Riprendiamo dal FOGLIO il commento di Giulio Meotti dal titolo: "'Li elimineremo come a Monaco'. Israele non dimentica e va a caccia di tutti i terroristi del 7 ottobre"

Tel Aviv ha creato una speciale task force con un unico obiettivo: uccidere o catturare tutti coloro che hanno trasformato un sabato di festa ebraico in un mattatoio. Centinaia di nomi sono stati già cancellati dalla lista "Nili", in quella che è stata definita “la campagna di targeted killing più estese della storia”
L’eliminazione sistematica di coloro che, il 7 ottobre, hanno trasformato un sabato di festa ebraico in un mattatoio continua con il comandante dell’ala militare di Hamas, Mohammed Odeh, in un attacco a Gaza pochi giorni dopo la morte del suo predecessore in un’analoga incursione, il più noto Izz ad Din al Haddad. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Odeh era “uno degli architetti del massacro del 7 ottobre”. Per gli ex ostaggi a Gaza Liri Albag ed Emily Damari, la notizia dell’eliminazione di Haddad è la chiusura di un cerchio, profondamente personale, con il terrorista direttamente coinvolto nella loro prigionia, negli abusi subiti e nel funzionamento della rete terroristica. Odeh e Haddad sono altri due nomi cancellati da una lista chiamata “Nili” (Netzach Yisrael Lo Yeshaker, ossia l’Eterno di Israele non mentirà) tenuta da una speciale task force israeliana creata con un unico obiettivo: uccidere o catturare tutti coloro che hanno pianificato o partecipato all’attacco del 7 ottobre. Lo rivela un’inchiesta del Wall Street Journal.
Centinaia di nomi sono stati già cancellati dalla lista, in quella che è stata definita “la campagna di targeted killing più estese della storia”. Nessun partecipante al 7 ottobre è considerato insignificante o ignorabile, anche chi ha guidato un trattore attraverso il confine. “Israele continuerà a dare la caccia ai nostri nemici e a chiedere conto a chiunque abbia preso parte al 7 ottobre”, ha detto il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir dopo l’uccisione di Haddad.
Un comandante di plotone di Hamas, Ali Sami Mohammad Shakra, è stato ucciso pochi giorni fa per aver partecipato all’assalto al festival Nova e contribuito a catturare quattro ostaggi, tra cui l’americano-israeliano Hersh Goldberg-Polin, ucciso in prigionia. L’esercito ha diffuso un video del 7 ottobre che mostra Shakra sporgersi dal finestrino di un’auto vicino al luogo del rapimento. Tre giorni prima, l’esercito ha ucciso il terrorista della Jihad islamica Abd al Rahman Ammar Hassan Khudari per il suo ruolo nell’attacco al kibbutz Nir Oz, dove un quarto degli abitanti è stato ucciso. “Nili” ricorda gli omicidi mirati compiuti da Israele contro i palestinesi responsabili della morte di undici atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972. “Ci vorrà tempo, come dopo Monaco”, ha detto il direttore del Mossad David Barnea al funerale di Zvi Zamir, suo predecessore alla guida del servizio segreto durante Monaco. Dopo che Israele ha ucciso Izz al Din al Haddad e il suo sostituto appena nominato, Mohammed Odeh, Imad Aqel è l’unico alto comandante di Gaza dell’epoca del 7 ottobre ancora in vita.
Nessuno è troppo piccolo per la memoria ebraica. Così Israele ha appena eliminato Muhammed Issam Hassan al Habil, responsabile della morte di Noa Marciano, la soldatessa presa in ostaggio e uccisa in prigionia. Il padre di Noa, Avi Marciano, ha raccontato di aver visto il video di un medico che le iniettava aria nelle vene all’ospedale al Shifa di Gaza. “Un medico l’ha assassinata”, ha detto Marciano, mentre sua figlia “supplicava per la sua vita”.