Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di articoli di media israeliani: "Quando all’ostaggio Ariel Cunio proposero di convertirsi all’islam così, dissero, anziché all’inferno sarebbe andato in paradiso come i terroristi della carneficina del 7 ottobre. Si può solo immaginare come sarebbe il mondo se intere generazioni non venissero allevate con questa mentalità"

Silvia, madre dei fratelli Cunio, ad una conferenza stampa durante la prigionia a Gaza dei suoi figli
Il 7 ottobre 2023 Ariel Cunio, all’epoca 26enne, venne rapito dalla sua casa nel kibbutz Nir Oz e deportato come ostaggio a Gaza.
Cunio ha trascorso 738 giorni completamente solo, tenuto prigioniero dalla Jihad Islamica Palestinese.
La mattina della sua liberazione, venne consegnato a Hamas che lo riunì al fratello David, e i due vennero rilasciati insieme.
Durante i due anni di prigionia, Ariel Cunio dice d’aver visto cose che non aveva mai visto in vita sua, come bambini di appena sei, sette, otto anni aggirarsi come bande criminali, con i coltelli in tasca. Vedere la diffusa violenza cui è improntato quel modo di vivere è stata per lui un vero e proprio shock.
Costretto in totale solitudine, più volte si era augurato di morire sotto qualche missile, ed era giunto al punto di dire ai suoi aguzzini: “sparatemi in testa e facciamola finita”.
Ma quelli gli dicevano che Gilad Shalit venne tenuto in ostaggio per cinque anni e alla fine venne rilasciato (nel 2011) in cambio di più di mille detenuti palestinesi (tra i quali Yahya Sinwar).
I rapitori permisero ad Ariel Cunio di vedere su Telegram le immagini della liberazione della sua compagna Arbel Yehoud dopo 482 giorni di cattività.
Ariel ricorda quanto fu difficile vedere il volto terrorizzato di Arbel, circondata da una enorme folla di invasati che avrebbero potuto linciarla in qualsiasi momento, ma aggiunge che saperla alla fine libera fuori da Gaza fu come togliersi un grosso peso dal cuore.
Poco prima di essere rilasciato, uno dei terroristi gli disse che era un peccato che non fosse musulmano e gli propose di convertirsi all’islam spiegando che così, invece di andare all’inferno, sarebbe andato in paradiso.
Cunio lo guardò e gli disse: “Ah, perché voi pensate che i terroristi di Hamas che sono venuti e hanno ucciso, violentato, massacrato e bruciato tutti i kibbutz andranno in paradiso?”
Risposta del terrorista: “Sì”.
Si può solo immaginare come sarebbe il mondo, o anche solo quella regione, se intere generazioni non fossero state allevate con questa mentalità.
(Da: emittente N12, pagina Facebook della Zionist Federation of Australia, 14-16.2.26)