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Il Giornale Rassegna Stampa
18.05.2026 Il New York Times e il più antico
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 18 maggio 2026
Pagina:
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Il New York Times e il più antico»

Riprendiamo da IL GIORNALE del 17/05/2026 il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Il New York Times e il più antico 'blood libel'"

 
Fiamma Nirenstein

Il colosso New York Times si è impegnato con entusiasmo sulla criminalizzazione di Israele. E lo ha fatto con il pezzo di un columnist Nicholas Kristof, che ha guadagnato il Pulitzer sul genocidio del Darfur. Là fu accusato di essersi messo nel ruolo dell’eroico “salvatore bianco”, e invece era entrato con visto turistico e guide. Si dice si fosse anche inventato una ragazza cinese venduta come prostituta a 13 anni e da lui salvata. I suoi testimoni sono spesso, come nel caso attuale coi palestinesi, militanti di ONG o peggio, veri protagonisti della lotta armata. Da tempo sulla base di un’intervista di Al Jazeera col capo del ministero della salute di Hamas, ha cominciato a circolare, poi ripreso dall’Euro-Med Human Rights Monitor accusato di affiliazione diretta Hamas, il tema dell’abuso contro i palestinesi prigionieri. Il tema dell’uso sessuale dei cani sfida lo stomaco e il buon senso e anche l’opinione di molti esperti che ritengono impossibile l’uso di animali allo scopo. Del resto Israele è stato accusato di aver addestrato aquile e pescecani per attaccare palestinesi. Lo Stato d’Israele stesso ha adesso mosso querela al New York Times, il giornale che ha sempre dimostrato un’incessante disponibilità a ospitare tutte le bugie sulla guerra, come quella, nel 2025, di uccidere per fame i bambini, con la tragica foto scattata dal vincitore del Pulitzer di quest’anno Saher Alghorra, il bambino invece malato di una malattia genetica, Mohammed Zakaria al Mutawaq. Il giornale qui ha ritrattato, perché ora arrivare fino ai cani usando testimoni molto discutibili? Perché questa guerra di distruzione di Israele ha la sua norma: il blood libel.
La strada è stata percorsa: apartheid, accusa fragile, smontata spesso dagli arabi israeliani; genocidio, ma i palestinesi sono aumentati a Gaza; poi il genocidio, e persino Kharim Khan ha disconosciuto; la fame non indotta, ma relativa alla guerra e contrastata d centinaia di camion di cibo spesso sottratti da Hamas… l’intensità con cui il New York Times ha ripreso le notizie criminalizzanti è costante, come la strage all’ospedale che poi non fu una strage ed era causata da Hamas. Adesso qui con la storia canina l’escalation è pirotecnica: serve a parificare, sembra, la straziante, veritiera, minuziosa raccolta delle vicende di stupro e morte del 7 di ottobre, tutte nel rapporto ufficiale di 300 pagine appena uscito. Se non puoi cancellare l’orrore, inventati che gli ebrei sono orribili come i loro carnefici. È un sistema invalso da tempo, si chiama inversione, accusa gli Ebrei di Shoah; ma se l’hai costruito, guardati allo specchio e vedrai la tua stessa immagine. Perversa, e sciocca.  

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