sabato 27 giugno 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

In Italia stavamo per ospitare un terrorista (Video di Ciro Principe) 08/06/2026


Clicca qui






Il Giornale Rassegna Stampa
27.06.2026 Netanyahu via dall’angolo. E senza il ritiro dell’Idf si spera nella pace per tutti
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 27 giugno 2026
Pagina: 1
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Netanyahu via dall’angolo. E senza il ritiro dell’Idf si spera nella pace per tutti»

Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 27/06/2026, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Netanyahu via dall’angolo. E senza il ritiro dell’Idf si spera nella pace per tutti"

 
Fiamma Nirenstein

sraele è specializzato in azioni impossibili. Sono passati cinquant’anni precisi da quando Motta Gur, il capo di stato maggiore disse a Rabin primo ministro,il primo di luglio  che non si potevano salvare i 240 rapiti e alla fine 83 israeliani dalle grinfie dei terroristi che avevano rapito l’Air France partito da Roma, sequestrato, e pilotato fino a Entebbe. Tutti i rapiti furono salvati in un’impresa che aveva zero possibilità di riuscita:il prezzo terribile fu che Yoni Netanyahu il fratello maggiore di Bibi e di Iddo Netanyahu fu ucciso mentre guidava la missione. Di fronte a compiti impossibili, il piccolissimo Paese degli ebrei si inventa qualcosa di inimmaginabile ma dispendioso, e ce la fa. Così fu con la guerra dei 6 Giorni, così la incredibile ripresa dopo il 7 ottobre. Qui siamo a una situazione analoga: uno scenario in cui il regime terrorista e autoritario degli Ayatollah è stato nominato da Trump  partner di pace e a Israele si intima l’immobilità. Come prima del 7 ottobre, ma stavolta non funzionerà. Dopo i quattordici punti che tutto il mondo, a destra e a sinistra, lo conclami o lo dica sottovoce, considera un’umiliazione non solo per Trump ma per tutto il mondo occidentale, DH Vance si incarica ogni giorno di fornire la rappresentazione plastica della sfida americana alla conoscenza e al  buon senso: lo ha fatto con una serqua di aggressioni verbali a Israele e a Netanyahu cancellando la pagina gloriosa della partnership che ha distrutto a Teheran la leadership del terrore e le strutture atomiche. Adesso sull’altare di Hormuz presenta presenta un giocoso “canale per l’Iran” in queste ore in costruzione a Doha, sulle ginocchia del Qatar antioccidentale e proislamico con Al Jazeera, l’ospitalità a Hamas, la Fratellanza Musulmana, il continuo confabulare con gli Ayatollah, ora mediatore preferito col Pakistan, gigante padrone del potere mondiale atomico dei musulmani: su questo sfondo Vance, convoca insieme Centcom e l’IRGC, un’occasione per “hanging around” un’espressione che si usa per gli amici per caso insieme a prendersi una birra e far due chiacchiere: Ma sono il Comando Centrale degli Stati Uniti, che ha appena concluso azioni eroiche fianco a fianco di Israele, su cui era riposto il sogno di libertà dal regime di milioni di oppressi, e l’organizzazione che ha appena ucciso decine di migliaia di iraniani innocenti, che ha organizzato l’assedio terrorista del medioriente, che guida le operazioni a Hormuz e odia per religione la democrazia occidentale, i cristiani, gli ebrei. Non si tratta di una pace tattica: la nuova collezione di amici che Trump ritiene di poter mettere in fila per il suo disegno, probabilmente in buona fede e anche motivato da interessi elettorali e economici è ingestibile, non affidabile. IL Libano deve eliminare le armi degli Hezbollah per vivere: perché Trump mette nel gruppo che dovrebbe decidere del suo futuro il Pakistan e il Qatar, invece di lasciare andare le trattative che già in corso a Washington tengono in conto il parere dei libanesi stessi? E ancora, che razza di considerazione ha della Fratellanza Musulmana se prevede di vendere a Erdogan gli F35? In che cosa consiste la convenienza degli USA se non nella pace come per tutti gli altri paesi democratici del mondo, quella  della convivenza e della guerra limitata alla autodifesa? Il Libano è divenuto un elemento fondamentale: pur cercando di concedere a Trump la possibilità di pace di cui ha parlato Rubio (il “poliziotto buono” a fronte di Vance) con le “zone esperimento” di cui si parla a Washington in queste ore, Netanyahu fronteggia con la decisione di non lasciare il campo la chiara evidenza che Hezbollah è l’arma impugnata oggi dall’Iran per imporre la continuazione dell’assedio a Israele da parte della jihad, e anche del resto del mondo. Israele ha l'impossibile compito di tenere il dito nella diga della difesa dell’occidente.L’equilibrio è precario, ma l’IDF non può certo  abbandonare i suoi cittadini che vivono sul confine, soldati di rispondere al pericolo, e tantomeno abbandonare il terreno. Che Hezbollah abbandoni le armi è indispensabile per tutti è la possibilità di recupero che nessuno vede all’orizzonte fuorchè chi osa fronteggiarla rischiando sulla propria pelle. Come in una serata di lotta libera alla Casa Bianca può così capitare che per fermarlo, Netanyahu diventi un ”un leader da tempo di guerra” “una testa calda”, e JD Vance si avventura a sgridare Israele come un ragazzaccio di strada, e ripercorre le stupidaggini propal quando dice “non potete seguitare a ammazzare tutti, per risolvere i problemi di sicurezza”. E vero il contrario: Israele combatte dietro un muro di ritegno a fronte di un pericolo gigantesco, e i problemi di sicurezza sono quelli di tutti, ora più che mai. C’è imbarazzo nelle esclamazioni di Vance. Come dice Merz:“Israele fa per noi il lavoro sporco”. E gli USA, dove sono adesso? E perché?

Per inviare la propria opinione al Giornale, telefonare: 02/85661, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


segreteria@ilgiornale.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT