Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo del Wall Street Journal dal titolo: "Ministro degli esteri libanese: scordatevi le distinzioni fra ala politica e ala militare, Hezbollah è un’unica entità al servizio del regime iraniano. Beirut sconfessa l’inconsistente cavillo accampato da Francia (e Unione Europea)"
Scrive l’editoriale del Wall Street Journal: C’è un motivo per cui l’Europa considera Hezbollah solo una mezza organizzazione terroristica.

Il ministro degli esteri libanese Youssef Raggi
La Francia ha costretto l’Unione Europea a distinguere tra l’«ala» militare e quella politica di Hezbollah: la prima sanzionata, la seconda diplomaticamente rispettabile.
Il problema è che si tratta di una finzione, come ha messo inm chiaro mercoledì il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi.
La domanda è stata posta dalla televisione francese: la politica da tempo seguita dalla Francia volta a promuovere relazioni politiche con Hezbollah in Libano è stata realistica?

Uno dei tre droni con cui Hezbollah ha attaccato il nord di Israele la mattina di domenica 14 giugno 2026 (clicca l’immagine per il video su YnetNews). Israele ha reagito all’attacco colpendo obiettivi Hezbollah nel quartiere Dahiyeh di Beirut
“Non è per nulla realistico distinguere tra ramo politico e ramo militare: Hezbollah è un’unica entità – ha risposto Raggi – È un’organizzazione militare illegale in Libano – ha continuato il ministro libanese – Un’estensione armata dell’Iran, che l’Iran usa per controllare il Libano e destabilizzare l’intero Medio Oriente”.
Un’ottima sintesi per fare a pezzi le illusioni francesi.
I terroristi di Hezbollah che tengono discorsi in doppiopetto rispondono agli stessi capi a cui rispondono i terroristi di Hezbollah che usano razzi e bombe per uccidere israeliani, siriani, americani e ovunque gli ebrei.
Ma convincere i francesi a consentire sanzioni dell’Unione Europea anche solo contro l’ala militare di Hezbollah nel 2013 fu un vero grattacapo.
L’argomentazione è che l’Occidente debba dialogare con Hezbollah per mantenere la propria influenza, incoraggiare la moderazione e preservare la stabilità.
La Francia, in quanto ex potenza coloniale, intrattiene un rapporto speciale con il Libano e ha interessi da tutelare.
Su questo si basava il compromesso che finge che Hezbollah abbia rami distinti.
Ma lo stesso Hezbollah nega che le sue ali politica e militare siano entità separate, e il rapporto dell’Unione Europea con i rappresentanti politici dei terroristi non ha prodotto nessuna moderazione.
Al contrario, l’instabilità del Libano è peggiorata poiché Hezbollah ha ricostituito il suo esercito, ha indebolito lo Stato libanese e in alcune aree lo ha sostituito, ha massacrato siriani e ha scatenato altre due guerre con Israele.
Dal 2013, diversi stati europei hanno dovuto adottare misure a livello nazionale contro Hezbollah anziché attendere il “consenso dell’UE”.
La Germania ha scoperto che Hezbollah disponeva sul suo territorio di reti per raccolta fondi, reclutamento e propaganda e nel 2020 Berlino si è mossa.
Hezbollah ha compiuto atti di terrorismo in tutta Europa, e integra i finanziamenti iraniani con il traffico di droga.
Inserire Hezbollah nella sua interezza nell’elenco delle organizzazioni terroristiche non limiterebbe le possibilità diplomatiche della Francia. Contribuirebbe piuttosto a smantellare le reti che in tutta Europa promuovono e finanziano il terrorismo.
Dopo l’esplicita dichiarazione del ministro Raggi, nessuno può fingere che la Francia blocchi le sanzioni contro Hezbollah per il bene del Libano.
(Da: Wall Street Journal, 12.6.26)