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Informazione Corretta Rassegna Stampa
26.06.2026 Il 7 ottobre non è nato dal nulla: la bugia che cancella anni di terrorismo di Hamas
Commento di Daniele Scalise

Testata: Informazione Corretta
Data: 26 giugno 2026
Pagina: 1
Autore: Daniele Scalise
Titolo: «Il 7 ottobre non è nato dal nulla: la bugia che cancella anni di terrorismo di Hamas»

Il 7 ottobre non è nato dal nulla: la bugia che cancella anni di terrorismo di Hamas

Commento di Daniele Scalise

 
Daniele Scalise

 

Le menzogne più resistenti sono quelle che cancellano il passato. Quando un fatto viene isolato dalla sua storia, perde le sue cause, i suoi precedenti e il suo significato. Rimane soltanto l'istante, trasformato in un'immagine semplice e rassicurante. Dopo il massacro del 7 ottobre 2023, una frase ha cominciato a diffondersi con sorprendente rapidità nel dibattito politico, nei campus universitari, nelle manifestazioni e perfino su molte pagine dei giornali: "Bisogna capire le cause". In teoria si trattava di un invito a contestualizzare. In pratica, molto spesso, quel richiamo ha finito per raccontare l'eccidio di oltre mille israeliani come l'effetto quasi inevitabile di ciò che era avvenuto nei decenni precedenti, mentre scomparivano dalla memoria collettiva gli anni di terrorismo, le guerre, le occasioni di pace respinte e la stessa ideologia di Hamas. Così il più grave massacro di ebrei dalla fine della Shoah venne progressivamente rappresentato come un'esplosione senza una propria autonomia politica e militare, quasi fosse nato spontaneamente dal conflitto.

L'idea vile e duratura è che il 7 ottobre sarebbe stato una conseguenza inevitabile dell'occupazione israeliana si impose rapidamente nel dibattito internazionale. Molti commentatori iniziarono il racconto della guerra partendo dalla risposta militare israeliana, oppure spiegando l'attacco come il frutto esclusivo delle condizioni di vita nella Striscia di Gaza. In questo schema interpretativo Hamas finiva quasi sullo sfondo, mentre il suo progetto politico e ideologico scompariva dal quadro.

Eppure la cronologia racconta altro. Israele si è ritirato unilateralmente da Gaza nel 2005, smantellando tutti gli insediamenti e ritirando l'esercito. Due anni dopo Hamas ha preso il controllo della Striscia con un colpo di forza contro l'Autorità Palestinese, uccidendo decine di appartenenti a Fatah e instaurando un regime autoritario che da allora governa il territorio senza nuove elezioni. Negli anni successivi migliaia di razzi sono stati lanciati contro le città israeliane, provocando una lunga successione di escalation militari molto prima del 2023.

Anche il programma politico di Hamas era noto da tempo. Lo statuto del 1988 invocava apertamente la distruzione di Israele e conteneva riferimenti antisemiti di estrema violenza. Il documento politico pubblicato nel 2017 aveva modificato alcuni aspetti del linguaggio, senza rinunciare all'obiettivo strategico della scomparsa dello Stato ebraico. I dirigenti dell'organizzazione hanno continuato a dichiarare pubblicamente di voler ripetere il 7 ottobre "ancora e ancora", finché Israele non sarà eliminato.

L'attacco del 7 ottobre, inoltre, non è stata una rivolta improvvisata. Le successive indagini dell'intelligence israeliana e numerose ricostruzioni giornalistiche hanno mostrato un'operazione preparata per anni, con addestramento militare, raccolta di informazioni, costruzione di infrastrutture sotterranee, produzione di armamenti e una pianificazione estremamente dettagliata. Migliaia di terroristi hanno attraversato contemporaneamente il confine attaccando basi militari, kibbutz, festival musicali e abitazioni private. L'obiettivo non era conquistare territorio né ottenere concessioni negoziali, bensì uccidere il maggior numero possibile di civili, prendere ostaggi e infliggere un trauma destinato a cambiare gli equilibri della regione.

Ciò non significa che il conflitto israelo-palestinese non abbia una storia lunga, complessa e dolorosa. Significa qualcosa di diverso. Significa che il 7 ottobre possiede una propria responsabilità politica, militare e morale che non può essere dissolta dentro una spiegazione generale del conflitto. Ogni evento storico ha un contesto. Il contesto, però, illumina i fatti; non li assolve.

Presentare quel massacro come un'esplosione inevitabile ha prodotto un effetto preciso. Hamas è stata progressivamente trasformata da soggetto politico responsabile delle proprie scelte a semplice prodotto delle circostanze, mentre il progetto ideologico dell'organizzazione è uscito dal campo visivo di una parte dell'opinione pubblica.

Le bugie più efficaci raramente inventano i fatti. Preferiscono cancellarne una parte. E quando il passato viene amputato dei suoi passaggi decisivi, anche il presente finisce per raccontare una storia che non è mai esistita.

 


takinut3@gmail.com

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