Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Cicognani li chiama "fronte del rifiuto" andava bene 30 anni fa. Oggi si chiamano terroristi.
Testata: Europa Data: 30 ottobre 2003 Pagina: 3 Autore: Filippo Cicognani Titolo: «La pace insabbiata»
Nell'analizzare la politica estera americana, Filippo Cicognani su Europa scrive fra l'altro:
...Ma anche dove l'amministrazione Bush ha cercato di imporre la pace le cose non sono andate meglio: la road map, o strada dei sogni, è chiusa per violenza. Speriamo non a tempo indeterminato. Anche nelle ultime ore nella striscia ci sono stati attacchi e sparatorie con morti e feriti, gli israeliani continuano con gli omicidi mirati o selettivi, dei militanti dei gruppi armati. Abu Ala sta cercando di stabilire un dialogo con i dirigenti del fronte del rifiuto, Hamas, Jihad e brigate martiri Al Aqsa, per raggiungere una tregua vera e con questo obiettivo ha annunciato che, anche dopo la scadenza prevista del prossimo quattro novembre, prolungherà il suo mandato di governo. Prosegue intanto il cammino, apertamente osteggiato dal governo israeliano, il cosiddetto accordo di Ginevra, progetto negoziale alternativo raggiunto tra rappresentanti della sinistra israeliana ed esponenti moderati palestinesi. Vedrà ufficialmente la luce il 20 novembre e sarà tenuto a battesimo dall'ex presidente americano e premio Nobel per la pace, Jimmy Carter. Il ministro degli esteri della Svizzera, sponsor dell'accordo, Micheline Calmy-Rey, è a Washington per illustrare il progetto che definisce "testo di riferimento per futuri negoziati". L'amministrazione Bush lo considera con scetticismo "un'iniziativa della società civile". Davvero alla road map non c'è alternativa? E' difficile capire casa Cicognani vuole dire. Ripete che Israele fa una politica sbagliata, e già lo sapevamo che la pensa così. Chiama "fronte del rifiuto" i gruppi terroristi che uccidono e massacrano, e ci verrebbe voglia di chiedergli cosa intende lui per "rifiuto". Speriamo che quando riceve un no, Cicognani ne abbia delle conseguenze diverse. Quanto a Bush, il nostro si rammarica che Bush consideri il "patto di Ginevra" come un prodotto della società civile. E come lo dovrebbe considerare, visto che è un documento non governativo? Quando la Road Map non era ancora stata distrutta da Arafat piaceva a destra e a manca. Adesso che non piace più ad Arafat non piace più nemmeno ai critici totalizzanti contro Israele. Invitiamo i lettori di Informazione Corretta ad inviare la propria opinione alla redazione di Europa. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.