Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 27/04/2026, a pag. 3, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo "L’antipatico che il mondo vuole eliminare"

Fiamma Nirenstein
Questa è la terza volta in cui qualcuno cerca di uccidere Donald Trump, due volte nel 2024, ora a Washington dove nel 1983 anche Reagan subì un attentato a fuoco e fu ferito. Altre volte gli iraniani hanno cercato di arrivare a eliminare il presidente americano. Come ha detto Trump in una elegante conferenza stampa da sopravvissuto, chi cerca di fare qualcosa di eccezionale rischia spesso la vita; fa arrabbiare i nemici. Molti presidenti americani sono stati oggetto di odio furioso in cui si somma l’antiamericanismo, l’invidia, l’ideologia: la guerra in Vietnam e quella in Iraq sono costati insulti infiniti ai presidenti Bush e a Lyndon Johnson, sono diventati tutti e due nazisti, baby killer, imperialisti. Ma con Trump è diverso, è sberleffo, è rifiuto, è paura: la spinta a eliminarlo dalla scena internazionale non è confinata a manifestazioni di sinistra, anche se non è affatto irrilevante notare che dell’attentatore si sa che amava Kamala Harris. La speranza di vederlo sparire è psicologica, fastidio e rifiuto molto più consistenti del solito sono condivise da schiere di politici. L’antipatia per lui crea motivi di aggregazioni inesistenti in Europa, la dichiarazione che comunque Trump non lo puoi soffrire è preventiva alla cena e all’aperitivo. Certo è legittimo rifiutare la sua politica, ma spesso disturba che sia americano, che sia ricco, che abbia una moglie bella e una mimica da cow boy viziato. Il suo scompiglio dell’ordine mondiale è antipatico a tutti, perché colpisce un equilibrio tanto fantasticato quanto in realtà illusorio, quello in cui la pace è bella perché deve realizzare un ipotetico incontro fra il mondo cristiano e quello islamico. Trump ha toccato questo elemento, la guerra è lunga, lui prende tempo e questo subito viene vista come incapacità, reagisce alla prepotenza iraniana nel Golfo e gli vengono addossate le colpe del blocco energetico, contesta il possesso iraniano dell’uranio arricchito e lo mette fra gli obiettivi definitivi e gli dicono contro tutte le prove, comprese quelle dell’IAEA, che non esiste. Trump ha immaginato un mondo in cui l’Iran sia finalmente battuto: immaginiamolo, dove non ci siano più stragi di donne e omosessuali e dissidenti tramite la pena di morte, armi potentissime per distruggere prima Israele e poi il resto dei Satana che non si convertono all’Islam, in cui non ci siano attacchi di massa a americani e di ebrei nel mondo, spariscano una quantità di eserciti terroristi come Hamas e gli hezbollah che inquinano il mondo… La strada è lunga, ma chi ha detto che sia “illegale”? Bill Clinton ha bombardato il Kosovo per 78 giorni, Barak Obama ha bombardato la Libia, Joe Biden ha attaccato gli Houthi e le milizie iraniane in Iraq.. non hanno consultato il Congresso e tantomeno l’ONU, o la Nato. Con questo non è obbligatorio che Trump piaccia, e la sua guerra certo cerca vantaggi concreti per il suo Paese, e un blocco del potere russo e cinese, sponsor non tanto occulti dello scontro mediorentale: ma la sua impresa non ha nessuna ragione di divenire un elemento di biasimo internazionale, di sberleffo, di incitazione alla violenza. Invece già prima dell’elezione Macron mise in guardia dal suo arrivo, Scholtz disse che “gli Stati uniti non garantiscono sicurezza” Borrell insiste che Trump è “imprevedibile”, Kaja Kallas disse addirittura che “il mondo libero ha bisogno di nuovi leader”... etc e questo origina una volgarità per cui di Trump si deve dire solo qualcosa di feroce, “fascista”, o pieno di commiserazione, “povero scemo”, e ci si trova così con Robert De Niro che grida: “Fuck Trump”, Madonna con “Ho pensato molto a far esplodere la Casa Bianca”, a Johnny Depp:“quand’è l’ultima volta che un attore ha assassinato un presidente?”. L’Italia è campione di raffigurazioni grottesche di Trump che si trasformano in violenza di strada. Nessuno sa più chi è veramente, un presidente che, con tutte le critiche che si possono fare a ogni politico, ha tentato la strada coraggiosa e rivoluzionaria dell’eliminazione del regime Iraniano, la più odiosa fra le dittature, la più pericolosa per il mondo cui apparteniamo.
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