Riprendiamo l'articolo di Giulio Meotti, dalla sua newsletter, dal titolo: "L’antisemitismo è il canarino nella miniera della civiltà: vedere per credere"

Giulio Meotti
Quando il canarino smette di cantare nella miniera, i minatori sanno che l’aria è già satura di veleno.
23 marzo: quattro ambulanze del servizio ebraico incendiate.
15 aprile: incendio alla Finchley Reform Synagogue (nord Londra).
17 aprile: incendio a Hendon alla sede di una charity ebraica (Jewish Futures).
18 aprile: molotov contro la Kenton United Synagogue a Harrow (nord-ovest Londra).
29 aprile: accoltellamento a Golders Green. Il video delle telecamere stradali riprende la scena.
E questo per restare a Londra soltanto nell’ultimo mese.
“In una delle grandi capitali occidentali, è diventato pericoloso camminare apertamente per le strade essendo ebreo” ha detto oggi il presidente israeliano Isaac Herzog.
È un assedio strisciante, metodico, che trasforma quartieri un tempo cosmopoliti e liberali in territori ostili e che spinge una comunità antica, rispettosa e integrata a interrogarsi sul proprio futuro sul suolo britannico.
3.700 sono gli attacchi agli ebrei inglesi in un solo anno.
“Condividiamo la stessa lingua, gli stessi valori e insieme i nostri soldati hanno difeso la stessa straordinaria civiltà” ha detto ieri Donald Trump a re Carlo.
Il re, che ha tenuto un discorso bello e anglosassone nella migliore tradizione, ha poi detto: “Lei ha recentemente commentato, signor Presidente, che se non fosse per gli Stati Uniti, i paesi europei parlerebbero tedesco. Oso dire che se non fosse per noi, lei parlerebbe francese”.
Da quello che sta succedendo, oso dire che gli inglesi del futuro parleranno urdu o arabo.
Agghiacciante reportage sulle “zone vietate agli ebrei in Inghilterra” sul settimanale Le Point:
“Marchi di solidarietà con la Palestina, sotto forma di adesivi affissi sulle vetrine dei negozi, punteggiano Bradford. Ex centro del settore tessile, la città, soprannominata ‘Bradistan’ per la presenza di una numerosa comunità pakistana, illustra i difetti del multiculturalismo britannico. Sarah Sackman, candidata laburista alle prossime elezioni generali nel collegio elettorale di Finchley e Golders Green, che ospita una grande comunità ebraica, ha dichiarato: ‘Ho amici che hanno paura di indossare la kippah sui mezzi pubblici. Nei campus universitari, gli attacchi contro le associazioni ebraiche sono stati scioccanti’. Dalle finestre della caffetteria di fronte al Jewish Community Centre di Finchley Road, un tranquillo quartiere del nord di Londra – case di mattoni rossi, famiglie che tornano da scuola e campi sportivi – si vedono le guardie di sicurezza perquisire i visitatori”.
Intanto, bambini ebrei sono attaccati alle fermate dei treni di Londra. E così Londra è diventata “una zona vietata agli ebrei”, ha denunciato lo zar per la lotta all’estremismo, Robin Simcox. E gli ebrei lasciano Londra.
A Oxford Street, pieno centro a Londra, giovani ebrei aggrediti.
Un convoglio di auto a Londra minaccia con megafoni gli ebrei di “stuprare le vostre figlie”.
Donne e bambini ebrei investiti da uno scooter a Londra.
Senza neanche nominare la strage alla sinagoga di Manchester.
“Ho più paura per mia figlia con la stella di David nella metro di Londra che per mio figlio nell’esercito israeliano a Gaza” ha detto il deputato Lord Wolfson alla Camera dei Lord.
Samuel Hayek, presidente del Fondo Nazionale Ebraico, ha scioccato l’Inghilterra: “Gli ebrei non hanno futuro nel Regno Unito”, ha dettoHayek, che vive nel Regno Unito da 40 anni ed è uno dei più famosi filantropi del paese.
La popolazione musulmana inglese potrebbe triplicare nei prossimi vent’anni.
“In 10-20 anni ce ne andremo”.
Gli ebrei britannici hanno capito che non c’è posto per loro nel futuro Regno Islamico in costruzione al posto del Regno Unito. Scrive Dominic Green nel Wall Street Journal: “Siamo a un grande attacco terroristico dalla fine della vita ebraica in Inghilterra”.
Chi può, emigra. Chi resta, si chiude in comunità sempre più fortificate, pagando con la libertà quotidiana il prezzo della propria identità.
Secondo Winston Smith, il protagonista di 1984, il bipensiero e il doublespeak servono per mascherare ciò che si sta effettivamente dicendo in un regime liberticida.
Ecco allora che quando i nostri Buoni, i Progressisti, gli Antifascisti, i Partigiani di professione e i Wokisti ci ripetono che il problema sono due svastiche, tre teste rasate, Orbán che attacca Soros o i pallini ad aria compressa che un ragazzino ebreo spara a Roma, ci stanno dicendo qualcosa che non vogliono ammettere ad alta voce.
Atterrando all’aeroporto di Tel Aviv, Mark Lewis, uno dei più famosi avvocati inglesi, lo ha detto: “L’Europa è finita”.
Il canarino ha smesso di cantare. Il silenzio che segue è il rumore di una lunga storia che si chiude.
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