La Gran Bretagna sostiene veramente la sua comunità ebraica?
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/la-grande-bretagne-soutient-elle-vraiment-sa-communaute-juive-325438.html

Michelle Mazel
I primi ebrei arrivarono in Inghilterra all’epoca della conquista normanna. Prospereranno per un certo periodo, ma presto dovranno affrontare tempi difficili. Accuse di omicidio rituale e rivolte antiebraiche a margine delle Crociate alla fine, nel 1290, portarono all'espulsione dell'intera comunità ebraica dal Regno Unito. Sarebbero trascorsi quattro secoli prima che Cromwell, nel 1656, consentisse loro di tornare. Mezzo secolo prima, Shakespeare aveva creato il personaggio di Shylock, portatore di tutti gli stereotipi antisemiti. Certo, in seguito Benjamin Disraeli fu Primo Ministro per ben due volte. Voi mi farete presente che si convertì alla religione anglicana in giovane età. Come sottolinea la leader dell'opposizione Kemi Badenoch, persiste una certa forma di antisemitismo “rispettabile”: “Sotto il governo laburista, l'antisemitismo è diventato accettabile nelle conversazioni formali durante le loro cene.” Paradossalmente, le atrocità perpetrate dai terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023 non hanno provocato un'ondata di simpatia per Israele in Inghilterra, bensì, al contrario, delle massicce manifestazioni contro lo Stato ebraico. Sono stati rilevati migliaia di “incidenti” antisemiti, tra cui attacchi sempre più gravi contro istituzioni, proprietà e persino membri della comunità, come il recente attacco con coltello a Golders Green. Si parla spesso del numero di bambini ebrei che, a seguito di insulti e talvolta atti di bullismo, abbandonano l'ambiente scolastico in cui non si sentono più al sicuro per frequentare scuole della comunità. È in questo contesto che il 10 maggio è stata organizzata una manifestazione davanti a Downing Street. Sotto lo slogan “La Gran Bretagna sostiene gli ebrei britannici”, l'obiettivo era quello di rassicurare la comunità ebraica. Purtroppo, secondo le stime più ottimistiche, solo ventimila persone hanno sfilato per le strade della capitale britannica, e la BBC si è limitata a parlare di “diverse migliaia di partecipanti”, una cifra ben lontana dalle grandi manifestazioni pro-palestinesi. E la presenza di una folta delegazione di sostenitori dell'Iran — un quarto del totale — così come di molti curdi, non è passata inosservata. Insomma, non c’è proprio nulla di rassicurante. Dobbiamo inoltre sottolineare la presenza di Kemi Badenoch, che ha dichiarato: “Io sono con voi: milioni di persone sono con voi.” Nello stesso giorno, però, un individuo ha aggredito a cinghiate delle rispettabili donne ebree ortodosse mentre aspettavano l'autobus, e una donna ha rivolto insulti antisemiti a un ragazzo di 15 anni e a un uomo di 35, nei pressi di una scuola ebraica. Durante la manifestazione, il rabbino capo del Regno Unito, Ephraim Mirvis, ha messo in guardia contro la “banalizzazione” dell'antisemitismo nella società britannica, esortando il Paese a mobilitarsi contro l'aumento dell'odio. “Perché l'ambasciatore iraniano non è stato espulso?” ha chiesto. In realtà, il governo britannico e le forze dell'ordine sanno che dietro una serie di recenti attacchi contro siti ebraici e israeliani c’è la Repubblica islamica dell'Iran , ma stanno tutti ben zitti.