Riprendiamo da IL TEMPO di oggi, 24/04/2026, a pag. 10/11, la cronaca di Aldo Rosati dal titolo: "L’Anpi bandisce Israele dalle piazze del 25 aprile"

Aldo Rosati
Come il cerimoniere che istruisce il "dress code": «L’importante è sfilare con i popoli aggrediti e non con gli Stati aggressori, da cui invece bisogna prendere le distanze». L’ammonimento parte dall’Anpi ed è rivolto alla Brigata ebraica, in vista delle manifestazioni per il 25 aprile. Vale per Milano, la piazza che già negli anni scorsi si è distinta nel tentativo di cacciare fuori dal corteo i manifestanti con la stella di David. Naturalmente l’invito è esteso anche ad altre città in cui a qualcuno venga voglia di partecipare con vessilli in qualche modo riconducibili a Israele. E dire che quest’anno non è prevista la partecipazione delle Comunità ebraiche per la coincidenza della ricorrenza con lo Shabbat. C’è anche un’amara consapevolezza: «Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile partecipare serenamente alle celebrazioni». Un progressivo cambio di senso, da festa di liberazione dal nazifascismo a giornata di lotta contro il sionismo. In più (non succedeva dagli anni ’70) nel capoluogo della Lombardia, a Roma e a Bologna i cortei saranno divisi. Oltre a quelli ufficiali promossi dall’Anpi, scenderanno in piazza anche gli antagonisti. Nella Capitale è la Rete degli studenti e dei movimenti (compresa Cambiare Rotta) a dare la parola d’ordine: «Una mobilitazione antifascista, antisionista e antimperialista contro guerre e riarmo». Il concentramento pro-Pal è in programma domani alle 8.30 sotto la Fao, poi il trasferimento a Porta San Paolo. Nel tragitto previsto l’omaggio a Cuba (davanti all’ambasciata): «E al suo eroico popolo». Lo slogan scelto non lascia dubbi: «Cubano está sola, Palestina libera, ora e sempre Resistenza». A poca distanza la manifestazione tradizionale, a cui parteciperà il segretario della Cgil Maurizio Landini, che da Porta San Paolo si concluderà al Parco Schuster. Altre manifestazioni in mattinata a Valle Aurelia e in piazza delle Camelie, stesso filone: «Contro la guerra e con chi resiste». Stessa divisione a Milano, dove il clima resta arroventato per il niet imposto dal sindaco Giuseppe Sala allo stop del gemellaggio con Tel Aviv. Una decisione che ha gelato il campo largo e che i Verdi (e parte del Pd) vorrebbero ribaltare in Consiglio comunale. Intanto altre tensioni potrebbero scaturire dalla decisione della Brigata ebraica di sfilare insieme a cittadini ucraini e iraniani. «Una coalizione di popoli che vivono o hanno vissuto sotto il giogo di regimi autoritari, uniti in un messaggio comune», spiega in una nota la Brigata. E conclude: «La libertà non è divisibile e il 25 aprile appartiene a chi la tirannia la combatte davvero». Una presenza giudicata «ostile» e inopportuna. Scrive il coordinamento per la pace: «Non è accettabile che ci siano quelle bandiere». Un vero e proprio diktat: «Israele è uno Stato terrorista, colonialista e genocida ed è rappresentato dalla Brigata ebraica». È il motivo che porterà i Pro Pal a Milano a fare un comizio alternativo. «Davanti alle emergenze democratiche che stiamo attraversando, rompere l’unità del fronte antifascista non è una cosa bella», giudica il presidente dell’associazione partigiani di Milano Primo Minelli. Poi l’ammonimento ai sionisti: «Se si collocano in una posizione di solidarietà con i popoli aggrediti, non c’è nulla da dire». Preoccupato il primo cittadino: «Per Milano sarà un giorno delicato». Il capo dello Stato, invece, sarà a SanSeverino Marche, «città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, che ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione». Per Sergio Mattarella «il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria assume un significato più intenso nell’attuale contesto internazionale». Intanto nelle piazze, occhio al "dress code": chi sbaglia vessillo è fuori.
Per inviare la propria opinione al Tempo, telefonare 06/675881, oppure cliccare sulla e-mail sottostante