Riprendiamo da SHALOM, la cronaca di Michelle Zarfati dal titolo "Belgio, riapre la sinagoga colpita dall’attentato"

Michelle Zarfati
A quasi due mesi dall’attacco terroristico che aveva scosso la comunità ebraica locale, la sinagoga di Liegi, in Belgio, ha riaperto ufficialmente le sue porte. La cerimonia si è svolta in un clima di forte commozione ma anche di determinazione, con la partecipazione di rappresentanti religiosi, diplomatici e membri della comunità. L’edificio era stato colpito il 9 marzo scorso da un attentato che aveva provocato danni materiali ma nessuna vittima. L’episodio aveva immediatamente alimentato preoccupazioni per la crescente ondata di antisemitismo in Europa, soprattutto nel contesto delle tensioni internazionali degli ultimi mesi.
La riapertura della sinagoga assume quindi un significato simbolico che va oltre il semplice ritorno alle attività religiose. “È un messaggio chiaro contro la paura e contro l’odio”, hanno sottolineato i responsabili della comunità durante la cerimonia. Per motivi di sicurezza, l’evento si è svolto sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine belghe. Presenti anche rappresentanti diplomatici statunitensi e israeliani, che hanno espresso solidarietà alla comunità ebraica locale e ribadito la necessità di contrastare ogni forma di antisemitismo.
Secondo quanto riportato da alcuni notiziari, la riapertura rappresenta un momento di resilienza per la comunità di Liegi, che ha scelto di non interrompere la propria vita religiosa e culturale nonostante l’attacco subito. Negli ultimi mesi, diversi Paesi europei hanno registrato un incremento di episodi antisemiti, spingendo governi e istituzioni ad aumentare le misure di protezione attorno a sinagoghe, scuole e centri comunitari ebraici.