Riprendiamo da IL TEMPO di oggi, 08/05/2026, a pag. 11, il commento di Ben-Dror Yemini dal titolo: "Contro Hamas e Hezbollah. Questa è l’autentica protesta per la pace"

Ben-Dror Yemini
Hanno buone intenzioni. Sono per i diritti umani. Per l’aiuto ai deboli. Contro il genocidio. La maggior parte - si può presumere - crede a quel che, infinite volte, è stato detto loro nei principali media. È quel che è stato loro insegnato all’università. È quel che hanno visto sui social. È la ragione per cui sono saliti sulle navi della flottiglia per «rompere il blocco di Gaza», per cui hanno sventolato le bandiere di Hamas ed Hezbollah il 25 aprile a Milano, augurato la morte agli ebrei e al Console Onorario d’Israele Marco Carrai, vandalizzato otto pietre d’inciampo a Torino, tentato il boicottaggio dell’artista israeliano alla Biennale d’Arte di Venezia. Si può presumere che avessero buone intenzioni. Sono contro qualunque cosa ricordi loro Israele. La domanda da porsi è questa: cosa succede alla prova dei fatti? Attivisti, antagonisti e antisraeliani – quanti hanno contribuito alla flottiglia per Gaza, ad atti vandalici, violenze e boicottaggi, alle manifestazioni e alla parata della Festa della Liberazione - sarebbero in grado di dire «ci siamo sbagliati»? Quest’articolo non costituisce dibattito politico. Non prova ad esprimere un’opinione. Chi tra noi non ne ha una? Mettiamo le opinioni da parte, dunque. Parliamo dei fatti. Solo fatti. Cosa sono esattamente Hamas e Hezbollah? Organizzazioni contro l’occupazione, la tirannia e l’oppressione, oppure pericolosi gruppi che cercano di imporre a noi tutti - cristiani, ebrei, musulmani, induisti – un mondo buio di oppressione? Per conoscere la risposta, è sufficiente ascoltare le sole dichiarazioni dei portavoce autorizzati di Hamas e Hezbollah. Mahmoud al-Zahar, uno dei tre padri fondatori del comando di Hamas, ha dichiarato adicembre2022: «L’esercito di Gerusalemme libererà non soltanto le terre della Palestina. A un potere senza sionismo e senza il cristianesimo traditore, andranno 512 milioni di chilometri quadrati della Terra». Yunis al-Astal, uno dei leader di Hamas, ha lanciato su Al-Aqsa, la TV di Hamas, l’invito a «conquistare Roma e anche le due Americhe». Nel2012, il dottor Subhi al-Yaziji, uno dei dirigenti dell’Università Islamica di Gaza, ha dichiarato sul canale di Hamas: «Alzeremo la bandiera del Califfato islamico sul Vaticano». Il leader globale dei Fratelli Musulmani, lo sceicco Yusuf Qaradawi, ha invitato i musulmani a «completare il lavoro di Hitler». Il canale televisivo ufficiale di Hamas ha fatto eco, incoraggiando «l’annientamento degli ebrei e dei cristiani fino all’ultimo». Com’è possibile che gli attivisti «per la pace» come si definiscono, sostengano un’organizzazione terroristica che promuove il nazismo, lo sterminio di cristiani, induisti ed ebrei, e i cui membri sventolano la svastica nazista? Israele non è in guerra con i palestinesi. Israele è in guerra con organizzazioni terroristiche, e queste sono il problema numero uno per i musulmani d’ogni dove. Perché ovunque è presente un’organizzazione jihadista - dall’Afghanistan alla Nigeria, dalla Somalia al Sudan – il risultato è solo distruzione, devastazione e uccisioni di massa. Proprio ora, in questo momento, Hamas rifiuta di rispettare l’accordo di cessate il fuoco firmato a ottobre e di disarmarsi. Secondo un sondaggio Gallup, il79% dei libanesi chiede che Hezbollah organizzazione terroristica sotto il controllo dell’Iran che rende loro la vita impossibile - venga disarmata. Ebbene, gli «attivisti per la pace» in Italia e altrove in Occidente sventolano le bandiere di Hezbollah. Sostengano un’organizzazione il cui leader, Hassan Nasrallah, ha detto: «Che gli ebrei si concentrino in Israele è cosa ottima, perché in questo modo non sarà necessario inseguirli in tutto il mondo, e sul suolo israeliano verrà attuata la soluzione finale completa e definitiva». I palestinesi meritano, sì, una vita migliore. Altrettanto meritano i libanesi. Manon c’è alcuna possibilità che ciò si realizzi finché organizzazione terroristiche resteranno al potere. I veri «attivisti per la pace» avrebbero dovuto protestare contro Hamas e Hezbollah.
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