Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 21/04/2026, a pag. 12, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo "Il vero soldato di Israele non è questa caricatura"

Fiamma Nirenstein
No problem: prendi una guerra di sopravvivenza e la definisci “genocidio”; vedi una popolazione del terzo mondo in guerra, sottomessa da una cricca di terroristi che la ricatta rubandole il cibo, e dici “carestia” voluta da Israele; i cittadini muoiono in guerra perché nei tunnel si rifugiano solo i boss di Hamas e si imprigionano i rapiti e dici strage di civili e di bambini; si va in guerra contro un Paese che pianifica il tuo sterminio atomico da decenni e contro un esercito che assedia il confine, e sei guerrafondaio e imperialista, vuoi annettere il Libano, dominare il mondo… ok, va bene, adesso infatti un soldato idiota che cosa dimostra? Che gli ebrei sfregiano la statua di Gesù perché odiano, anzi perseguitano, i cristiani. Fantastico. Ma siamo abituati: già monsignor Pizzaballa ha accusato Israele di discriminazioni, l’unico Paese in cui i Cristiani sono liberi eguali e anche cresciuti in numero verticalmente; e peccato che anche in Libano la minoranza cristiana maronita è stata sostenuta contro le persecuzioni arabe nel 1982, e un anno fa i cristiani di Suweida in Siria sono stati salvati dall’esercito israeliano… nessun esercito “cristiano” è deciso come ebrei e cristiani libanesi, insieme, a liberarsi degli Hezbollah. A me non fa effetto Monsignor Paglia che ripropone l’idea antica e omicida pre-Giovanni XXIII del deicidio… è la più adatta a incastrarsi nel mosaico di balle del momento. Di fatto Netanyahu si è detto “stupefatto” e “rattristato”, un’indagine criminale darà presto risultati. Basta? Non per chi vuol vedere i soldati israeliani criminalizzati. È facile, basta seguire la scia: l’ignoranza di cui da prova chi immagina che Israele si definisca e quindi si condanni usando aggettivi come “colonialista” e “razzista” e anche “genocida”, scrive un ben noto racconto di fantascienza per cretini con cui si dipingono gli ebrei, e in particolare i soldati israeliani.
Quell’unico soldato iconoclasta, un vero idiota isolato, è già diventato un simbolo di ciò che si vuol credere: i soldati israeliani sono cattivi. Nei giorni scorsi c’è stato un fotomontaggio fasullo messo in copertina che voleva dimostrare la stessa cosa. Stavolta la foto del cretino è vera, la leggenda odiosa che si costruisce intorno a lui occupa l’orizzonte autentico, invece, della ricorrenza che si svolge da ieri sera: il Giorno della Memoria dei soldati caduti in guerra, fino a stasera. Uno a uno, genitori, nonni, fratelli, fidanzate e fidanzati, figli, raccontano la vita dei caduti che qui sono quasi in ogni famiglia. Si ricordano, una a una, le biografie di questi giovani: c’è amore, arte, pazienza, cultura, volontariato, scienza. E molto valore, e amore per il Paese. Sono eroi ragazzi, i cui nomi non ispirano una sola parola di vendetta, al contrario il loro sacrificio indica sempre la speranza di pace. Solo qui lo senti dire. Vieni a sapere come quelle facce allegre disegnassero aspirazioni, valori, grandi amori, e capisci quanto fossero consapevoli di rischiare la vita per salvare quella di chi amavano. Questo impari dalla loro vita. Quel soldato che ha spaccato il Cristo, e un cretino, e forse anche un violento, non rappresenta proprio nulla, e sarà condannato per quello che ha fatto: fra i giovani israeliani, ci sono dei cretini, dei violenti, degli ignoranti… ma la immensa maggioranza vive senza lamentarsi l’obbligo del sacrificio continuo, di un altruismo sconosciuto nel mondo che non sa cos’è il pericolo di vita incessante; e ha il valore rivoluzionario della prima volta nella storia che il popolo ebraico può combattere per salvarsi. Le scuse le deve porgere solo il cretino violento, con loro non c’entra; e anche quei cretini violenti che ne fanno un uso antisemita.
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