I vecchi demoni
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.com/2026/05/les-vieux-demons-328351.html

Michelle Mazel
Continua la saga dei “coraggiosi attivisti che cercano di rompere il blocco imposto da Israele a Gaza.” La volta precedente, Israele aveva affermato che sulla flottiglia non c'erano né cibo né medicinali destinati a Gaza; tuttavia, le autorità israeliane hanno pubblicato sui social media una foto di quello che hanno presentato come “preservativi e droghe” a bordo delle imbarcazioni. Gli organizzatori della flottiglia non avevano dato alcuna smentita. Nuovo tentativo, e nuovo risultato, questa volta con una condanna americana inequivocabile. “La flottiglia filo-terrorista che tenta di raggiungere Gaza è un tentativo assurdo di minare i progressi compiuti dal Presidente Trump verso una pace duratura nella regione,” ha dichiarato il Segretario del Tesoro Scott Bessent. Il Tesoro continuerà a interrompere le reti di sostegno finanziario globale di Hamas, ovunque si trovino nel mondo.” Ma chi gli dà ascolto? È molto più allettante puntare il dito contro Israele. Certo, è deplorevole che, dopo l'impeccabile operato della marina israeliana nell'intercettare e catturare questa penosa “armada” terroristica che, è bene ricordarlo, come la precedente, non ha portato né cibo né medicine alla popolazione di Gaza, l'atteggiamento di uno dei membri più estremisti del governo, noto per le sue provocazioni, abbia suscitato un'ondata di indignazione. Significa dare molto credito a quei 435 terroristi. Inutile dirlo, quando si tratta dello Stato ebraico tutto è permesso. Invano Netanyahu aveva subito dichiarato che tali azioni non erano conformi ai valori e alle leggi di Israele: aveva ordinato alle autorità competenti di espellere i militanti il più in fretta possibile, cosa che è avvenuta, in collaborazione con la Turchia, da dove era partita la flottiglia, con l'invio di aerei per rimpatriare i partecipanti. “C'è un'orgia di antisemitismo, un'orgia sfrenata e sfacciata di antisemitismo, che sta invadendo l'Occidente”, ha dichiarato il famoso regista ungherese Lazlo Nemes in un'intervista al quotidiano britannico The Guardian. Lui descrive uno scontro tra due schieramenti, che definisce umanesimo contro antiumanesimo. All'interno di quest'ultimo si annida una forma di politica identitaria che non vede più singoli individui, ma solo gruppi. È permeata da un’”ossessione razziale” e da una mentalità “puritana, moralizzatrice e da giustiziere” che, a suo dire, ha invaso la sfera culturale e quella online. Si spinge persino oltre: “L'ebreo è sempre stato [percepito] come una sorta di nemico interno, e credo che ora [l'idea dell'ebreo come nemico interno dell'Occidente] abbia raggiunto le dimensioni dell'antisemitismo europeo prima dell'ascesa al potere del partito nazionalsocialista [nazista].” Il Jerusalem Post, a sua volta, ha pubblicato un lungo e allarmante articolo su quanto sta accadendo oggi in Romania. Il titolo recita: Romania, l’antisemitismo è trendy. “L'antisemitismo in Romania oggi si manifesta nei raduni di estrema destra, nei movimenti politici estremisti e nella retorica ostile in alcuni organi di stampa.” Più le cose cambiano, più restano uguali?