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Michelle Mazel
Europa/Medio Oriente
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Si deve far sapere 19/05/2026

Si deve far sapere

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://israel247.org/il-faut-savoir-327324.html

 

Michelle Mazel

 

Senza dubbio gli storici e i ricercatori di domani faranno a gara nel formulare teorie atte a spiegare lo straordinario fenomeno che è seguito alle atrocità del 7 ottobre 2023, perpetrate entro i confini internazionalmente riconosciuti di Israele. Atti di una ferocia inimmaginabile, di orribili violenze sessuali, il tutto registrato e trasmesso in diretta – non lo si ripeterà mai abbastanza – da terroristi di Hamas accecati dall'odio. Eppure le manifestazioni contro lo Stato ebraico continuano, mobilitando delle folle; gli ebrei vengono presi di mira in tutto il mondo e non sono risparmiate le sinagoghe. Oggi è lo Stato ebraico a trovarsi ostracizzato dalle nazioni, isolato se non boicottato, e oggetto di accuse tanto improbabili quanto perverse, riprese con compiacimento non solo dai cosiddetti Stati illuminati, ma anche da media schierati. Questa volta, però, sembra che tutti i limiti siano stati superati, come evidenziato dal quotidiano britannico Telegraph: “Nessuna persona sana di mente potrebbe credere a questa affermazione raccapricciante, promossa questa settimana dal New York Times, secondo cui Israele ‘addestrerebbe dei cani a brutalizzare dei palestinesi’.                    Eppure non è la prima volta che vengono mosse accuse assurde sul presunto utilizzo di animali da parte di Israele. Nel 2015, ad esempio, Hamas annunciò di aver catturato un delfino, sostenendo che agisse come spia israeliana.” Sarebbe opportuno sottolineare che, mentre le atrocità commesse da Hamas sono ancora reperibili su internet, i resoconti dei presunti abusi israeliani citati dal New York Times si basano esclusivamente sulle testimonianze di quattordici palestinesi, senza la minima prova a sostegno? Ahimè, avete mai provato a confutare un'accusa contro lo Stato ebraico, a mettere le cose in chiaro? Troppo spesso la risposta è un'alzata di spalle accompagnata da una riflessione priva di illusioni: “Una pura perdita di tempo.”Purtroppo, a trionfare è la narrativa parallela e menzognera che viene considerata come la verità rivelata.                                        Un altro tentativo, ma questa volta nella direzione opposta: criticare quella che appare come un'azione riprovevole da parte del governo, della polizia o dell'esercito israeliano. La stessa alzata di spalle, questa volta accompagnata dal commento: “Andiamo, trovano sempre qualcosa per criticarci. Vero o falso che sia, non ha senso dare munizioni ai nostri nemici.” È facile – e allettante – lasciarsi persuadere, ma è un grave errore. È importante ristabilire la verità e, per farlo, è essenziale presentarla in modo chiaro e preciso e, soprattutto, con della documentazione a supporto. Certo, ci sono poche speranze di convincere gli scettici, per non parlare dei nemici di Israele. Ma almeno con la certezza di aiutare gli ebrei, gli israeliani, gli amici di Israele e le persone di buona volontà. Tutti loro hanno bisogno di questi riferimenti quando a loro volta cercano di spiegare Israele o, quantomeno, di difendersi. Dobbiamo pensare anche ai giovani, agli allievi ed agli studenti ebrei che quotidianamente, all'interno degli istituti che frequentano, si trovano ad affrontare insulti e soprattutto accuse tanto oltraggiose quanto infondate.


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