinione pubblica occidentale gioca a fare "tutta la palestinese"? Lo suggerisce, in parte, lo stesso Pizzaballa: perché i palestinesi sono visti come gli ultimi (anche se nessuno li aiuta davvero a diventare "primi", visto che servono più da vittime). Ma anche per un radicato sentimento anti-occidentale, paradossalmente espresso a favore di un medioevo religioso ossessionato dagli abiti delle donne – manco Dio fosse un sarto – e per la straordinaria capacità di piangersi vittime subito dopo essere stati carnefici. Carnefici, s'intende, sempre "giusti".

​La narrazione mediatica è ormai un copione scritto: i telegiornali gridano che Israele attacca, omettendo sistematicamente che lo fa per reazione, dopo essere stata attaccata. Il teatro è aperto e la recita va in scena. Nel frattempo, i cristiani, i drusi, i beduini del deserto scompaiono dal radar. Tutto diventa "Palestina occupata dai perfidi giudei". E il prete in chiesa benedice, dimenticando, in fondo, che Qualcuno ha ucciso Cristo, ma scordandosi soprattutto che quel Cristo era ebreo.


takinut3@gmail.com

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