Riprendiamo da IL TEMPO del 17/05//2026, a pag. 3, la cronaca di Francesca Musacchio dal titolo: "'Sacrificio della vita'. L’appello dei pasdaran"

Francesca Musacchio
Il regista dell’iniziativa iraniana per i militanti all’estero sarebbe Vahid Jalalzadeh. Nato a Urmia, nell’Azerbaigian occidentale, politico iraniano, dall’ottobre 2024 vice per gli affari consolari, parlamentari e degli espatriati del ministero degli Esteri di Teheran. È lui l’uomo indicato come ideatore della campagna «Janfada», la mobilitazione rivolta agli iraniani all’estero e rilanciata anche dai siti diplomatici della Repubblica Islamica, che invita ad unirsi alla «Campagna del sacrificio della vita» lanciata per «dichiarare la disponibilità del popolo iraniano a svolgere un ruolo attivo ed efficace nel contrastare il nemico americano-sionista e nella difesa dell’Iran islamico». Per l’iscrizione è stato dedicato un form sulla piattaforma Mikhak dove i volontari possono registrarsi e partecipare. Sul portale dell’ambasciata iraniana in Italia compare l’avviso per iscriversi alla campagna che rimanda al link della pagina per il sistema integrato dei servizi consolari iraniani usato per passaporti, stato civile, autenticazione di documenti, pratiche per studenti, servizi giudiziari e assistenza ai cittadini residenti all’estero. Il testo dell’appello si apre con la formula «Attenzione cari compatrioti residenti in Italia, per iscriversi alla Campagna vita sacrificata». E poi prosegue: «Augurando ai guerrieri dell’Islam un successo sempre maggiore, alla luce dei frequenti appelli e richieste dei nostri cari compatrioti all’estero di registrarsi alla "Campagna del sacrificio della vita", simbolo della disponibilità del nobile popolo, legato a un Iran forte, a difendere le amate pianure della patria e a sostenere la madrepatria, desideriamo informarvi che è stata predisposta la piattaforma di registrazione per i nostri cari compatrioti nel sistema Mikhak». Lo stesso contenuto è presente anche su altri siti diplomatici iraniani. Tra questi Belgio, Malesia, Regno Unito e Germania. La geografia della campagna esce così dal perimetro italiano e diventa una rete di messaggi rivolti alla diaspora iraniana. Il canale è consolare, con lessico politico-religioso. Nel Regno Unito la pubblicazione ha già prodotto un caso diplomatico. L’ambasciatore iraniano è stato convocato dopo la diffusione dell’inserto sulla piattaforma britannica. La versione inglese della campagna porta il titolo «Sacrificio per l’Iran», con destinatario esplicito: «Per gli iraniani all’estero». Nel testo collegato si legge che la campagna è stata lanciata per dichiarare la disponibilità del popolo iraniano a svolgere «un ruolo attivo nel contrastare il nemico americano-sionista e nel difendere l’Iran islamico». La parola chiave è «Janfada», che può essere tradotto «sacrificio della vita», «offerta della propria vita », «dedizione totale». Viene anche accostata all’arabo «Jihad fi-sabilillah», cioè «sforzo sulla via di Dio». Lo stesso «sforzo» e invito al jihad diventato il simbolo del terrorismo di matrice islamista. Ma la campagna non si limita a circolare sui siti diplomatici. Ben 8.600 docenti dell’Università Azad Islamica hanno annunciato, attraverso una dichiarazione ufficiale, la propria adesione a «Janfada». In un passaggio del documento si legge: «L’università non è soltanto un luogo di produzione del sapere; è un centro in cui si alimentano la consapevolezza, l’etica e l’amore per l’umanità». La dichiarazione prosegue definendo la campagna «non semplicemente un movimento collettivo», ma «l’eco della nostra fede nei più alti valori umani, del nostro impegno verso tutti i valori nobili e dignitosi, e del nostro dovere morale verso tutto ciò che ci ha portati al prestigioso vertice della professione accademica ». Poi arriva la formula politica: «Per anni abbiamo tenuto alta la fiaccola della guida intellettuale delle nuove generazioni; oggi, con una voce forte e chiara, proclamiamo la nostra dedizione nel difendere la patria e la rivoluzione, preziosa eredità del sangue dei martiri illustri». L’adesione alla campagna viene promossa anche con un canale diretto. Chi vuole unirsi al gruppo «Janfada per l’Iran», infatti, può inviare «il numero 1 al 30001155» oppure visitare il sito indicato. La campagna "diplomatica iraniana" ha creato scompiglio in molti dei Paesi in cui è stata lanciata. In Australia, dopo la pubblicazione di messaggi analoghi da parte dell’ambasciata iraniana a Canberra, la Australian Federal Police ha avviato verifiche sulla legittimità della campagna e sui possibili profili legati al reclutamento per attività ostili straniere. Scotland Yard e la Metropolitan Police, allo stesso modo, hanno avviato valutazioni attraverso la sezione antiterrorismo.
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