Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Luigi Yitzhak Diamanti dal titolo: "Israele combatte il terrorismo, ma l’Italia demonizza lo Stato ebraico per un calcolo elettorale"

È difficile non notare ciò che sta accadendo in questi giorni. Alcuni ministri del nostro governo sembrano aver scelto Israele come bersaglio privilegiato delle proprie dichiarazioni, arrivando ad attaccare e delegittimare un governo democraticamente eletto. È evidente che, più che dalla ricerca della verità o da una reale analisi dei fatti, certe prese di posizione sono dettate dalla convenienza politica e dalla necessità di inseguire un consenso sempre più volatile.
Manca il coraggio di affermare con chiarezza che Israele è una democrazia che combatte organizzazioni terroristiche che hanno fatto della distruzione dello Stato ebraico il proprio obiettivo dichiarato. Manca il coraggio di applicare a Israele gli stessi criteri che vengono adottati nei confronti di qualsiasi altra nazione. La critica è unilaterale, ossessiva e selettiva, e si minimizzano o si ignorano le responsabilità di Hamas, Hezbollah o del regime iraniano. Si è di fronte a una evidente forma di ipocrisia.
In un momento storico così delicato servirebbero coerenza, onestà intellettuale e senso della realtà. Invece, troppo spesso, assistiamo a dichiarazioni dettate dal calcolo politico del giorno, mentre Israele continua a difendere la propria sicurezza e il diritto dei suoi cittadini a vivere senza la minaccia costante del terrorismo. La storia giudicherà chi ha avuto il coraggio di stare dalla parte della verità e chi, per convenienza, ha preferito seguire il vento del momento.
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