Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di YnetNews: "'Ben Gurion ci disse che saremmo stati attaccati da sette eserciti arabi. Eravamo sbalorditi. Non ricordo nessuno che pensasse che avevamo la forza necessaria per affrontarli". Dalla viva voce di Rabin, il ricordo delle drammatiche condizioni in cui gli israeliani dovettero combattere per l’indipendenza e per la loro stessa sopravvivenza"
Una rara registrazione dell’ex primo ministro Yitzhak Rabin, ritrovata durante i lavori di ristrutturazione della Casa Ben-Gurion a Tel Aviv, offre una cruda testimonianza della Guerra d’Indipendenza d’Israele e della paura che pervadeva gli ebrei alla vigilia dell’invasione degli eserciti arabi nel 1948.
“Non ricordo nemmeno una persona che osasse pensare che avevamo la forza necessaria” per affrontarli, si sente dire Rabin nella registrazione, effettuata nel 1991 durante una conversazione con alcuni veterani della Guerra d’Indipendenza.
Rabin parla del giorno in cui tutti i comandanti dell’Haganah (la principale formazione di autodifesa ebraica prima della nascita dello Stato ndr) furono convocati per incontrare David Ben-Gurion, allora presidente e “ministro della difesa” dell’Agenzia Ebraica, poi primo ministro d’Israele.

David Ben-Gurion (a sinistra) con Yitzhak Rabin
L’incontro “avvenne nell’inverno del 1946 o all’inizio del 1947 – racconta Rabin – e per dire la verità, restammo sbalorditi quando Ben-Gurion ci disse che l’Haganah e la leadership della comunità ebraica dovevano prepararsi a un’invasione da parte degli eserciti degli Stati arabi, una volta raggiunta l’indipendenza. Prevedeva che saremmo stati attaccati da sette eserciti”.
Nelly Markman, amministratrice delegata della Ben-Gurion House, spiega che la registrazione è stata ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del sito e che Rabin fece queste osservazioni durante una conversazione con i combattenti della Guerra d’Indipendenza, ai quali disse di non ricordare una sola persona presente a quell’incontro con Ben Gurion che credesse che la piccola comunità ebraica in Terra d’Israele sarebbe stata in grado di resistere non solo agli attacchi degli arabi locali, ma anche all’attacco congiunto degli eserciti degli Stati arabi confinanti.
“Nessuno – dice Rabin nella registrazione – osava pensare che noi, pochi e a corto di armi, dovessimo arrivare al punto di dover resistere non solo agli attacchi, e altro, da parte degli arabi residenti in Terra d’Israele, ma anche resistere contro gli eserciti degli Stati arabi”.

Una strada barricata durante la Guerra d’Indipendenza d’Israele (1948)
L’incontro con Ben Gurion, rievoca Rabin, “non avvenne dopo la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947 (che sancì la spartizione del Mandato britannico in uno stato arabo e uno ebraico ndr). Avvenne almeno un anno prima, e ricordo che discutevamo fra di noi, ponendoci l’un l’altro grandi domande: riusciremo davvero a resistere a una tale minaccia? Una comunità di 600mila ebrei con limitate possibilità, sotto il governo del Mandato britannico, di prepararsi militarmente, di procurarsi armi, acquistarle o fabbricarle, sarà in grado di opporsi alle forze regolari, ad artiglieria, blindati, aerei e marina degli Stati arabi?”.
Continua Rabin: “Il ritiro britannico dalla Terra d’Israele, e persino la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, non avrebbero significato nulla se non fossimo riusciti a sopravvivere alla guerra più dura, più dolorosa e più lunga della storia di Israele, la Guerra d’Indipendenza. Fu una guerra per la nostra stessa sopravvivenza: o saremmo diventati un popolo con uno Stato, o saremmo stati schiacciati e rimandati in esilio”.
Parlando nel 1991, Rabin aggiunge che per le giovani generazioni è difficile comprendere la portata e la brutalità di quella guerra, il suo tributo in termini di vite umane e la determinazione che richiese, soprattutto nelle sue fasi iniziali.

Bombardamento dell’aviazione egiziana su Tel Aviv durante la Guerra d’Indipendenza d’Israele (1948)
“È difficile spiegare alle giovani generazioni – dice – quanto sia stata pesante quella guerra, quanto sia stata crudele, quale prezzo terribile sia stato pagato, soprattutto all’inizio. Quale forza, quale determinazione, quale disponibilità al sacrificio vennero richieste alla comunità ebraica, e ancor più a coloro che la guidavano. Ben-Gurion guidò quella guerra, la guerra che ci ha trasformati da un popolo che viveva sotto dominio straniero in uno Stato ebraico sovrano”.
Il rapporto tra Rabin e Ben-Gurion era complesso: da una parte il giovane ufficiale del Palmach (unità d’élite dell’Haganah ndr), dall’altra l’anziano leader nazionale con una visione da statista.
Uri Ramati, consulente strategico della Ben-Gurion House e studioso delle guerre israeliane, definisce la registrazione “un tesoro”, spiegando che ascoltare la viva voce di Rabin crea un legame profondo con la storia, diverso da quello che si ottiene leggendola nei libri.
“Rabin sottolinea l’enorme sacrificio della guerra – dice Ramati – La registrazione offre una rara testimonianza di prima mano di Yitzhak Rabin, un leader a pieno titolo, che parlava con franchezza e profonda comprensione delle decisioni storiche di Ben-Gurion”.
Due anni dopo quella conversazione coi veterani, Rabin stringeva la mano di Yasser Arafat sul prato della Casa Bianca, durante la cerimonia per la firma della Dichiarazione di Principi per il riconoscimento reciproco fra Israele e Olp e la nascita dell’Autorità Palestinese.
(Da: YnetNews, israele.net, 28.4.26)