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Libero Rassegna Stampa
19.05.2026 I pro Gaza bloccano i treni. E i collettivi rossi sfilano con l’amico di Hamas
Commento di Massimo Sanvito

Testata: Libero
Data: 19 maggio 2026
Pagina: 3
Autore: Massimo Sanvito
Titolo: «I pro Gaza bloccano i treni. E i collettivi rossi sfilano con l’amico di Hamas»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 19/05/2026, a pag. 3, la cronaca di Massimo Sanvito dal titolo "I pro Gaza bloccano i treni. E i collettivi rossi sfilano con l’amico di Hamas"

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Massimo Sanvito

L’ospite d’onore era Saif Abukeshek, l’attivista palestinese con cittadinanza spagnola, agitatore della Flotilla arrestato (e poi rilasciato dopo dieci giorni) da Israele, che vanta buone relazioni con la Conferenza popolare per i palestinesi all’estero ed è vicino ai terroristi di Hamas. A Roma, culla della cristianità, c’era anche lui in piazza per lo sciopero generale pro Gaza indetto dalla rossissima Unione dei sindacati di base in una ventina di città italiane - da Milano a Bologna, da Torino a Genova - al grido di “nemmeno un chiodo per guerre e genocidio”. «Israele viola le regole del diritto internazionale, i governi europei devono denunciarlo», ha spiegato Saif. Nel tardo pomeriggio sono partiti cortei simultanei per chiedere la liberazione dei flotillanti intercettati dal governo di Tel Aviv mentre puntavano la Striscia. Bandiere palestinesi, cubane, iraniane (del regime), arcobaleno, di Potere al Popolo e dei giovani comunisti di Cambiere rotta, persino falci e martelli. Nella capitale, un migliaio di pro-Pal ha sfilato dalla stazione Termini fino all’Esquilino. «Boicotta Israele», lo slogan più urlato. È stata anche convocata una nuova giornata “contro il governo Meloni” e “contro l’Occidente guerrafondaio” per sabato prossimo in piazza della Repubblica. A Bologna, invece, i manifestanti (anche qui un migliaio) si sono radunati in piazza Maggiore per puntare verso la stazione Centrale. «In questa piazza non troverete la bandiera dell’Ue complice del genocidio o quelle degli Usa e della Nato, mala bandiera della Palestina libera a fianco di quelle del mondo del lavoro», ha arringato la folla un sindacalista dell’Usb. «Siamo senza se e senza ma con la resistenza palestinese in tutte le sue forme», un’altra voce che si è levata. Anche coi terroristi? Chissà. «Blocchiamo tutto», il coro più gettonato. Tanti gli striscioni esposti sul pavimento della piazza: “Rompere con Israele terrorista”, il più eloquente. Insieme a centri sociali e collettivi studenteschi, alla manifestazione, anche esponenti della sinistra istituzionale, come l’assessore alla Cultura bolognese Daniele Del Pozzo. Numeri più contenuti a Milano, dove qualche centinaio di pro-Pal ha sfilato da piazza della Scala verso la Loggia dei Mercanti chiedendo di «rompere ogni rapporto col sionismo». A Firenze i pro-Pal, in corteo da piazza della Signoria a piazza Santo Spirito, hanno inneggiato alla cancellazione di Israele: «Firenze lo sa da quale parte stare. Palestina libera dal fiume fino al mare». Poteva mancare lo spauracchio fascismo? Certo che no. «Stiamo vedendo le conseguenze del sionismo anche qui in Italia, nella repressione, nel razzismo istituzionale e nel silenzio politico di un governo sempre più permeato da logiche autoritarie e fasciste», hanno spiegato gli attivisti. Mentre a Torino i collettivi rossi hanno puntato la sede della Rai. In mattinata, a Milano, all’altezza di Porta Venezia, i manifestanti avevano già alzato i toni, esponendo cartelli su cui la bandiera di Israele, il simbolo della Nato e le foto di Giorgia Meloni e Guido Crosetto erano imbrattati con vernice rossa. Come a dire: avete le mani sporche di sangue. Da nord a sud è stata una giornata di disagi, specialmente sul fronte dei trasporti pubblici: treni cancellati in Lombardia, metro chiuse a Roma e a Napoli, più della metà delle corse dei vaporetti a Venezia saltate.

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