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Informazione Corretta Rassegna Stampa
08.06.2026 Di nuovo la flottilla: degli attivisti in pericolo di vita!
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 08 giugno 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Di nuovo la flottilla: degli attivisti in pericolo di vita!»

Di nuovo la flottilla: degli attivisti in pericolo di vita!

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://israel247.org/encore-la-flottille-des-militants-en-danger-de-mort-338121.html

 

Michelle Mazel

 

Lo sapevate? La Sumud Global Flotilla lancia un appello urgente, una questione di vita o di morte, per gli undici volontari umanitari arbitrariamente detenuti. Da quattro giorni, dieci di loro sono in sciopero della fame “a secco”, un atto spietato, rifiutando cibo e acqua per protestare contro la loro reclusione in un centro di detenzione segreto, contro il divieto di avvalersi di un avvocato, contro la detenzione prolungata e i maltrattamenti che stanno subendo.                                                       “Ad oggi, le condizioni di salute dei volontari in sciopero stanno peggiorando rapidamente. Giovedì sono stati segnalati diversi casi di malessere, sono le donne delegate ad essere particolarmente colpite.” Nonostante la gravità delle loro condizioni, le autorità si rifiutano di fornire loro qualsiasi assistenza medica esterna. Nessuna équipe medica ufficiale è stata autorizzata a far loro visita. Di fatto, i medici catturati all'interno della delegazione stessa sono costretti a monitorare ed esaminare i loro compagni in difficoltà, nonostante la loro propria spossatezza", così ha scritto la Sumud Global Flottiglia in un comunicato. Terribile, vero? Ma dove sono le condanne, l'indignazione, i dibattiti pubblici? E’ inutile cercare. Per una volta Israele non è coinvolto; non sono le sue azioni a violare il diritto umanitario né i suoi ministri a rendersi protagonisti di provocazioni. Non si tratta nemmeno di Paesi europei. No, è successo in Libia, un Paese ostile allo Stato ebraico e fervente difensore della causa palestinese! Sono stati i fratelli libici ad arrestare i valorosi combattenti per la libertà che avevano scelto di percorrere la via terrestre per portare aiuti e conforto ai poveri abitanti di Gaza, senza rischiare di essere intercettati dalla marina israeliana. Purtroppo, il convoglio terrestre di duecento attivisti filo-palestinesi diretto a Gaza si è  allontanato  giovedì in Libia, dopo che gli era stato negato l'ingresso nella parte orientale del Paese. Circa duecento partecipanti si trovavano accampati a pochi chilometri dal valico di Sirte quando sono stati circondati da veicoli senza contrassegni. Degli attivisti affermano di essere stati aggrediti fisicamente prima di essere costretti ad andarsene. Le dieci persone arrestate si erano recate a un posto di blocco a Sirte per tentare di negoziare con le autorità della Libia orientale. Il Governo di Stabilità Nazionale, che controlla questa parte del Paese, afferma di non aver completato le formalità necessarie né ottenuto l'autorizzazione all'ingresso. Non spiega perché quelle dieci persone non siano state semplicemente rimandate indietro come i loro compagni, né cosa giustifichi il loro arresto e la loro  detenzione in carcere in tali condizioni. È importante sottolineare che i fatti sopra riportati provengono dagli organizzatori della flottiglia; non vi è alcuna conferma indipendente di tali affermazioni. Tuttavia, le autorità francesi dimostrano piena fiducia nella veridicità delle affermazioni degli attivisti: non hanno forse aperto un'indagine sugli abusi che questi ultimi avrebbero subito per mano di Israele? Se questa volta non reagiscono, è perché tra i prigionieri presentati come in pericolo di vita, non ci sono cittadini francesi.

 


takinut3@gmail.com

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