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Gli accordi con l'Iran sono saltati. Avanti tutta. 14/04/2026

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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.04.2026 Il ruolo di Mosca nella situazione internazionale odierna
Analisi di Antonio Donno

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: «Il ruolo di Mosca nella situazione internazionale odierna»

Il ruolo di Mosca nella situazione internazionale odierna
Commento di Antonio Donno

Antonio Donno
Antonio Donno

 

Donald Trump oscilla tra decisioni e proibizioni che apparentemente tendono a bloccare la politica dell’Iran, tendente a diffondere la propria egemonia nel Medio Oriente. L’obiettivo è indurre Teheran a rinunciare all’arricchimento dell’uranio per giungere all’acquisizione dell’arma nucleare. Per questo motivo, il Presidente americano ritirerà il blocco navale americano ai porti iraniani, se il regime degli ayatollah farà un preciso passo indietro sulla questione nucleare, consentendo agli americani di collaborare con gli stessi iraniani nel ritiro dell’uranio arricchito che Teheran sviluppa nonostante le gravi batoste subite per opera degli americani e degli israeliani nei mesi scorsi. Tutto questo sarà oggetto degli incontri tra americani e iraniani oggi, a Islamabad, in Pakistan, il paese che si è proposto di accogliere le delegazioni di Washington e di Teheran. È difficile prevedere l’esito degli incontri e soprattutto i tempi che saranno necessari per giungere ad una conclusione condivisa.

Occorre tenere presente la posizione attuale dell’Iran, sia dal punto di vista politico che militare.

     Teheran fa riferimento continuo al sostegno di Russia e Cina. La Russia fornisce tecnologia militare e intelligence, la Cina offre supporto economico e componenti tecnologiche. Tutto ciò avviene non recentemente, ma da tempo, come gli Stati Uniti ben sanno. Tuttavia, Trump non ha mai contestato a Putin e a Xi Jinping la loro politica di sostegno a Teheran, perché l’Iran costituisce un avamposto fondamentale per gli interessi delle due potenze asiatiche nel contesto economico-strategico del Mediterraneo. Questa realtà non può sfuggire a Trump, ma il presidente americano confida nei buoni rapporti instaurati con Mosca e Pechino, per quanto questa fiducia stia permettendo, in particolare a Putin, di espandere l’influenza russa nell’Europa Orientale. Questa realtà si sta radicando e sta dando i suoi frutti.

     Infatti, la Bielorussia e la Serbia hanno storicamente rapporti intensi con Mosca, rapporti che hanno rafforzato la tendenza della Russia a proiettare la propria capacità politica in una vastissima regione un tempo dominata dall’Unione Sovietica. L’invasione della parte orientale dell’Ucraina sta a dimostrare il progetto russo di recuperare a proprio vantaggio la logica della Guerra Fredda, che aveva consentito a Mosca di radicare in Europa ciò che nel secondo dopoguerra aveva dato vita alla realtà dei due blocchi contrapposti. Tale recupero, tuttavia, non può manifestarsi nei termini e nelle modalità del periodo della Guerra Fredda, come contrapposizione all’Occidente e al suo maggiore rappresentante, gli Stati Uniti, perché oggi i buoni rapporti che Putin ha stabilito con Trump permettono al leader russo di soprassedere a qualsiasi eventuale contrasto con gli Stati Uniti. Del resto, l’atteggiamento americano di fronte all’invasione dell’Ucraina da parte di Putin sta a dimostrare che Trump non intende intromettersi negli affari politici della Russia, che oggi soffre una crisi economica di notevole entità. 

     È questo un motivo molto importante, accanto a quello strettamente politico-strategico, che spinge Putin a dimostrare un particolare interesse nei confronti della Moldavia e delle repubbliche baltiche (Lituania, Lettonia, Estonia), che fanno parte della Nato, ma al cui interno vivono ed operano numerosi russi, verso i quali Putin svolge una politica di sostegno anche economico, definito come “cooperazione umanitaria”, che tuttavia finisce per danneggiare il livello di vita della popolazione russa. A tutto questo occorre aggiungere la posizione politica dell’Ungheria che fa parte a pieno titolo dell’Unione Europea. Nello stesso tempo, Budapest ha stipulato accordi di carattere economico ed energetico con la Russia, in questo modo ponendosi in una situazione politica complessa, cioè con due piedi in una scarpa. 

     In sostanza, Putin agisce sul piano della propaganda in due modi, che si intrecciano costituendo un complesso di fattori che pongono la Russia in una posizione internazionale che incide sia sull’Europa Orientale, sia nell’Estremo Oriente, dove Mosca ha da tempo stabilito ottimi rapporti con la Cina, la quale conta sull’appoggio di Putin per puntare, quando sarà possibile, alla conquista del Giappone. Già da tempo, infatti, gli arei cinesi violano lo spazio aereo del Giappone, che non reagisce per evitare lo scoppio di una guerra dagli esiti imprevedibili. 


takinut3@gmail.com

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