Gerusalemme, 1 maggio 2026
Caro Cazzullo,
Le scrivo dopo aver visto il titolo principale del Corriere di oggi, 1 maggio: “Alta tensione sulla Flotilla” (quattro colonne su sei).
La prima pagina del Corriere della Sera di venerdì 1 maggio 2026 (clicca per ingrandire)
Nel sottotitolo si accenna alla guerra in Iran. Trump potrebbe ridurre le truppe in Italia.
Un occhiello cita la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla flotilla, e accenna al 2,8% di inflazione secondo l’Istat.
È semplicemente sbalorditivo l’ordine di priorità attribuito dal Corriere a questi (e altri) eventi.
La flotilla costituisce un episodio marginale di attivismo politico da parte di piccoli gruppi velleitari, e non può incidere in nessuna misura sui grandi e preoccupanti processi politici internazionali in cui sono coinvolti il Medio Oriente e il Mediterraneo.

Sergio Della Pergola
La marina israeliana ha fermato ieri [30 aprile] una ventina di imbarcazioni, e ha trovato a bordo notevoli quantità di preservativi e di droga, ma nessun aiuto umanitario per la popolazione di Gaza (a meno che non fossero quelli gli aiuti umanitari).
D’altra parte, le dichiarazioni di Trump potrebbero preludere a cambiamenti importanti nel rapporto strategico bilaterale fra l’Italia e gli Usa; e l’inflazione è un problema grave per l’economia italiana, che ha il debito più alto fra i paesi europei, e per i cittadini, colpiti dall’aumento dei prezzi.
La scelta editoriale di evidenziare un fatto in fondo molto marginale, al limite del folklore politico, invece di attirare l’attenzione sui grandi temi e sulle grandi crisi del presente mi sembra escapista e irresponsabile.
A me pare che questo indichi un decadimento nella capacità di giudizio dei responsabili del quotidiano.
A meno che non si tratti di una scelta, in questo caso perversa, di accentrare l’attenzione su un capro espiatorio, Israele, per distrarla dai problemi veri.
Questo sarebbe, allora, un giornalismo di regime.
Cordiali saluti,
Sergio Della Pergola