Quando la cronaca si perde nella Storia
Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci
Un ragazzo di 21 anni spara con una pistola a pallini contro una coppia. Già così sarebbe una brutta storia, ma questa vicenda ne nasconde un'altra, più stratificata: le vittime sono militanti dell’ANPI, l’aggressore è un giovane ebreo.
Improvvisamente, un atto violento viene rubricato come "vendetta" e un episodio di cronaca si perde nel tempo infinito delle dispute umane. Attorno a tutto resta il nodo degli "io" che si rimpiccioliscono in nome di un "noi" ideologico. Un fatto brutto diventa vita vissuta male.
Tra appartenenza e dissenso
Sono sionista e sono antifascista; non amo il pensiero unico, né i simbolismi svuotati di senso. Quel ragazzo, forse, ha agito per paura dei "suoi"; le vittime hanno avuto paura per la propria incolumità. Se non spezziamo con forza queste catene, non ne usciremo mai: paura e odio, insieme, generano solo guerre.
Ho indossato il fazzoletto rosso dell’ANPI e sono stato tra i soci fondatori della sezione di Sezze. È stata una scelta di libertà che poi ho lasciato per sensibilità diverse; capita, si cambia. Per me i partigiani devono stare sempre dalla parte della libertà, mai con chi – fascisti e nazisti – gli ebrei li uccideva. Devono stare con le bandiere di chi ha combattuto allora, non solo di chi manifesta ora.
Oltre il pregiudizio
Me ne sono andato in dissenso quando restare non aveva più senso, ma non odio le bandiere che un tempo sono state mie. Il ragazzo ha sentito il bisogno di fare qualcosa, ma ha scelto la via sbagliata.
Ricapitolando: un giovane ha sparato dei piombini contro liberi manifestanti. Ha sbagliato e le conseguenze potevano essere peggiori. Ma questo gesto non può e non deve diventare l’ennesima scusa per alimentare il pregiudizio sui "giudei perfidi". La colpa è del singolo, la Storia appartiene a tutti.