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Informazione Corretta Rassegna Stampa
13.05.2026 La deformazione morale di un'Europa antisemita
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 13 maggio 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «La deformazione morale di un'Europa antisemita»

La deformazione morale di un'Europa antisemita

Commento di Deborah Fait

 Deborah Fait
Deborah Fait

 

L’Europa ha deciso. Una decisione abominevole. 
I burocrati di Bruxelles hanno deciso che i cittadini israeliani che vivono in Giudea e Samaria vengano sanzionati e messi sullo stesso piano dei terroristi nazisti di Hamas. Non importa se lavorano, crescono figli, coltivano la terra e contemporaneamente subiscono attentati, spari, accoltellamenti, auto lanciate contro le fermate degli autobus. Per Bruxelles la distinzione non sussiste: l’ebreo che vive oltre la Linea Verde diventa automaticamente sospetto, colpevole, marchiato non con il numero tatuato sul braccio ma in quanto ebreo, come sempre nei secoli. In mezzo a questa oscenità europea, abbiamo Antonio Tajani che, dal basso della sua politica anti israeliana, approva. Una nullità ma non avevo dubbi, il Ministro degli Esteri italiano non perde occasione per rivelare da che parte sta. 

Hamas è il movimento che il 7 ottobre ha massacrato famiglie, bruciato vivi bambini, stuprato donne poi tagliate a pezzi, rapito anziani, li ha torturati, ha strangolato due fratellini di due e quattro anni davanti alla loro madre legata e impazzita dalla disperazione e poi uccisa a sua volta. Hamas ha trasformato Gaza in una base jihadista, usa ospedali, scuole e moschee come scudi militari. Proclama apertamente di voler cancellare Israele dalla carta geografica. Eppure l’Europa trova il modo di creare una simmetria morale fra chi organizza pogrom e chi vive sotto minaccia quotidiana da cui deve difendersi.

È una vergogna politica e culturale. E' come precipitare nell'abisso delle Leggi razziste del 1938. L'Europa ha taciuto allora, oggi sta dalla parte dei nuovi nazisti palestinesi.

E naturalmente i media europei fanno la loro parte per diffondere odio contro l'ebreo. Non si pongono confini. Sempre la stessa sceneggiatura: si racconta “la reazione violenta dei coloni”, mai ciò che l’ha provocata. Si mostrano gli ebrei arrabbiati dopo mesi di attentati, aggressioni, lanci di pietre, imboscate sulle strade, incendi, ma raramente si racconta il clima costante di odio e violenza che li circonda. Il palestinese appare quasi sempre come figura passiva, eterna vittima senza responsabilità individuale o collettiva. L’ebreo invece deve essere perfetto. Se reagisce, diventa il problema. Gli ebrei che si difendono sono tacciati da violenti e assassini. Non ho mai sentito un solo inviato, mai letto su un giornale la notizia che gli ebrei si sono difesi dopo aver subito gli attacchi dagli arabi. Questa storia degli ebrei demonizzati perché vogliono vivere nella loro terra che si chiama Giudea, che si chiama Samaria, entrambe occupate dagli arabi, va avanti da decenni. Adesso il Consiglio d'Europa ha risolto il problema paragonando gli ebrei ai tagliagole dei nazi-Hamas. Un doppio standard diventato ormai patologico.

Quando un ebreo in Giudea e Samaria risponde a un’aggressione, l’Europa parla di “violenza dei coloni”. Quando un terrorista palestinese accoltella un civile, investe una famiglia o spara su un autobus, improvvisamente arrivano le formule fredde: “scontri”, “ i coloni alimentano la spirale di violenza”. Come se il terrorismo fosse un fenomeno occasionale e non una scelta politica alimentata da decenni di propaganda antiebraica. La Cisgiordania, nome inventato nel 1950 dalla Giordania che l'aveva occupata e illegalmente annessa, si è chiamata per 3000 anni GIUDEA E SAMARIA, ed è il cuore in cui è nato il popolo ebraico.

La cosa più disgustosa è l’ipocrisia.
L’Europa che impartisce lezioni a Israele è la stessa Europa che per anni non è riuscita a proteggere i propri ebrei. La stessa Europa dove sinagoghe vengono assediate, dove gli ebrei nascondono la kippah, dove nelle università si urla “morte agli ebrei” travestendo il più becero antisemitismo in un ipocrita ma più elegante antisionismo. "Non odiamo gli ebrei ma critichiamo Israele", dicono, poi stranamente urlano "a morte gli ebrei, ebrei al gas, siete solo saponette" Questa Europa vergognosa trova il coraggio abietto di puntare il dito contro famiglie israeliane che vivono in territori biblicamente e storicamente ebraici.

La verità è che per troppi europei, in particolare quelli di sinistra,  l’ebreo armato che si difende è insopportabile. L’ebreo accettabile è quello debole, silenzioso, magari morto. Quello vivo, sovrano e combattivo crea disagio. Per questo ogni colpa viene ingigantita, ogni contesto cancellato, ogni provocazione dimenticata.

E intanto nei villaggi palestinesi si celebrano i terroristi come martiri, si distribuiscono caramelle dopo gli attentati, si educano bambini all’odio contro gli ebrei fin dall’asilo, si pagano le famiglie dei martiri. Questo raramente apre i telegiornali europei. Troppo scomodo, troppo diverso dalla narrazione prefabbricata del “palestinese sempre innocente” e dell’“israeliano sempre oppressore”.

Israele stesso condanna singoli episodi se accadono, lo fa più spesso di qualsiasi altra democrazia in guerra. Ma equiparare cittadini israeliani ai nazisti di Hamas significa aver perso completamente il senso delle proporzioni. Ed è qui che nasce la rabbia, una rabbia che fa tremare i polsi a causa di questa ossessione antisemita che fa parte dell'animo europeo, senza vergogna, senza pentimenti. Odio e basta. Odio millenario e irriducibile che si rinnova di generazione in generazione.  Relativizzare , giustificare il terrorismo islamista dicendo che non nasce dal niente mentre l’autodifesa ebraica viene criminalizzata, è disgustoso. Vedere l’Europa incapace di distinguere tra chi massacra civili per ideologia genocida e chi cerca semplicemente di sopravvivere in una terra dove ogni autobus può esplodere e ogni strada può diventare un’imboscata, è disumano.

Alla fine resta una domanda semplice:
se gli ebrei non hanno diritto nemmeno a difendersi senza essere trasformati nei colpevoli del mondo, in mostri violenti, allora quale comportamento sarebbe mai considerato accettabile? Gli ebrei possono reagire a chi li vuole sterminare, non solo a parole ma a fatti? No, secondo i nazisti palestinesi gli ebrei devono lasciarsi ammazzare e secondo gli europei altrettanto. Ricordatevi le parole di Amin al Husseini, amico di Hitler, "Soluzione finale di ebrei in Medio Oriente come in Europa"

In conclusione l'Europa che difende gli assassini e li giustifica con pacche sulle spalle mentre condanna le vittime israeliane ebree, è la più colpevole. I palestinesi in fin dei conti fanno il loro lavoro di nazisti del XXI secolo e per questo sono tanto osannati nelle piazze europee. "Un fallimento morale equiparare cittadini israeliani ai terroristi di Hamas" ha detto Netanyahu. L'Europa è moralmente fallita da molte generazioni e continua in modo nauseante a perseguitare gli ebrei.

 


takinut3@gmail.com

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