Negli accordi tra Israele e Libano il vero sconfitto è l'Iran
Analisi di Mattia Preto

Mattia Preto
L’accordo tra Israele e Libano segna un altro momento storico per il Medio Oriente dove i vecchi equilibri segnati dall’immobilismo, legati da una paura atavica di guerre civili si è sciolto e si va sempre di più verso una nuova stagione diplomatica, in cui Washington e Gerusalemme sono protagonisti.
I quattordici punti dell’accordo tra Israele e Libano sono il preludio a un muto riconoscimento tra le due nazioni, in cui l’impegno alla pace è reciproco. Il tutto sotto la supervisione degli Stati Uniti che sono il vero garante di questo nuovo accordo che arriva da lontano, con un graduale avvicinamento del Libano alle democrazie occidentali. Il primo risale ad un accordo che regola i confini marittimi con Cipro, da ricordare che poco prima Cipro aveva firmato un accordo di difesa con Israele e Grecia in merito alla zona del Mediterraneo orientale, questi due accordi rinsaldano i rapporti che regolano gli spazi marittimi in una zona in cui la Turchia tenta di inserirsi prepotentemente.
Dopo arriva il memorandum del governo centrale di Beirut che afferma la volontà di disarmare Hezbollah, e pochi giorni fa arrivano i quattordici punti con Israele. In questo processo di avvicinamento del Libano a Israele il vero sconfitto è uno, la Repubblica Islamica dell’Iran, per anni gli Ayatollah hanno provato a mettere sotto scacco il Medio Oriente con gruppi armati o uomini di fiducia in cui il filo conduttore che agevolava i rapporti era l’Islam Sciita.
Il regime di Assad in Siria, Hezbollah in Libano e Houthi in Yemen, sono tutti supportati dall’Iran ma se per il primo la fine del suo regime è arrivata quasi un anno e mezzo fa ,per Hezbollah e Houthi il discorso è diverso, in questo momento Hezbollah è fortemente indebolito ma minaccia una guerra civile ed eradicare il suo domino nel sud del Libano è pressoché impossibile per le forze armate regolari di Beirut, per disarmare Hezbollah il governo libanese dovrebbe attuare un operazione congiunta con l’esercito israeliano e americano.
Gli Houthi invece sfruttano un vantaggio territoriale, posizionati all’ingesso del Mar Rosso e arroccati in un territorio montuoso come quello dei Monti Sarawat nell’ovest dello Yemen, questa posizione rende più complicate le operazioni di contrasto al gruppo terroristico, ma Israele si è mossa prontamente aprendo relazioni diplomatiche con il Somaliland che è di fronte ai territori controllati dagli Houthi divisi solo dal Golfo di Aden.
Il vero sconfitto dopo questo accordo è proprio la politica estera dell’Iran che con il 7 ottobre puntava a fermare nuovi accordi tra Israele e paesi arabi, mentre invece ora anche il Libano ha deciso di svincolarsi dalla morsa degli Ayatollah che ha mandato alla rovina il paese finanziando un gruppo armato come gli Hezbollah che ha sempre sostenuto la guerra continua a Israele.