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israele.net Rassegna Stampa
18.05.2026 “I civili palestinesi vittime di Hamas meritano giustizia”. Per la prima volta un palestinese denuncia alla Corte Penale Internazionale i crimini di guerra di Hamas
Articolo del Jerusalem Post

Testata: israele.net
Data: 18 maggio 2026
Pagina: 1
Autore: Jerusalem Post
Titolo: «“I civili palestinesi vittime di Hamas meritano giustizia”. Per la prima volta un palestinese denuncia alla Corte Penale Internazionale i crimini di guerra di Hamas»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo del Jerusalem Post dal titolo: "'I civili palestinesi vittime di Hamas meritano giustizia'. Per la prima volta un palestinese denuncia alla Corte Penale Internazionale i crimini di guerra di Hamas"

 

Gli avvocati di un palestinese di Gaza hanno presentato una richiesta formale al Procuratore della Corte Penale Internazionale chiedendo che 14 leader di Hamas vengano indagati per crimini commessi contro il popolo palestinese.

Ad oggi, la Corte Penale Internazionale ha incriminato dei leader di Hamas e di Israele per crimini commessi contro le reciproche popolazioni, ma non ha mai incriminato un solo leader di Hamas per crimini commessi contro i civili palestinesi.

Questa richiesta, pertanto, rappresenta il primo ricorso di questo tipo presentato da un palestinese contro Hamas.

La notizia del ricorso è stata data venerdì in esclusiva al Jerusalem Post da uno dei due avvocati americani, Elliot Malin.

Insieme a Malin c’erano Eli Rosenbaum, ex procuratore senior del Dipartimento di Giustizia statunitense specializzato in crimini di guerra, e l’avvocata francese Sarah Scialom.

15 ottobre 2025. Un video, verificato e geo-localizzato dalla BBC, mostra terroristi di Hamas che, dopo il ritiro delle truppe israeliane, trascinano otto palestinesi in una pizza del quartiere Zeitoun di Gaza City, li costringono a inginocchiarsi davanti a una folla dove ci sono anche bambini, quindi procedono alla loro fucilazione sommaria

Il documento di 40 pagine chiede che 14 leader di Hamas, indicati per nome, vengano indagati per crimini commessi contro il popolo palestinese, nella prospettiva che vengano emessi mandati d’arresto nei loro confronti.

Il cliente è un civile palestinese di Gaza che ha perso la moglie, i figli e altri familiari nella guerra scoppiata a Gaza con l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

La documentazione presentata dimostra che se Hamas non avesse commesso crimini di guerra e altri crimini contro il popolo palestinese, i famigliari del cliente e innumerevoli altri palestinesi oggi sarebbero ancora in vita.

La documentazione presentata denuncia i seguenti crimini di guerra: utilizzo come scudi umani di civili e altre persone protette; attacchi contro civili; attacchi intenzionali contro obiettivi civili; causa intenzionale di gravi sofferenze; distruzione e appropriazione di proprietà; morti, lesioni e danni accidentali eccessivi o sproporzionati; attacchi a obiettivi protetti; oltraggi alla dignità personale; utilizzo, reclutamento o arruolamento di bambini; condanne a morte ed esecuzioni senza giusto processo.

La documentazione comprende anche i seguenti crimini contro l’umanità: assassinio, sterminio, tortura e persecuzione.

L’ampia documentazione dimostra che il più noto dei crimini premeditati di Hamas, ovvero l’utilizzo di civili palestinesi come scudi umani e in effetti come vittime sacrificali, è stato il crimine di guerra principalmente responsabile dell’elevato numero di vittime e della vasta distruzione subìta da Gaza.

Questo crimine costituisce una diretta violazione della Convenzione di Ginevra del 1949.

I leader di Hamas identificati nella denuncia sono: Khaled Mashaal, Mahmoud al-Zahar, Mohammed Odeh, Muhannad Rajab, Khalil al-Hayya, Mousa Abu Marzook, Ghazi Hamad, Izzat al-Rishq, Fathi Hamad, Nizar Awadallah, Husam Badran, Zaher Jabarin, Basem Naim e Izz al-Din al-Haddad [quest’ultimo risulta nel frattempo ucciso, venerdì scorso, da un’operazione delle Forze di Difesa israeliane ndr].

“Il popolo palestinese, incluso il nostro cliente, merita giustizia per le atrocità commesse contro di esso da Hamas, con il pieno appoggio dei leader iraniani – spiega Malin – Ad oggi, l’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale non ha indagato, né tantomeno richiesto mandati di arresto, per i crimini cinicamente commessi da Hamas e dai suoi complici contro i palestinesi durante la guerra”.

“Perseguire questa giustizia – continua Malin – è al centro della missione dell’Ufficio del Procuratore e della Corte Penale Internazionale, da cui dipende. Venir meno a questa missione significa non garantire pari accesso alla giustizia a coloro che la Corte stessa ha ritenuto soggetti alla sua giurisdizione”.

Malin aggiunge che, se il Procuratore e la Corte Penale Internazionale si rifiutano di perseguire la giustizia per i palestinesi vittime di Hamas, la Corte “deve chiedere all’Ufficio del Procuratore di spiegare come mai venga a Gaza negata piena giustizia alle vittime delle atrocità di Hamas”.

“Se i combattenti di Hamas avessero agito nel rispetto del diritto internazionale consolidato anziché nascondersi dietro e sotto uomini, donne e bambini civili di Gaza, il bilancio delle vittime civili sarebbe senza dubbio solo una minima parte di quello che è stato”, afferma Rosenbaum.

“La credibilità della giustizia penale internazionale – dichiara l’avvocata Scialom – si fonda sulla sua capacità di garantire una rapida giustizia per crimini di questa portata. La persistente inadempienza dell’Ufficio del Procuratore nel perseguire la giustizia per conto delle vittime palestinesi di Hamas, sia decedute che sfollate, contribuisce a incentivare il ripetuto ricorso a tali crimini come un’efficace strategia geopolitica e a mantenere la comunità degli abitanti di Gaza vittime di tali soprusi all’oscuro di fatti essenziali relativi alla loro condizione”.

Scialom conclude dicendosi onorata di rappresentare il cliente palestinese, la cui famiglia “ha tragicamente subìto enormi perdite durante la guerra a Gaza”.

(Da: Jerusalem Post, 15.5.26)


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