Il coraggio di chi si indigna e la viltà di chi offende: effetto boomerang delle scritte contro Israele
Commento di Lidano Grassucci
Si scrive sui muri, spesso in luoghi nascosti, per essere "coraggiosi" come lettori ma restare vili come autori. Ma qui gli i protagonisti non sono gli autori della scritta infame ma altri... altri che non ti aspetti, che non mi aspettavo, in questo mare di nuove uniformi in cui il male è l'ebreo, l'israeliano, il sionista, l'occidentale, il capitalista, il colonialista, fino all'uccisore di Cristo omettendo che il Nazareno era ebreo e la morte romana.
Mi contattano due ragazzi, un ragazzo e una ragazza: "Non sapevamo a chi rivolgerci. Abbiamo visto che sei attento a queste cose, anzi, che ne sei spesso vittima. Una scritta l'abbiamo cancellata noi, ma questa... questa resta lì. Volevamo segnalarti le scritte che ci hanno fatto tanto male, che ci hanno indignato, fatto stare male"
Sono due ragazzi pendolari che dai monti Lepini viaggiano verso Roma. Prendono il treno a Sezze ed è proprio lì, nel sottopasso, che campeggia l'insulto contro Israele. Una scritta che ha spinto i ragazzi a non essere indifferenti, a non avere paura di prendere una posizione diversa, una posizione per la loro coscienza.
Entrerò nel merito della scritta ma la notizia è che due ragazzi, italiani, cristiani, che non hanno "appartenenza" si indignano perchè ritengono vile la scritta ma perchè capiscono le ragioni di chi, per i i più non ne ha.
Ho chiesto ai ragazzi di mandarmi una foto e loro lo hanno fatto, aggiungendo "spero la cancellino"
Esistono ancora persone con la schiena dritta capaci di essere solisti in un mondo di coristi e davanti a loro mi tolgo il cappello.
La scritta sul muro definisce gli israeliani "animali". Li deumanizza, l'esatto contrario della testimonianza dei ragazzi.
Ma entriamo nella idiozia dell'odio, dentro la scritta.
L'illogicità dell'odio di quella scritta
Israele è uno Stato sovrano di 10 milioni di abitanti. Stando a quel muro, si tratterebbe di "10 milioni di animali". Di questi, circa 7 milioni e mezzo sono ebrei, ma due milioni e mezzo sono arabi — musulmani, cristiani, drusi e finanxo circassi. Seguendo la logica ignorante di quella scritta, sarebbero "animali" anche i due milioni e mezzo di arabi israeliani e, per estensione, lo sono anche i palestinesi di Gaza e di Cisgiordania.
Spesso l'offesa che scagliamo contro gli altri rivela solo la miseria che portiamo dentro noi stessi.
L'ignoranza non è un'opinione
In un bellissimo film di Luigi Magni, Nell'anno del Signore, compare una scritta sui muri di Roma: "Abbasso il governo, preti infami". Il prete la legge e commenta sornione: "Non se capisce, non è chiara". Tanto che l'autore Pasquino, aggiunge: "Abbasso il governo dei preti infami" e il prete non demorde "non è chiaro, non se capisce"
La scritta nel sottopasso di Sezze, invece, è chiarissima nella sua ignoranza: è odio puro verso gli ebrei e verso lo Stato d'Israele. È il riflesso di quel pietismo ipocrita che piange gli ebrei solo quando sono vittime inermi, senza armi e senza Stato, ma li demonizza non appena diventano nazione. Ma è chiara soprattutto per l'effetto, ha sollevato la coscienza, ma dei due ragazzi
In questa brutta storia, quindi, splende una luce: il mio ringraziamento va a quei due ragazzi che non hanno girato la testa dall'altra parte e hanno scelto di indignarsi.