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israele.net Rassegna Stampa
05.05.2026 Anche Focus pubblica la falsa storia per mappe del catechismo anti-israeliano. Non contento, la illustra con un pezzo che si può solo definire imbarazzante per lacune e abbagli
Commento di Marco Paganoni

Testata: israele.net
Data: 05 maggio 2026
Pagina: 1
Autore: Marco Paganoni
Titolo: «Anche Focus pubblica la falsa storia per mappe del catechismo anti-israeliano. Non contento, la illustra con un pezzo che si può solo definire imbarazzante per lacune e abbagli»

Riprendiamo dal sito www.israele.net l'articolo del direttore Marco Paganoni: "Anche Focus pubblica la falsa storia per mappe del catechismo anti-israeliano. Non contento, la illustra con un pezzo che si può solo definire imbarazzante per lacune e abbagli"

Scrive Marco Paganoni: E così ci è cascata anche la popolare rivista di divulgazione storica e scientifica Focus.

A corredo di un articoletto già di per sé lacunosissimo e disinformante, Focus ha pensato bene di pubblicare la farlocca sequenza di mappe che i propagandisti anti-israeliani usano da anni per sostenere l’idea infondata che Israele – la minacciosa “entità sionista” – non faccia altro che espandersi a macchia d’olio a spese di una preesistente “Palestina”.

A forza di farla circolare per anni, postata e ri-postata ed esibita in ogni possibile occasione, la presunta sintesi in poche mappe del (falso) espansionismo israeliano riesce ad imporsi ormai anche su giornali e libri di testo.

La storia per mappe, secondo Focus

Qui su Focus, oltretutto, viene riprodotta in una versione persino più sgangherata di quella normalmente impiegata dal catechismo anti-israeliano: la quarta mappa è identica alla terza, e datarla 1956 ha talmente poco senso da sfidare ogni tentativo di spiegazione o confutazione.

Ma cosa ci si può aspettare, visto il tenore del succinto testo sottostante?

Un testo dove si afferma che “secondo la tradizione gli Israeliti (…) si stabilirono in Palestina forse verso il XV sec. a. C.” per poi verosimilmente scomparire da quella terra “abitata da popolazioni arabe e cristiano giudaiche”, fino a ricomparirvi all’improvviso “durante la Seconda guerra mondiale” quando, “a causa dell’ondata di antisemitismo europeo, la regione accolse molti immigrati di origine ebraica”.

Ed ecco cancellati in poche righe due o tremila anni di presenza ebraica in Terra d’Israele.

E cancellato d’un colpo il mezzo secolo antecedente la Seconda guerra mondiale durante il quale i sionisti acquistarono terre, le bonificarono e misero a coltura, edificarono villaggi e città, crearono istituzioni culturali, politiche, sindacali, industrie e università, trasformando in sostanza un’antica comunità in una moderna società pronta a reclamare sovranità e indipendenza.

Nulla di tutto questo risulta a Focus, il quale invece ci informa che “nel 1917 gli arabi, ai quali venne promesso uno stato indipendente, aiutarono l’Impero britannico a prendere possesso dei territori”.

Mai sentito parlare – tanto per dire – di una certa Dichiarazione Balfour, poi incardinata nel Mandato della Società della Nazioni, che propugnava “la creazione di una patria nazionale per il popolo ebraico” in quei territori?

E non sfugga quell’ineffabile “la regione accolse” molti ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Un’accoglienza – si capisce – esercitata per pura magnanimità e a braccia aperte.

Strano. Noi avevamo sentito parlare di un Libro Bianco britannico che chiuse quasi completamente le porte all’immigrazione ebraica proprio negli anni della Shoah e fino alla nascita di Israele.

E che le chiuse al solo scopo di accattivarsi i nazionalisti arabi (assai inclini ad allearsi con un certo Adolf Hitler), i quali si abbandonavano con una certa frequenza ad aggressioni e violenze contro l’immigrazione ebraica.

Ma le amnesie di Focus non finiscono qui.

Infatti, dopo aver ricordato che “nel 1947 (…) l’Onu decise di formare due Stati, uno arabo e uno israeliano” (per la verità, l’Onu diceva “ebraico”) e che “il piano però venne rifiutato dagli arabi”, Focus aggiunge: “il 14 maggio ’48 nacque solo lo Stato di Israele” e… niente. La faccenda finisce lì.

Come mai nacque solo lo Stato d’Israele? Che ne fu dei territori destinati allo stato arabo?

E di cosa vaneggiano gli israeliani quando ricordano d’aver dovuto combattere una durissima Guerra d’Indipendenza?

Focus non lo spiega.

Ci spiega, invece, che “successivamente [quando? perché?] le armate israeliane hanno occupato militarmente regioni” che non appartenevano a Israele.

E oplà, ecco svelato “a chi appartenevano i territori dove ora c’è lo Stato di Israele” e com’è che Israele si è espanso nel modo illustrato dalle mappe ciarlatane di cui sopra.

Questo è quanto Focus, con un certo coraggio, mette a disposizione di studenti e studiosi all’insegna della categoria “Storia”.

(Da: israele.net, 4.5.26)


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

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