Riprendiamo da BET Magazine il commento di Nathan Greppi dal titolo: "Propaganda contro Israele al Liceo Berchet"

Il collettivo studentesco avrebbe srotolato un lungo nastro di carta lungo la tromba delle scale e l’atrio. Su di esso, un lungo elenco di nomi di “oltre ventimila bambini uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023”. Il comunicato degli studenti si conclude con la denuncia del “genocidio in atto, lo strumento estremo per portare a compimento il progetto storico della Nakba, l’apice di una strategia volta alla distruzione di un intero popolo e all’eliminazione della presenza palestinese dalla propria terra”. Ma i collettivi studenteschi non sono organi ufficiali della scuola….
Dopo l’episodio dell’Istituto Carducci di Ferrara, recentemente anche al Liceo “Giovanni Berchet” di Milano ha avuto luogo un’iniziativa controversa per commemorare la “Nakba” (“catastrofe” in arabo), come i palestinesi chiamano l’esodo di molti di loro dopo la nascita d’Israele.
L’ultimo fatto
Come riporta HaKol, il collettivo studentesco avrebbe srotolato un lungo nastro di carta lungo la tromba delle scale e l’atrio. Su di esso, un lungo elenco di nomi di “oltre ventimila bambini uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023”.
Un precedente articolo del Fatto Quotidiano ha riportato fotografie e citazioni dal comunicato degli studenti, concluso dalla denuncia del “genocidio in atto, lo strumento estremo per portare a compimento il progetto storico della Nakba, l’apice di una strategia volta alla distruzione di un intero popolo e all’eliminazione della presenza palestinese dalla propria terra”.
Secondo HaKol, non è chiaro dove siano stati reperiti di preciso i nomi delle presunte vittime. Il quotidiano La Repubblica ha riferito che gli studenti del Berchet dietro all’iniziativa hanno dichiarato di aver “preso i nomi da un file che un professore di religione ci aveva mostrato durante una lezione a inizio anno”. Hanno aggiunto che i docenti “ci hanno fatto anche molti complimenti”.
HaKol sottolinea il fatto che né il Fatto Quotidiano ne la Repubblica hanno specificato che i collettivi studenteschi che hanno organizzato tutto questo “non sono organi ufficiali della scuola, non rappresentano democraticamente la comunità degli studenti, e sono costituiti in genere da estremisti che obbediscono a sollecitazioni esterne alla scuola. Gli articolisti non si chiedono neppure se la manifestazione sia stata autorizzata dalla dirigenza o da altri organi della scuola. Si limitano a fare acriticamente da portavoce al collettivo e solo a esso, come se fosse normale una scuola a sua disposizione”.
Aggiunge anche: “Se davvero gli studenti hanno agito di testa loro, non ci è dato sapere se poi siano stati puniti per l’infrazione. Nulla ci è noto, neanche dell’identità e della sorte dei docenti che avrebbero incoraggiato la sceneggiata, neppure dell’inqualificabile docente di religione che avrebbe diffuso materiale propagandistico durante le proprie lezioni”.
I precedenti
Nel maggio 2025, il Liceo Manara di Roma ha annullato un incontro sulla pace in Medio Oriente perché secondo un collettivo studentesco erano tutti “facenti parte della comunità ebraica” (il che tra l’altro non era vero). Prima ancora, a Milano il docente del Liceo Leonardo Da Vinci Andrea Atzeni ha subito un provvedimento disciplinare per aver preso posizione contro quegli studenti che strumentalizzavano il Giorno della Memoria per veicolare discorsi antisraeliani.
Ad aprile di quest’anno, il Liceo Agnesi di Milano ha dapprima invitato a parlare della Giornata della Memoria solo ospiti filopalestinesi, e poi ha visto il vicepresidente del FAII (Federazione Associazioni Italia-Israele) Alessandro Litta Modignani venire contestato dagli studenti.