Riprendiamo il comunicato dell'Unione associazioni Italia-Israele (Uaii) sull'esclusione di Keshet Italia dal Roma Pride
L’Unione Associazioni Italia-Israele esprime forte preoccupazione per la decisione del Roma Pride di escludere Keshet Italia, associazione LGBT+ ebraica, dalla partecipazione con un proprio carro alla manifestazione.
Si tratta di una scelta grave, che rischia di subordinare la partecipazione di cittadini e associazioni ebraiche all’adesione preventiva a specifiche posizioni politiche sul conflitto mediorientale. Nessuna minoranza dovrebbe essere sottoposta a un test ideologico per poter partecipare a uno spazio nato per garantire inclusione, dignità e diritti.
Particolarmente preoccupante è il fatto che tale criterio venga applicato proprio nei confronti di una realtà ebraica LGTB+, alimentando un doppio standard che finisce inevitabilmente per colpire gli ebrei in quanto tali.
Colpisce inoltre il silenzio rispetto alla condizione delle persone LGBT+ nel resto del Medio Oriente. Israele è l’unico Paese della regione in cui le persone LGTB+ godono di libertà, tutela giuridica e visibilità pubblica, nonché l’unico Stato mediorientale in cui si svolgono Pride da oltre trent’anni. È inoltre un luogo di rifugio per persone omosessuali perseguitate nei Paesi vicini, mentre in altri contesti dell’area -incluso l’Iran- gli omosessuali continuano a essere perseguitati e condannati a morte.
L’UAII richiama pertanto l’attenzione sul rischio di una deriva nella quale l’ostilità verso Israele si traduce sempre più frequentemente in delegittimazione ed esclusione nei confronti degli ebrei nello spazio pubblico.
I Pride sono nati per includere, non per escludere.
L’UAII ritiene inoltre necessario giungere al più presto all’approvazione definitiva alla Camera del disegno di legge contro l’antisemitismo già approvato dal Senato, alla luce del crescente numero di episodi discriminatori che colpiscono cittadini e realtà ebraiche nel nostro Paese.