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israele.net Rassegna Stampa
11.05.2026 Il procuratore della Corte Penale Internazionale ammette: al momento non ci sono prove a sostegno dell’accusa di genocidio
Commento di Corey Walker

Testata: israele.net
Data: 11 maggio 2026
Pagina: 1
Autore: Corey Walker
Titolo: «Il procuratore della Corte Penale Internazionale ammette: al momento non ci sono prove a sostegno dell’accusa di genocidio»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di Corey Walker per algemeiner.com dal titolo: "Il procuratore della Corte Penale Internazionale ammette: al momento non ci sono prove a sostegno dell’accusa di genocidio (con buona pace di coloro che da anni hanno emesso il verdetto prima del processo, calpestando la presunzione di innocenza pur di accusare senza prove lo stato ebraico del peggiore dei crimini)"

 

Scorri in fondo all’articolo per il video in inglese

Scrive Corey Walker: Karim Khan, il controverso procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha sollevato nuovi dubbi sulle accuse di “genocidio” mosse contro Israele a Gaza.

In una recente intervista, Karim Khan (spesso citato da coloro che da anni accusano Israele di “genocidio” ndr) ha affermato che non è ancora stata raggiunta nessuna conclusione giuridica nella battaglia legale in corso sulla questione.

In una lunga intervista rilasciata questa settimana al giornalista anti-israeliano Medhi Hasan, nonostante le crescenti pressioni sulla Corte Penale Internazionale da parte attivisti affinché vengano formulate le più gravi accuse contro i funzionari israeliani, Karim Khan si è rifiutato di avallare la retorica, ormai diffusa, che definisce “genocida” la campagna militare israeliana contro i terroristi di Hamas a Gaza.

Interpellato direttamente sulla possibilità che la condotta di Israele costituisca genocidio, Khan ha sottolineato la necessità di prove sufficienti per formulare accuse contro i funzionari israeliani e ha ribadito che i procuratori devono basarsi solo su prove e sugli standard legali, non sulle narrazioni politiche.

“Quindi, non esclude che in futuro possa esserci un mandato”, ha detto Hasan.

“Tutto dipende dalle prove” ha risposto Khan, spiegando che accusare Israele di genocidio per fini politici sarebbe reckless (“sconsiderato”).

“Sta dicendo che negli ultimi tre anni non ci sono state prove di genocidio a Gaza?” ha chiesto Hasan, visibilmente disorientato.

Khan ha deplorato le “sofferenze” a Gaza, ma ha ribadito che la Corte Penale Internazionale non può emettere giudizi definitivi sulla natura delle operazioni militari israeliane a Gaza senza prove sufficienti, spiegando che i funzionari della Corte stanno analizzando il caso con rigore e che non può rivelare ulteriori dettagli sulla natura dell’indagine.

“Quindi, il genocidio è un argomento off limits?”, ha incalzato Hasan.

“Nessun crimine è off limits se ci sono le prove”, ha risposto Khan.

Nel maggio 2024 Khan venne criticato per aver richiesto a sorpresa mandati di arresto per crimini di guerra e contro l’umanità (non per “genocidio”) a carico del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del suo ex ministro della difesa, Yoav Gallant, lo stesso giorno in cui aveva improvvisamente annullato una visita a lungo pianificata a Gaza e in Israele per raccogliere prove sui presunti crimini.

A quanto risulta, l’annullamento all’ultimo minuto fece infuriare leader statunitensi e britannici, poiché il viaggio avrebbe offerto ai leader israeliani una prima opportunità per presentare la loro posizione e delineare le eventuali azioni che avrebbero intrapreso in risposta alle accuse.

Ora, queste ultime dichiarazioni di Khan avranno probabilmente ripercussioni negli ambienti giuridici e diplomatici internazionali, dove l’accusa di “genocidio” è diventata uno degli aspetti più controversi della guerra tra Israele e Hamas.

Negli ultimi due anni, numerose organizzazioni umanitarie ed esperti di diritti umani hanno accusato Israele di “genocidio” a Gaza, accuse che sono state ampiamente contestate da coloro che sostenevano che gruppi e individui non disponevano di prove sufficienti.  (…)

La Corte Penale Internazionale non ha giurisdizione su Israele in quanto il Paese non è firmatario dello Statuto di Roma, che ha istituito la Corte. Diversi altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, non hanno firmato o Statuto di Roma.

Tuttavia, la Corte Penale Internazionale ha rivendicato la propria giurisdizione accogliendo la “Palestina” come firmataria nel 2015, nonostante lo “Stato di Palestina” non sia riconosciuto dal diritto internazionale.

Il genocidio è tra i crimini più difficili da provare in base al diritto internazionale, poiché i pubblici ministeri devono dimostrare l’intento specifico di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.

L’intervistatore Hasan, uno dei più importanti accusatori di Israele nei media, ha trascorso gli ultimi due anni ad alimentare un’incessante raffica di accuse contro lo stato ebraico, accusandolo ripetutamente di perseguire un “genocidio” a Gaza. (…)

Le indagini della Corte Penale Internazionale hanno posto la Corte al centro di una spaccatura internazionale sempre più aspra sulla guerra di Gaza. Queste ultime dichiarazioni di Khan non porranno fine alle polemiche, ma a quanto pare il procuratore della Corte ha indicato un approccio giuridico molto più cauto rispetto a quello che vorrebbero tanti dei più accaniti accusatori di Israele.

(Da: algemeiner.com, 8.5.26)


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

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