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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.04.2026 Tra tutti i Paesi all'avanguardia nella lotta contro l'antisemitismo, l'Ucraina è l'esempio da seguire​​​​​​​
Commento di Ben Cohen

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Ben Cohen
Titolo: «Tra tutti i Paesi all'avanguardia nella lotta contro l'antisemitismo, l'Ucraina è l'esempio da seguire​​​​​​​»

Tra tutti i Paesi all'avanguardia nella lotta contro l'antisemitismo, l'Ucraina è l'esempio da seguire
Commento di Ben Cohen 
(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.jns.org/opinion/column/of-all-places-leading-the-way-against-antisemitism-look-to-ukraine


Ben Cohen

 

È un segnale davvero sconcertante per l'Europa il fatto che il Paese che probabilmente possiede le leggi più severe del continente contro l'antisemitismo, e la maggiore volontà di combattere questo male risorgente, sia l'Ucraina. Sì, l'Ucraina. Il Paese che da oltre quattro anni sta cercando di respingere una brutale invasione russa. Il Paese per il quale una giornata tipo significa centinaia di droni e raffiche di missili che si abbattono sulle sue città e sui suoi villaggi. Il Paese traumatizzato dal crudele rapimento di quasi 20.000 bambini da parte dei russi, un'atrocità che ricorda la campagna di “germanizzazione” nazista contro i bambini polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale. Sì, proprio quella Ucraina. Il 15 aprile, giorno in cui l'Ucraina è stata colpita da oltre 300 droni russi, il Presidente ebreo della Nazione, Volodymyr Zelenskyy, ha firmato una nuova legge contro l'antisemitismo, approvata a larghissima maggioranza dal parlamento. La legge introduce pene severe per i trasgressori, con condanne da cinque a otto anni per i reati di violenza. È opportuno sottolineare che la nuova legge non è nata dal nulla, né è frutto di opportunismo politico. Piuttosto, si basa e rafforza la legislazione esistente, compresa la legge ucraina del 2021 per combattere l'antisemitismo. 

Tale legge include la negazione della Shoah, l'incitamento all'odio e i tentativi di delegittimare l'identità ebraica – quest'ultimo fenomeno ormai così diffuso in Europa occidentale da essere diventato un reato insignificante per essere punito come offesa. Ci sarebbe molto da dire al riguardo, e nulla di tutto ciò si riflette positivamente sui Paesi vicini a Ovest dell'Ucraina. Se un qualsiasi Paese dell'Europa Occidentale avesse in questo momento un Presidente o un Primo Ministro ebreo, sarebbe altamente improbabile che questo si assumerebbe il rischio politico o il danno d’immagine, nello spingere l’approvazione di una legge al fine di contrastare i disordini antisemiti. Ma in Ucraina, non c'è alcuna incoerenza tra il fatto che Zelenskyj si identifichi apertamente come ebreo e approvi una legge a tutela della comunità ebraica, e il suo status di Presidente eletto e responsabile nei confronti di tutti gli ucraini, molti dei quali sono cristiani devoti. Ciò non significa, ovviamente, che non esista l'antisemitismo in Ucraina: se così fosse, questa legislazione non sarebbe necessaria. Né significa che l'odio verso gli ebrei, nella sua lunga storia, possa essere semplicemente ignorato. Nel corso dei secoli, quando l'Ucraina faceva parte della Confederazione polacco-lituana, dell'Impero zarista e dell'Unione Sovietica, le sue comunità ebraiche furono soggette a feroci pogrom ed espulsioni. Questo culminò nel massacro di 1,5 milioni di ebrei ucraini durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah, principalmente per mano degli invasori tedeschi, ma anche con la complicità di numerosi collaborazionisti locali. Quella storia è tuttora oggetto di controversia, come dimostra il fatto che l'Ucraina non ha ancora annullato la decisione sovietica del 1954 che ribattezzò la città provinciale di Proskuriv in Khmelnytskyi, in onore del capo cosacco del XVII secolo Bogdan Chmielnicki, il cui nome, prima di Adolf Hitler, era sinonimo di violenza omicida contro gli ebrei. Il regime del dittatore russo Vladimir Putin ha strumentalizzato questa storia, che include anche figure come il leader nazionalista in tempo di guerra e collaboratore nazista  Stepan Bandera, per diffamare il governo democratico di Zelenskyy definendolo “neonazista.” Eppure il passato non dovrebbe offuscare il significato del momento presente. Condannando l'antisemitismo – e facendolo in un giorno in cui israeliani ed ebrei celebravano Yom HaShoah – l'Ucraina ha difeso i valori più nobili della democrazia liberale. Perché la spazzatura ideologica che questa piaga millenaria rappresenta è anatema per le società fondate sulla tolleranza e sull'apertura intellettuale, e che apprezzano l'importanza di una formazione a tutto tondo. Uno degli aspetti più tristi dell'Europa Occidentale di oggi è la regressione di questi valori proprio nel momento in cui gli avvoltoi del comunismo, dell'islamismo e del neofascismo volteggiano minacciosi. La natura grottesca di questa situazione è stata svelata in modo lampante nel rapporto annuale sull'antisemitismo dell'Università di Tel Aviv, i cui risultati per il 2025 sono stati pubblicati la scorsa settimana. Le statistiche sono sconvolgenti. Nel 2025, 20 persone sono state uccise in quattro distinti attacchi antisemiti. Nei Paesi in cui le comunità ebraiche rappresentano una frazione minore della popolazione complessiva rispetto a quella degli Stati Uniti dove costituiscono al massimo il 2,4% di tutti gli americani, il numero di episodi antisemiti registrati è stato semplicemente vertiginoso. Quasi 2.000 in Australia. Quasi 4.000 nel Regno Unito. Quasi 6.000 in Germania. Quasi 7.000 in Canada. In molti Paesi, come la Francia, dove si è registrata una leggera diminuzione degli episodi rispetto al 2024, si è verificato un corrispondente aumento delle aggressioni fisiche contro gli ebrei. L'aspetto più inquietante è la mancanza di procedimenti giudiziari a carico dei colpevoli. La sezione finale del rapporto contiene i profili di individui negli Stati Uniti, in Canada, in Francia e nel Regno Unito condannati per crimini antisemiti. Tuttavia, l'autore dello studio, il professor Carl Yonker, ha osservato che “il suo gruppo di ricerca ha individuato poco meno di 100 incriminazioni. Questo numero è sorprendentemente basso se paragonato al numero di episodi di antisemitismo segnalati nei quattro Paesi esaminati negli ultimi cinque anni. Ciò evidenzia uno dei principali problemi della lotta contro l'antisemitismo... la stragrande maggioranza dei colpevoli rimane impunita.” Dall'analisi dei profili dei criminali emergono alcuni schemi ricorrenti. La stragrande maggioranza è di sesso maschile. Arabi e musulmani sono rappresentati in modo sproporzionato, ma nella lista figurano anche diverse altre etnie, tra cui bianchi, neri e asiatici. Molti dei criminali, di tutte le età, sono disoccupati. Molti non sono riusciti a trovare un partner o ad avere figli. Molti vivono ancora con i genitori. A molti è stata diagnosticata una malattia mentale o affermano di soffrirne, sebbene, come osserva il rapporto con una certa ironia, “non è chiaro perché la loro situazione li abbia spinti ad attaccare gli ebrei risparmiando altri gruppi.”  Parecchi di questi criminali sono animati da una rabbia contro gli ebrei che non esitano a condividere con il resto del mondo. Ecco una selezione di ciò che dicono: “Gli ebrei non meritano di vivere. Gli ebrei non meritano di stare su questa terra. Ucciderò gli ebrei. Verrò al Tempio per uccidere tutti gli ebrei e i bambini.”  “Ti farò saltare in aria, fottuta troia ebrea.”  “Vattene a fanculo dalla Palestina, fottuta ebrea ebrea sanguinaria, o farò saltare in aria anche l'altro tuo figlio, ebreo.”  E sputando e urlando, continuano senza sosta. Questo tipo di discorso volgare non è nato dal nulla. Quelli che lo hanno reso possibile sono coloro le cui offese contro gli ebrei non raggiungono la soglia della criminalità, ma il cui odio è comunque tangibile. Tra questi figurano i milioni di manifestanti con la kefiah che hanno marciato in segno di solidarietà con Hamas in proteste e raduni dove insulti antisemiti come “sionista” e “compari di Epstein” sono all'ordine del giorno. Tra questi rientra quella categoria amorfa di truffatori noti come “influencer” – mostri come Hasan Piker a sinistra, e Tucker Carlson e Meghan Kelly a destra – i cui guadagni dipendono ormai dalla continua popolarità dell'antisemitismo. Tra questi figurano opinionisti, politici, musicisti, attori e artisti che hanno falsamente accusato Israele di “genocidio”; che hanno negato che siano stati commessi molteplici stupri e altre forme di abuso sessuale durante il massacro di 1.200 persone nel Sud di Israele, perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023, e in seguito durante il rapimento di altre 251 persone nei tunnel di Gaza ; e che hanno dato credito alla calunnia, da tempo screditata, secondo cui i governi occidentali sarebbero asserviti a una cricca di potenti ebrei. Ognuna di queste persone è direttamente complice della tempesta di odio antisemita che gli ebrei affrontano oggi. La maggior parte di loro è orgogliosa di averlo fatto. È in questo clima che l'Ucraina ha coraggiosamente dichiarato: “Mai più.”  Gli ebrei non si sono mai potuti permettere il lusso di ignorare i propri nemici, ma non possono nemmeno dimenticare i propri amici, soprattutto coloro che sono rimasti al loro fianco nei momenti più bui.


takinut3@gmail.com

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