Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di alcuni articoli di media israeliani dal titolo: "L’accusa di genocidio a Gaza “sta franando”: il Sudafrica, in affanno, ottiene dalla Corte Internazionale di Giustizia una proroga di 18 mesi (che diventeranno 36) per rispondere alla monumentale contro-memoria di Israele"
La richiesta da parte del Sudafrica di una proroga “straordinaria” di 18 mesi per presentare le proprie argomentazioni alla Corte Internazionale di Giustizia, a sostegno delle accuse di genocidio a Gaza, dimostra che la causa contro lo Stato ebraico “sta franando”.

Membri del team legale che rappresenta Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia nella causa intentata dal Sudafrica
Lo ha dichiarato domenica il Ministero degli Esteri israeliano, che ha twittato: “La presentazione delle memorie scritte non terminerà prima del 2029. Tutte le pretese di ‘urgenza’ si sono ora trasformate in tacite richieste del Sudafrica di guadagnare tempo”.
“Questa causa – aggiunge il Ministero – non ha mai riguardato i fatti. È sempre stata una campagna di propaganda del Sudafrica al servizio di Hamas, mascherata da procedimento legale”.
Il Sudafrica, che ha accusato Israele di commettere un “genocidio” a Gaza, ha accettato di fatto una proroga di 36 mesi nel procedimento dinanzi alla Corte dell’Aja (il principale organo giudiziale delle Nazioni Unite), dopo aver richiesto altro tempo per rispondere alla memoria difensiva iniziale presentata da Israele.
Infatti, con un’ordinanza datata 21 maggio e pubblicata venerdì scorso, la Corte Internazionale di Giustizia ha concesso al Sudafrica tempo fino al 22 novembre 2027 per presentare la propria replica, e Israele avrà poi tempo fino al 22 maggio 2029 per presentare la sua controreplica.
Ciò significa che probabilmente non vi saranno ulteriori udienze prima della fine del 2029, se non addirittura del 2030.
Secondo quanto riferito dalla Corte, il mese scorso il Sudafrica aveva comunicato ai giudici la necessità di una seconda serie di memorie scritte a causa della “complessità del caso”, del volume della contro-memoria presentata da Israele (circa 1.000 pagine, più altre 4.000 pagine di allegati) e delle obiezioni sollevate da Israele in merito alla giurisdizione stessa della Corte e all’ammissibilità della petizione sudafricana.
La Corte ha aggiunto che Israele, dal canto suo, aveva affermato che un ulteriore scambio di memorie scritte non fosse necessario, ma aveva anche ribadito che se al Sudafrica fossero concessi 18 mesi per rispondere, Israele dovrà ricevere lo stesso lasso di tempo per la sua contro-replica.
(Da: jns.org, Jerusalem Post, 1.6.26)