Una sinistra eretica: riflessioni su Erri De Luca sionista
Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci
Erri De Luca è uno scrittore fine, "sensibile". Viene dalla sinistra extraparlamentare, quella di Lotta Continua, e non ha mai rinnegato nulla del suo passato. È più anziano di me di un paio di lustri, ma in gioventù le nostre vite si sono in parte sovrapposte. Da socialista libertario condividevo poco di Lotta Continua, ma ne apprezzavo la visione "arrogantemente quasi anarchica". A noi socialisti servivano interlocutori liberi, non macchine di partito; per questo sostenemmo Lotta Continua concretamente, pur nelle distanze che intercorrono tra pari.
Oggi mi segnalano un'intervista in cui De Luca si dichiara sionista, aggiungendo che a Gaza si consuma una tragedia, ma che non si tratta di genocidio. Capisco le antiche vicinanze: un libertario ragiona, non ripete; cerca di capire, non corre subito a sentenza. Io mi innamorai dei kibbutz, che erano socialismo libertario, antiautoritario e laico realizzato. De Luca si è innamorato della lingua e della cultura ebraica. Strade e sensibilità diverse dentro una democrazia plurale, specchio di una storia complessa.
Chi abbiamo davanti oggi? Vi ricordate Lotta Continua e il socialismo libertario? Ecco: contro di noi ci sono gli stessi di allora, quelli che "stanno santi" nel giusto del Partito o della Chiesa buona.
De Luca stava con chi non si schierava con lo Stato, ma nemmeno con le Brigate Rosse. Noi socialisti, invece, stavamo così tanto con lo Stato da ritenerlo capace di trattare con le BR pur di salvare la vita di Aldo Moro. Anche allora le scomuniche fioccavano e la "retta via" era già decretata da altri.
Credo che esista una sinistra eretica che non prega. Una sinistra capace di dire alle masse — per cui i partiti teoricamente nascono — che esistono movimenti degli ultimi che si riscattano da soli, e non per la "conversione" di intellettuali ripetitivi.
Sono sionista, come Erri De Luca. Sono eterodosso. Piango ogni singolo morto, perché si muore sempre uno alla volta e uno per sempre; ma se c'è un popolo che oggi si vuole "cacciare" dalla propria terra, quello è il popolo d'Israele.
Questo dovevo dire, per sentire di non essere solo di fronte a un coro brutto, terribilmente brutto.
Grazie Erri. La vita muore nelle mani dei manichei.