Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo del Times of Israel: "Il leader del gruppo LGBTQ+ alla Knesset: 'Sono ebreo, israeliano e gay: Israele è l’unico posto in Medio Oriente dove posso vivere. mponendo al gruppo LGBTQ ebraico precondizioni che non impongono a nessun altro, gli organizzatori del Pride di Roma deturpano il Pride e si macchiano di antisemitismo'”
Il parlamentare israeliano Yorai Lahav-Hertzanu, leader del gruppo informale LGBTQ della Knesset, accusa gli organizzatori del Pride di Roma di antisemitismo dopo che questi hanno escluso il gruppo LGBTQ ebraico “Keshet Italia” per non aver condannato la guerra di Israele contro Hamas a Gaza.

Febbraio 2024, ospedale Rambam di Haifa. Il parlamentare Yorai Lahav-Hertzanu (a sinistra) e il suo compagno Tzafrir accolgono la loro prima figlia grazie alla maternità surrogata
“Mia nonna fu costretta a fuggire dall’Italia negli anni ’30 perché c’era chi considerava gli ebrei un problema” ha detto Lahav-Hertzanu all’inizio di una riunione del gruppo parlamentare, in occasione della Giornata annuale della comunità LGBTQ alla Knesset.
“Io sono ebreo, israeliano e gay. Israele è l’unico posto in Medio Oriente dove posso vivere” ha aggiunto il parlamentare, membro del partito di opposizione Yesh Atid che ora fa parte della lista Beyahad (“Insieme”) guidata dagli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid.

Corteo gay Pride sfila davanti alla Knesset, sede del parlamento israeliano a Gerusalemme
“Si può criticare il governo israeliano: io e i miei colleghi lo facciamo ogni giorno”, ha continuato Lahav-Hertzanu. Ma imporre la condanna dello Stato ebraico, e di nessun altro Paese, come “una pre-condizione per partecipare” al Pride costituisce “doppiopesismo: e un doppiopesismo a danno solo degli ebrei è antisemitismo”.
“Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria identità ebraica e la propria identità LGBTQ – ha concluso – Facendolo, non state proteggendo il Pride: lo state deturpando”.
(Da: Times of Israel, 2.6.26)