Ma gli inglesi avranno capito?
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.com/2026/05/les-anglais-auraient-ils-compris-327725.html

Michelle Mazel
Ci sono voluti mesi, anni di antisemitismo sempre più virulento, accompagnato – diciamolo senza mezzi termini – da un odio per lo Stato ebraico che andava oltre il classico antisionismo, prima che i capi di governo della Gran Bretagna affrontassero il problema. Sì, dei mesi, degli anni, con sullo sfondo le manifestazioni. Folle di “cittadini rispettabili” che marciavano con bandiere palestinesi e slogan più o meno espliciti. Questa celebre frase, “Dal fiume al mare”, è espressa in modo così poetico in inglese — “From the river to the sea, Palestine will be free” — ma molto meno evocativa in francese, “De la rivière à la mer la Palestine sera libre”, che molti non si prendono la briga di analizzare e comprendere che si tratta di un appello alla distruzione di Israele, un Paese situato precisamente tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo. È un invito a “globalizzare l'Intifada”, ovvero a mobilitare il mondo contro Israele con mezzi violenti. Infine, le grida di “Morte alle Forze di Difesa Israeliane" – più un pio desiderio che un invito all'azione. Delle manifestazioni di massa supervisionate da una forza di polizia compiacente incaricata di allontanare i facinorosi – i sostenitori di Israele, ad esempio – e in particolare di impedire ai tifosi israeliani di assistere a una partita di calcio. Tra le persone benintenzionate che partecipano a queste manifestazioni e che ne tornano euforiche, c'è una buona probabilità che alcune vogliano spingersi oltre. Queste potrebbero generare “incidenti”, “graffiti” “ provocazioni” fino alla violenza vera e propria. Attaccare le sinagoghe. Appiccare il fuoco a luoghi o proprietà appartenenti alla comunità ebraica. Aggredire con un coltello degli ebrei in un quartiere ebraico. Secondo il Community Security Trust (CST), un ente benefico responsabile della sicurezza della comunità ebraica, nel 2025 sono stati registrati 3.700 episodi di antisemitismo, e la tendenza è in continua crescita. La comunità ebraica critica il governo per la sua inerzia, e il Primo Ministro Starmer, già in difficoltà nei sondaggi, è stato fischiato durante la sua visita al quartiere ebraico di Golders Green, dove si era appena verificato un attacco con coltello contro due ebrei. Questo lo ha portato a riflettere finalmente sul problema. “Molte persone nella comunità ebraica mi hanno detto che il problema risiede nell’emulazione, nell'effetto cumulativo di queste marce”, ha affermato in un'intervista televisiva il giorno dopo l'attentato. “Noi dobbiamo esaminare quali ulteriori poteri aggiuntivi possiamo assumere... ci sono casi in cui un divieto potrebbe rendersi necessario. Sono un convinto sostenitore della libertà di espressione e delle proteste pacifiche. Ma quando si sentono slogan come ‘Globalizziamo l'Intifada’, questo è assolutamente inaccettabile e occorre agire con maggiore decisione.” Meglio tardi che mai. Resta da vedere cosa farà.