Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - il commento del direttore dal titolo: "Francesca Albanese deride la madre di una vittima del 7 ottobre e ragiona come un razzista dell’Ottocento. A nome dell’Onu, naturalmente"

Francesca Albanese
Scrive Marco Paganoni: Gli spropositi sempre più scomposti e imbarazzanti cui si abbandona Francesca Albanese sono ovviamente indegni di una relatrice speciale delle Nazioni Unite che dovrebbe attenersi a criteri di obiettività e neutralità da tempo ridotti, nel suo caso, a una triste barzelletta.
Le faziosità, le menzogne, persino gli sberleffi e gli insulti inanellati dalla agit-prop pro-Hamas con etichetta Onu non avvicinano di un millimetro il dialogo e la pace, e non alleviano di un grammo le sofferenze dei palestinesi. D’altra parte, con ogni evidenza non sono questi i suoi scopi.
Tuttavia, l’aspetto paradossalmente utile dell’incontinenza di Francesca Albanese è che di fatto sta compilando, suo malgrado, un’intera antologia – che servirà in futuro agli studiosi del fenomeno – dei più grevi cliché del disprezzo e dell’odio verso Israele e verso tutti i sionisti, ebrei e non ebrei, che non si genuflettono ai piedi dei suoi modi da inquisizione.

“Cambia farmaco”: il post di Francesca Albanese (clicca per ingrandire)
Di recente la silloge di Francesca Albanese si è arricchita di una volgare offesa rivolta alla madre di una vittima del 7 ottobre, nonché di una tirata degna del più grossolano palestinismo.
Carolin Bohl, una modella e studentessa di moda tedesca di 22 anni, è stata trucidata da terroristi di Hamas nel kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 insieme al suo compagno, il 34enne fotografo britannico Danny Darlington.
In un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt la madre, Sonja Bohl-Dencker, ha raccontato d’aver partecipato alla prima di un film a Berlino nel marzo scorso, dove Francesca Albanese era ospite d’onore.
“Non sono mai stata in una stanza dove ho percepito così tanto odio – ha detto Bohl-Dencker – Ovunque kefiah, slogan terribili e puro odio contro tutto ciò che è legato a Israele”.

Carolin Bohl (28 febbraio 2001 – 7 ottobre 2023)
E qual è stata la risposta di Francesca Albanese a un post sui social che citava le frasi di Bohl-Dencker? Ha scritto: “Cambia farmaco”.
A una madre che conserva nel telefono l’ultimo messaggio ricevuto dalla figlia che diceva “Grazie per tutto quello che hai fatto per me, ti voglio bene”, Francesca Albanese ha risposto con lo sguaiato sberleffo in uso nei più insulsi scambi da social.
A nome dell’Onu, naturalmente.
Non contenta, alcuni giorni fa Francesca Albanese ha dichiarato: “Io so molto bene cos’è l’antisemitismo. È più ampio dell’odio contro gli ebrei. È odio e discriminazioni contro i popoli semiti, inclusi gli arabi”.
E così abbiamo la conferma che la relatrice speciale non sa di cosa parla. E tocca ripetere l’ovvio.
“Semitico” è un termine rubato alla linguistica dagli odiatori di ebrei, che l’hanno usato alla fine dell’Ottocento per ammantare d’una patina pseudo-scientifica lo Judenhass, l’odio verso gli ebrei.
Da allora è stato usato sempre e soltanto per indicare odio pregiudiziale verso gli ebrei.
Non verso “i semiti”. Anche perché i semiti – checché ne pensi Francesca Albanese – semplicemente non esistono.
Semita è una categoria linguistica: non biologica, non antropologica, non genetica. Ebraico e arabo sono lingue semitiche. Ma parlare una lingua semitica non ti rende “semita”.
Nessuno – tranne i razzisti del XIX e XX secolo – ha mai pensato che esistesse una “razza semita”.
Dunque la frase “anche gli arabi sono semiti”, oltre che storicamente infondata e fattualmente inconsistente, è basata sull’idea che esista una “razza semita” e che gli arabi ne facciano parte: una concezione squisitamente razzista, la cui responsabilità lasciamo volentieri a Francesca Albanese.
Ne faremo memoria.
(Da: israele.net, 11.6.26)