2 Lettere
1.
Carissima Deborah,
ogni volta che mandavo una cartolina al mio amico a Cuneo…scrivevo: l’anno prossimo a Gerusalemme! In qualunque parte del mondo fossi mandavo la cartolina con quella scritta…
Purtroppo è mancato, aveva quasi 100 anni, e mi manca moltissimo…ci sentivamo almeno una volta la settimana e, ogni volta che andavo a Cuneo, andavo a trovarlo portandogli un mazzo di garofani rossi…
Mi manca, mi manca per tutte le belle chiacchierate, anche telefoniche, che facevamo!
L’anno prossimo a Gerusalemme!
Un augurio che faccio a tutte le persone buone che ancora vivono in questo mondo…
Le emozioni che ho provato lì sono indimenticabili, avevo come guida il fratello del mio amico che avevo conosciuto quando anche lui era ancora a Cuneo…
É stata la realizzazione di un sogno per me,
Grazie di esistere, Israele…grazie ad ognuno di voi per la vostra forza, il vostro coraggio, il vostro amore per la vita! Grazie!
Con affetto…shalom.
Renata Noyb
Cara Renata,
ti ringrazio per le tue lettere colme di amore per Israele. Ti ringrazio come sempre e ti mando un abbraccio
Shalom
Deborah Fait
2.
Cara Deborah Fait,
ti scrivo mosso da un profondo senso di urgenza e indignazione per l'ennesima iniziativa dell'Unione Europea: l'annuncio di nuove sanzioni mirate contro i cosiddetti "coloni" israeliani. Si tratta di un provvedimento che, come purtroppo accade troppo spesso nelle cancellerie di Bruxelles, ignora deliberatamente la storia, il diritto e il tragico contesto di sicurezza in cui Israele si trova a operare.
È tempo di rimettere i fatti al centro del discorso. Quella che il mondo chiama "West Bank" è, per chiunque conosca la storia, Giudea e Samaria. È il cuore pulsante del popolo ebraico, citato nella Bibbia e nei libri dei Profeti; qui sono nate le radici di Israele millenni prima che la "Palestina" venisse anche solo immaginata come entità politica moderna. L'uso stesso del termine "Cisgiordania" rappresenta un tentativo di cancellazione storica.
I dati sulla sicurezza sono inequivocabili, sebbene l'UE scelga di bendarsi gli occhi. Solo dall'inizio del 2024, in Giudea e Samaria si sono contati oltre 6.300 atti terroristici palestinesi contro ebrei, con 27 vittime israeliane. Il lavoro straordinario dello Shin Bet ha sventato più di 2.000 attacchi significativi dal 7 ottobre a oggi, operazioni che hanno salvato migliaia di vite. Al contrario, la violenza di alcuni estremisti israeliani — seppur grave e puntualmente condannata, indagata e processata dallo Stato d'Israele — è numericamente e sistematicamente inferiore.
L'asimmetria morale dell'UE e dell'ONU è ormai sconcertante. Mentre si sanzionano cittadini israeliani, si chiudono entrambi gli occhi sull'Autorità Palestinese, che continua a finanziare il terrorismo tramite il sistema del "pay for slay", versando stipendi ai familiari dei "martiri". È un'ipocrisia senza fine: l'Europa continua a erogare fondi che finiscono nelle mani di chi inneggia al genocidio degli ebrei. Non possiamo dimenticare che l'UNRWA stessa è risultata coinvolta direttamente, attraverso alcuni suoi membri, negli orrori del 7 ottobre.
Mentre i leader palestinesi vivono nel lusso in paesi terzi, l'Unione Europea alimenta un sistema che rifiuta la pace. La storia ci insegna che non c'è volontà di dialogo: Arafat preparava la Seconda Intifada mentre fingeva di trattare a Camp David, e Hamas ha simulato un interesse per la stabilità mentre pianificava il massacro più barbaro della storia recente.
Queste sanzioni sono inutili e discriminatorie. Non fermano la violenza; la alimentano, perché offrono una sponda politica a chi rifiuta il riconoscimento di Israele e puniscono chi, invece, cerca solo di vivere nella propria terra ancestrale. Israele non vive in un regime di apartheid, ma in una terra contesa, difesa con il sangue e mai annessa proprio per lasciare, invano, una porta aperta ai negoziati.
Shalom
Luca
Caro Luca,
Come sempre l'Europa dimostra il suo odio per Israele e anche la sua ignoranza della storia, quella vera, non quella raccontata da Pallywood. Giudea e Samaria sono i nomi di quelle due regioni, ebraiche da 3000 anni e annesse illegalmente dalla Giordania nel 1948. Israele le ha liberate nel 1967 ma gli europei continuano a chiamarle con il nome fasullo di Cisgiordania. E continuano a chiamarli territori occupati! Si sono occupati ma dagli arabi non dagli ebrei che là sono a casa propria. Giudea e Samaria sono state colonizzate dagli arabi mandati là dai vari paesi circostanti per creare il problema e avere, davanti a un mondo ignorante e prevenuto, la scusa per fare terrorismo. Non penso che sarà possibile negoziare, Israele troppe volte ha regalato "terra in cambio di pace" e ha ricevuto solo morte. Loro invece, i palestinesi, hanno appena rinnovato il loro ripugnante "pay for slay", pagare per uccidere. Ma nessuno si indigna mai contro i palestinesi intoccabili.
Un cordiale shalom
Deborah Fait