lunedi` 04 maggio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il Partito Democratico, un partito infestato di antisemiti. Video di Iuri Maria Prado 27/04/2026

Clicca sulla foto per il video



Clicca qui






Setteottobre Rassegna Stampa
04.05.2026 Israele. Nathan Greppi e la forza dei fatti
Intervista di Daniele Scalise a Nathan Greppi

Testata: Setteottobre
Data: 04 maggio 2026
Pagina: 1
Autore: Daniele Scalise
Titolo: «Israele. Nathan Greppi e la forza dei fatti»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE  l'intervista di Daniele Scalise a Nathan Greppi dal titolo: "Israele. Nathan Greppi e la forza dei fatti"

Israele. Nathan Greppi e la forza dei fatti

L’autore di ‘Fact-checking su Israele’ smonta le falsità più diffuse per riportare il dibattito sui fatti

 

Nathan Greppi non è arrivato a questo libro per caso. Giornalista e analista dei fenomeni legati all’antisemitismo e alla comunicazione contemporanea, negli anni ha costruito un lavoro puntuale, spesso controcorrente, dentro uno spazio in cui il confronto sui fatti viene continuamente distorto da slogan e semplificazioni. 
Collaboratore di diverse testate e centri di analisi, seguendo in particolare l’evoluzione dell’antisemitismo nel dibattito pubblico e nei media, Greppi firma “Fact-checking su Israele” (Landau) nato non come operazione accademica ma come risposta concreta a una pressione reale: quella esercitata sui più giovani, sui social, nelle scuole, nelle conversazioni quotidiane. È un libro che prende forma quasi artigianalmente, da un archivio costruito nel tempo, e che poi diventa qualcosa di più strutturato dopo il 7 ottobre, quando il rumore di fondo si trasforma in una valanga.

Setteottobre – Nel suo libro Fact-checking su Israele smonta una serie di narrazioni molto diffuse: quando ha capito che non bastava più intervenire con articoli o post e serviva un lavoro organico come questo?

N. Greppi -Già durante la stesura del mio precedente libro, “La cultura dell’odio”, avevo parallelamente iniziato la stesura di una tabella Excel in cui annotavo tutte le falsità più diffuse su Israele, elencando a fianco di ciascuna una controargomentazione basata sui fatti. Quando questa tabella è diventata abbastanza lunga, ho avuto l’idea di raccogliere in un libro tutte le annotazioni raccolte dopo il 7 ottobre, pur sistemandole con i dovuti aggiustamenti.

Setteottobre – A chi ha pensato mentre lo scriveva? A un lettore già convinto, in cerca di strumenti, o a chi parte da posizioni scettiche — se non ostili — su Israele?

N. Greppi – In un primo momento l’ho pensato soprattutto per i giovani. Questo perché, quando è successo il 7 ottobre, ero un membro del Consiglio dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia), e nei primi mesi dopo l’inizio della guerra c’erano diversi studenti ebrei, soprattutto liceali, che ci chiedevano consigli su come ribattere alle accuse e alle narrazioni complottiste dei loro compagni di scuola propal. Il file Excel è nato appunto con l’obiettivo di fornire a questi ragazzi degli spunti utili per difendersi dagli attacchi verbali. Quanto al libro, spero che possa raggiungere anche quegli indecisi che non si sono ancora formati un’opinione consolidata sull’argomento.

Setteottobre – Il fact-checking è diventato una parola inflazionata e spesso usata in modo strumentale: quale criterio ha adottato per distinguere tra errore, manipolazione e propaganda consapevole?

N. Greppi -È vero che il fact-checking viene talvolta applicato in maniera strumentale, soprattutto da certe aree politiche. Non dimentichiamo che David Puente, uno dei massimi esperti del settore in Italia, in passato ha lavorato per la Casaleggio Associati e il partito L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Personalmente, ho cercato per quanto possibile di basarmi sui fatti, stando attento a citare le fonti. Per ogni falsità, ho riportato notizie di cronaca, analisi o inchieste che ne dimostrano la fallacia. Ad esempio, per contestare l’accusa di apartheid rivolta spesso a Israele, ho riportato il numero dei deputati arabi nella Knesset e fatto i nomi di giudici arabi che hanno fatto parte della Corte Suprema d’Israele.

Setteottobre – Il suo lavoro si inserisce in un contesto in cui l’antisemitismo assume forme nuove, spesso travestite da critica politica: dove vede oggi il punto di rottura più pericoloso nel discorso pubblico europeo?

N. Greppi -Prima di tutto, occorre precisare che l’antisemitismo di sinistra mascherato da antisionismo non è un fenomeno nuovo. Già nel 1982, durante la guerra in Libano, sui principali giornali italiani uscivano articoli che paragonavano gli israeliani ai nazisti e vignette che ricalcavano l’idea secondo cui gli ebrei avessero ucciso Gesù, attingendo nella tradizione antigiudaica della Chiesa preconciliare. Detto ciò, oggi la situazione probabilmente è anche peggiore, in quanto soprattutto dopo quello che è successo il 25 aprile, è chiaro che gli ebrei italiani stanno diventando stranieri in casa loro. E anche prima, le tesi complottiste di Iacchetti sui “sionisti che controllano le banche” o del cantautore Zucchero secondo cui l’industria musicale è in mano agli ebrei non hanno creato particolarmente scandalo. Ciò che distingue l’odio nei confronti di ebrei e israeliani da quello nei confronti di altre minoranze, è che il primo “piace alla gente che piace”.

Setteottobre – Questo libro per lei è un punto di arrivo o un punto di partenza? Che cosa si aspetta che produca davvero — nel dibattito, nei media, nella percezione di Israele — e qual è il prossimo passo del suo impegno?

N. Greppi – Sicuramente è un punto di arrivo, in quanto è il frutto di un lavoro di ricerca che porto avanti da dieci anni, cioè da quando ho iniziato a fare il giornalista. La mia speranza è che possa portare a discuterne in un clima più sano. Non mi aspetto che faccia cambiare idea a chi ha già posizioni forti, perché ci sarà sempre chi rifiuta i fatti per non mettere in discussione le proprie certezze, ma almeno spero che chi lo leggerà potrà difendere Israele sentendosi più sicuro di sé. Ho anche altri progetti che vorrei realizzare in merito, ma per ora non voglio fare spoiler.


info@setteottobre.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT