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Il Foglio Rassegna Stampa
24.04.2026 Altro che disarmare Hezbollah: l’Onu non riesce a nominare i terroristi che uccidono i caschi blu
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 24 aprile 2026
Pagina: 1/4
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Altro che disarmare Hezbollah: l’Onu non riesce a nominare i terroristi che uccidono i caschi blu»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 24/04/2026, a pag. 1/2, il commento di Giulio Meotti dal titolo "Altro che disarmare Hezbollah: l’Onu non riesce a nominare i terroristi che uccidono i caschi blu”

Informazione Corretta

Giulio Meotti

 

“Una pattuglia di Unifil che stava sgombrando munizioni lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah è stata colpita da fuoco di armi da parte di attori non statali”. Così il 18 ottobre Unifil aveva annunciato l’assalto da parte di Hezbollah in cui sono stati uccisi due soldati francesi, Florian Montorio e Anicet Girardin. Senza neanche nominare Hezbollah, che non è un “attore non statale” neutro, ma un esercito parallelo, con una capacità missilistica che supera quella di molti stati europei, integrato nella strategia di Teheran. 

Anche il sottosegretario dell’Onu responsabile delle operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix, ieri ha scritto: “Cuore spezzato nell’apprendere della morte del caporale Anicet Girardin per le ferite riportate nell’imboscata ai Caschi blu”. Nessun riferimento anche stavolta al movimento terroristico che da sempre vìola la risoluzione 1701, che impone il disarmo delle milizie nel sud del Libano e il dispiegamento esclusivo dell’esercito regolare libanese. E Hezbollah, ringrazia. Poi il segretario generale dell’Onu Guterres, che nel suo primo intervento non aveva nominato Hezbollah, ci ha messo una pezza, piccola.

“Sono rattristato nell’apprendere che un secondo soldato francese di Unifil è morto a causa delle ferite riportate in un attacco compiuto da attori non statali, presumibilmente Hezbollah, nel sud del Libano”, ha detto il segretario dell’Onu Guterres. Una concessione minuscola, quasi sussurrata, come se nominare il gruppo terrorista potesse offendere chissà quale sensibilità geopolitica. Eppure, il presidente francese Emmanuel Macron, in una dichiarazione insolitamente ferma, aveva accusato proprio Hezbollah. E non è stato certo il primo assalto mortale. Hezbollah ha assassinato altri membri di Unifil. Nel dicembre 2022, Hezbollah ha ucciso il soldato irlandese Sean Rooney mentre era in missione di peacekeeping. Poi tre peacekeeper indonesiani sono stati uccisi a fine marzo in un’esplosione sul ciglio della strada a Bani Hayyan, nel sud del Libano. Eppure, Unifil si è sempre rifiutato di nominare persino Hezbollah. Nell’agosto 2025, Hezbollah ha sparato razzi verso Israele che sono caduti corti e hanno colpito basi dell’Onu, ferendo personale di Unifil, che si è riferito al colpevole come a “elementi armati”.

Gli account di Unifil sono sempre molto rapidi e ciarlieri quando si tratta di condannare Israele che si difende da Hezbollah: 62 citazioni nell’ultimo anno, ben 22 da gennaio a oggi. Hezbollah invece? Tre in un anno. 18 aprile: “Fire came from non-state actors (allegedly Hizbullah)”. 4 aprile: “High levels of violence by Hizbullah and the Israel Defense Forces”. 3 marzo: “Rockets and missiles fired into Israel claimed by Hizbullah”.

Quindi, nell’ultimo anno, Unifil ha nominato Israele venti volte più spesso di Hezbollah. Le citazioni dei terroristi sono rarissime e sempre formulate in modo cauto e vago (“allegedly”, “claimed by” o in coppia con Israele). Le menzioni di Israele sono invece molto frequenti e concentrate. L’equidistanza retorica dell’Onu è solo una grottesca asimmetria fattuale. Nominano Israele con la frequenza di un bollettino meteorologico, ma avvolgono Hezbollah in perifrasi ridicole, anche quando uccide i suoi soldati di pace. Alla fine di questo anno, dopo nove miliardi di euro spesi in quasi vent’anni di missione servita soltanto a dare una involontaria copertura a Hezbollah, Unifil sarà chiusa. Non sono riusciti a citare i terroristi: figuriamoci a disarmarli.

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