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Informazione Corretta Rassegna Stampa
23.04.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 23 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

4 Lettere

1.

Gentilissima Signora Fait,

vorrei augurare a Lei, ai Suoi cari, a tutto Israele ed alla redazione e ai lettori di IC un felice Yom haAtzmaut ed un ancor più felice futuro per Israele, con l’augurio di poter crescere e prosperare in una pace sicura e duratura.

Con i più cordiali saluti,

Annalisa Ferramosca

 

Cara Annalisa,

 

La ringrazio tantissimo. Abbiamo bisogno di di auguri e di  affetto Israele ha passato 78 anni difficili e speriamo che i prossimi siano più tranquilli e sereni. Ce lo meritiamo.

Un affettuoso shalom

Deborah Fait

 

2.

Gentile signora Fait,

Un forte abbraccio a tutta Israele nel giorno della festa d’indipendenza!

Vi voglio tanto bene!

Israele vive!!!

Shalom!

 

Carmela Palma

 

Cara Carmela,

lei non può immaginare l'effetto che fa sentirsi dire "Vi vogliamo tanto bene". E' come passare un unguento sul cuore, è come guarire un po' dal dolore che tanto odio provoca inevitabilmente. 

La ringrazio davvero e ricambio l'affetto.

Shalom

Deborah Fait

 

3.

Gentilissima signora Fait,

 

Ho capito benissimo che non dovremmo inondarla di lettere / testi / commenti troppo prolissi, e mi scuso per questa mia trasgressione; tuttavia credo che potrebbe interessarla il seguente articolo pubblicato sul quotidiano svizzero Neue Züricher Zeitung. Ne ho selezionati e tradotti alcuni paragrafi (vedi in calce, sotto la mia firma). Forse lei già era al corrente di questa faccenda? La sottoscritta sinceramente no, e presumo che anche molte altre persone la ignorino completamente.

 

Cordiali saluti

 

Eva Teichmann

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I servizi segreti svizzeri si oppongono alla divulgazione di atti importanti relativi all'attacco terroristico del 1972 - per rispetto della privacy degli attentatori

 

1999 un certo Abu Daud ha pubblicato le sue memorie. Con il titolo francese "Palestine: de Jérusalem à Munich", il terrorista palestinese ha esteso la sua vita di oltre 700 pagine - dall'infanzia in un uliveto a Gerusalemme Est fino al suo ruolo come artefice dell'attentato olimpico del 1972 a Monaco.

Presso l'Archivio federale svizzero a Berna è conservato un dossier intitolato «AWADH Muhammad Da'du (Daud) 08. 01. 1935, (50) 420/48» (con la dicitura «Da'du» potrebbe trattarsi di un errore di battitura). La NZZ desidera consultare il fascicolo.

Cosa sapeva allora il servizio segreto svizzero dei preparativi per l'attentato? Quale ruolo ha svolto un eventuale accordo di standstill [sarebbe una specie di lodo Moro] tra la Svizzera e l'OLP di Arafat? Perché la Germania ha liberato i terroristi sopravvissuti poche settimane dopo l'attentato alle Olimpiadi, proprio come la Svizzera due anni prima aveva liberato tre palestinesi condannati? E perché diplomatici tedeschi e degli emissari palestinesi si sono richiamati più volte, in occasione di successivi negoziati segreti, ad un accordo tra la Svizzera e i palestinesi?

Al momento non è possibile verificare se il dossier su Abu Daud fornisce risposte a queste domande. Alla NZZ è stato negato l'accesso ai fascicoli. La decisione non è stata presa dall'Archivio federale, bensì dal servizio d’informazione della Confederazione (NDB).

Nella motivazione della sua decisione negativa, la NDB fa innanzitutto riferimento alla protezione delle fonti dei servizi d'informazione - aspetto che va ovviamente preso in considerazione, ad esempio mediante l’oscuramento o l’anonimizzazione. Desta perplessità invece un altro argomento che la NDB cita nella sua presa di posizione scritta: il fascicolo richiesto conterrebbe numerosi dati sensibili. Tra questi, secondo il servizio di informazione, elenchi di persone che potrebbero essere membri dell'organizzazione Settembre Nero o persone coinvolte in possibili attività terroristiche in Europa. «A queste persone deve essere riconosciuto un alto interesse privato al rifiuto dell'accesso a questi documenti»

Una di queste persone che il NDB considera degne di protezione è senza dubbio Abu Daoud, anche se il palestinese ha pubblicato le sue memorie un quarto di secolo fa. All'epoca, a differenza del NDB, non sembrava sentire alcun bisogno di proteggere la sua privacy. Abu Daud è morto nel 2010 a Damasco per insufficienza renale.

Un altro nome che sarà presumibilmente menzionato nel dossier segreto riservato è quello di Fuad Shamali: si tratta di una personalità estremamente controversa che è stata sorvegliata per anni dai servizi segreti svizzeri. Il capo del servizio di polizia aveva fatto sospendere la sorveglianza telefonica di Shamali già nel 1970 «con effetto immediato». Cosa ha spinto la polizia federale a sospendere le intercettazioni telefoniche nonostante i vari sospetti e segnalazioni? Ci sono spiegazioni sul motivo per cui Fuad Shamali in Medio Oriente veniva celebrato postumo come «eroe di Monaco»? Qual è stato il ruolo della stretta relazione di Shamali con il famigerato banchiere ginevrino nazista e amico della Palestina, François Genoud? E ha Shamali forse partecipato alla negoziazione di un patto di non belligeranza con la Svizzera?

Come scrive nel suo parere, la NDB intende mantenere il dossier «Abu Daud» sotto chiave esattamente fino al 20 luglio 2073, cioè fino a 101 anni dopo l'attentato alle Olimpiadi di Monaco.

Eccole anche il link all’articolo:

https://www.nzz.ch/schweiz/die-schweiz-haelt-ein-geheimdossier-zum-olympia-attentat-von-muenchen-unter-verschluss-aus-ruecksicht-auf-die-privatsphaere-der-attentaeter-ld.1932232?mktcid=smsh&mktcval=E-mail

 

 

Cara Eva, 

Se sapessimo tutti i retroscena di quel terribile attentato credo che ci sentiremmo male. Gli 11 atleti e allenatori israeliani sono stati torturati, stuprati e infine evirati, poi uccisi. La Germania si comportò in modo strano, rifiutò un intervento di Israele e gesti molto male il tutto. I due terroristi sopravvissuti alla sparatoria con le teste di cuoio tedesche furono arrestati e liberati un mese dopo. Non si sa perché. Ma fortunatamente poi ci pensò Golda Meir. Il mondo in quegli anni era completamente succube di Arafat e il terrorismo palestinese aveva via libera in Italia grazie al Lodo Moro e nel resto del mondo anche. 

Brutta e dolorosa storia.

La ringrazio dell'informazione e credo che ne usciranno altre anche peggiori.

Un cordiale Shalom

Deborah Fait

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4.

Carissima Deborah, 

 errare Humanum est…anche per un soldato israeliano che sarà anche stanco e stufo di questa guerra (e mi riferisco a quella scatenata il 7 ottobre 2023 da Hamas) e delle durissime conseguenze che siete costretti tutti a subire! 

Quello che stanca, distrugge…è come vengono riportate da quasi tutti i giornali queste notizie, in modo falso e palesemente tendenzioso!

Ho un nipotino di 14 anni che mi ha detto che il suo sogno è di fare il giornalista: gli ho spiegato che non è un lavoro facile tanto più se vuoi essere a posto con la tua coscienza, che deve essere quella di riportare le notizie dopo averne verificate attentamente le fonti, proprio per evitare quello che sta succedendo adesso!

Sono con Israele, ora è sempre, con tutto il cuore e con tutto l’amore che il mio cuore può contenere!

Vorrei farti gli auguri in ebraico per questa Festa…non ne sono capace ma li faccio a te, a tutti voi, ad ognuno di voi…ringraziandovi per la vostra resistenza, la vostra resilienza, il vostro coraggio, la vostra fede, la vostra intelligenza e capacità di sopportare senza lasciarvi abbattere!

“…che ne infonda al patire…al patire…virtù”

Un affettuoso shalom.

Renata 

 

Cara Renata,

certamente, il soldato in questione era sotto stress ma succede che, quando un ebreo sbaglia, la colpa ricade su tutto il popolo. Questa è la triste verità. In Italia ogni volta che qualche migrante uccide o stupra parte subito la giustificazione, era fuori di testa, ha avuto un raptus, non era integrato e altre sciocchezze simili. Per un soldato israeliano che da mesi, forse più, doveva vedersela con i terroristi più barbari del mondo, nessuna giustificazione. Non doveva farlo. Per questo è stato arrestato e espulso. Ma questo nessuno lo dice, Hai ragione di parlare così con tuo nipote, purtroppo i giornalisti come li intendiamo noi sono rarissimi.

Ti ringrazio per gli auguri graditissimi. Un abbraccio e shalom

Deborah Fait  


takinut3@gmail.com

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