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israele.net Rassegna Stampa
01.07.2026 Quando le stesse organizzazioni terroriste rivendicano con orgoglio come loro “combattenti” i presunti “giornalisti” uccisi da Israele. Dove sono le scuse, le rettifiche, le ritrattazioni?
Articoli di media israeliani

Testata: israele.net
Data: 01 luglio 2026
Pagina: 1
Autore: Media israeliani
Titolo: «Quando le stesse organizzazioni terroriste rivendicano con orgoglio come loro “combattenti” i presunti “giornalisti” uccisi da Israele. Dove sono le scuse, le rettifiche, le ritrattazioni?»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di alcuni articoli di media israeliani dal titolo: "Quando le stesse organizzazioni terroriste rivendicano con orgoglio come loro “combattenti” i presunti “giornalisti” uccisi da Israele. Dove sono le scuse, le rettifiche, le ritrattazioni?"

 

Hamas e Jihad Islamica Palestinese hanno iniziato a pubblicare necrologi per commemorare i loro combattenti, caduti nella guerra contro Israele. Con un dettaglio: lo fanno senza curarsi del fatto che spesso smentiscono quanto finora sostenuto e cioè che si trattava di “civili innocenti”, in particolare di “giornalisti”.

L’ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite, Danny Danon (clicca la foto per il video su X)

Evidentemente – ha osservato lunedì un commentatore israeliano di Canale 13 – si sentono molto forti di una propaganda che è sempre e comunque a loro favorevole”.

“Funziona così – ha spiegato l’ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite, Danny Danon, intervenendo lunedì al Consiglio di Sicurezza – Hamas lancia un’accusa, l’ecosistema delle ONG la ripete; i relatori, i consulenti, tutti ripetono la menzogna. Poi un rapporto delle Nazioni Unite ci mette il timbro, i media la diffondono in tutto il mondo e Israele viene condannato prima ancora che i fatti vengano verificati”.

Dall’alto a sinistra, in senso orario: Ahmed Abu Eisha in abiti civili e in uniforme della Jihad Islamica Palestinese. Mohamed Nased Abu Huwaidi con giubbotto antiproiettile della stampa e in uniforme della Jihad Islamica Palestinese. Ahmed Abu al-Atta con maglia da calciatore e in uniforme della Jihad Islamica Palestinese. Hussam al-Adlouni in abiti civili e in uniforme dell’ala militare di Hamas

Avvalendosi fra l’altro di un dettagliato reportage pubblicato da Times of Israel, l’ambasciatore Danon ha mostrato in successione diverse foto di presunti giornalisti uccisi a Gaza, per poi girarle e mostrare le immagini di quelle stesse persone nelle vesti di combattenti e terroristi FOTO VIDEO

Mostrando una fotografia di Mohammed Naser Abu Huwaidi, ucciso a Gaza alla fine del 2023, Danon ha ricordato che la direttrice generale dell’UNESCO Audrey Azoulay ne aveva pubblicamente condannato la morte, identificandolo come giornalista.

All’inizio di quest’anno, la Jihad Islamica Palestinese ha incluso Abu Huwaidi tra i suoi combattenti uccisi durante la guerra.

“La condanna dell’UNESCO era stata pubblica. La rettifica? Non ancora pervenuta”, ha affermato Danon.

Yaqoub Anan al-Bursh in una foto circolata sui social poco dopo la sua morte in un attacco israeliano e (a destra) in uniforme dell’ala militare di Hamas

L’ambasciatore israeliano ha chiamato in causa  anche il sindaco di New York, Zohran Mamdani, per aver afferamto in un discorso la scorsa settimana che Israele ha ucciso il “giornalista” di Al Jazeera Ahmed Wishah.

Citando filmati già precedentemente diffusi, Danon ha sottolienato che Wishah girava per le strade di Gaza con tanto di mitra e bandana da jihadista in testa: “Signor Mamdani – ha detto Danon – abbiamo il video, abbiamo le prove. Questo è Ahmed Wishah, quello che lei ci ha condannato per aver eliminato: un terrorista di Hamas, un cecchino dell’ala militare di Hamas”.

Danon ha anche ricordato l’attacco israeliano dell’ottobre 2024 che uccise Mohammed Abu Itiwi, un dipendente dell’UNRWA. All’epoca, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres definì Abu Itiwi “un altro dei nostri colleghi dell’UNRWA”.

Maysara Salah in una foto circolata sui social poco dopo la sua morte in un attacco israeliano e (a destra) in uniforme dell’ala militare di Hamas

“Ma chi era questo collega? – ha chiesto Danon – Era un comandante di Nukhba [unità d’élite di Hamas], un terrorista implicato nel massacro del 7 ottobre vicino a Re’im. Terrorista o giornalista? Dipendente dell’UNRWA o comandante di Nukhba? Di nuovo, ditecelo voi”.

Danon ha concluso: “Viene mossa un’accusa contro Israele. L’Onu la ripete, il mondo condanna. Poi, quando la verità viene a galla, e a volte ci vuole tempo, nessuna scusa, nessuna rettifica, nessuna ritrattazione. Le Nazioni Unite continuano a condannare Israele sulla base della propaganda di Hamas. Loro vanno avanti così. Israele no”.

(Da: Times of Israel, jns.org, Jerusalem Post, israele.net, 29-30.6.26)


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