Avviso ai nostri amici lettori:
Cari amici, ricevo con molto piacere le vostre lettere. Sono sempre graditissime tanto che quando non arrivano mi preoccupo e mi mancano! Vi chiederei però un enorme piacere che spero accoglierete: lettere più brevi per motivi di spazio e di tempo.
Vi ringrazio infinitamente e vi abbraccio tutti
Deborah Fait
4. Lettere
1. La sospensione del Memorandum con Israele
Carissima Deborah,
sono costernata dalla decisione del governo italiano, di sospendere il rinnovo del Memorandum di difesa con Israele, per motivi pretestuosi e infondati.
Spaventati dalla diffida di quei 10 (nota bene: dieci) giuristi che perseguono una battaglia per le proprie tesi ideologiche? O codardamente arresi a ipotetico calcolo politico? O vigliaccamente timorosi del terrorismo domestico (e così solo lo si nutrirebbe, vivendo esso di debolezza fisica e morale)? O insensatamente aggrappati alle macere vestigia di ciò che fu l’ONU dei primi anni, con due ministri sempre vocianti in difesa di quell’inutile e dannoso Unifil ancor prima di ogni approfondimento su presunti attacchi Israeliani che poi immancabilmente si rivelano attuati da Hezbollah, falsi o accidentali con una mera ragionevole spiegazione di carattere operativo antiterroristico? O totale incompetenza e cecità strategico politica in materia di difesa e sicurezza? O tutte queste ragioni insieme, salvo altre anche moralmente più esecrabili?
L’Italia non ha che da perderci sia in ambito di innovazione tecnologica che di intelligence, e ben oltre gli aspetti importantissimi di sicurezza, poiché scienza e tecnica non evolvono mai per compartimenti stagni, bensì sinergicamente in interdisciplinarietà. Israele ha sempre offerto all’Italia un’immensità di scibile certamente in ambito tecnologico e scientifico, ma non solo. Ad esempio Israele difende e ci insegna a difendere i diritti dell’uomo (anche in situazioni belliche), l’ONU no, l’ONU difende quelli dei dittatori con l’avallo della maggioranza dei cosiddetti paesi liberi occidentali, che continuano a convalidare nomine grottesche
Si va contro l’interesse dell’Italia: perché?
Chi informa il ministro della difesa italiano? Per inciso quando Israele e USA sono stati costretti a iniziare le attività belliche di difesa contro l’Iran, io cittadina italiana, non ministro della difesa, me lo aspettavo e me lo auguravo in considerazione della situazione e dell’urgenza: o ora o mai più.
Certo l’Italia ripudia la guerra. Chi in fondo non la ripudia? Non per questo bisogna armare la mano di chi vuole e ha dichiarato intenzioni di dominio nei nostri confronti. L’Italia e l’Europa con il loro comportamento hanno scelto di lasciare che l’Iran abbia armi atomiche, hanno scelto di non difendere i propri interessi economici nello stretto di Hormuz, hanno scelto di vendere la propria libertà pagando chi vorrà solo distruggerla.
A questo punto non c’è differenza tra governo e opposizione. Ora sono tutti insieme appassionatamente impegnati nella sceneggiata contro Trump, che sarà pure sguaiato e autosabotante (alle parole del papa ha fornito un eco e un assist colossali), ma ha detto anche grandi verità.
Tornando al tema, questa decisione da cittadina italiana mi fa sentire estremamente più insicura nel mio paese.
Men che meno in Europa: è evidente che ormai tutti i paesi europei hanno deciso di fondare Eurosciitistan (forse siamo addirittura oltre l’Eurabia che intravedeva Fallaci), e comportarsi di conseguenza. Oppure hanno optato per il suicidio per espiare le colpe vere e presunte degli avi “occidentali”.
La Spagna già dal 2024 ha fornito all’Iran componenti critici per la produzione di esplosivi per un valore di almeno 1,3 milioni di Euro sapendo che era altamente probabile ed evidente che l’utilizzo di tali componenti servisse per missili e armamenti per attaccare civili inermi in Israele e altrove. Questo non dovrebbe interessare l’ONU o la Corte dell’Aia?
In tutto questo: grande stima per Israele, che ha reagito allo schiaffo con compassionevole eleganza.
Con profonda vicinanza per la ricorrenza di Yom HaZikaron laShoah ve-laGevurah, strettamente ti abbraccio
Carla Pace
Cara Carla,
nel mio articolo pubblicato oggi spiego il mio pensiero sulla sospensione del Memorandum di difesa di Israele. E' stata una grande vergogna che non mi sarei mai aspettata dal governo Meloni. Probabilmente ha ragione chi ne dà la responsabilità al ministro Crosetto che non è mai stato grande amico di Israele. Comunque sia è stata un'azione vigliacca che Israele non meritava. Diciamo pure che la mancanza dell'aiuto italiano non farà precipitare Israele nella disperazione. E diciamo anche che, nel caso di un attacco all'Italia e all'Europa, Israele sarebbe il primo Paese a correre in aiuto, Memorandum o meno. Israele aiuta sempre gli amici e anche i nemici, basta ricordare cosa ha fatto in occasione dei terremoti in Iran o in altre nazioni nemiche. Israele cancellava il logo e mandava aiuti e personale specializzato. Non ha mai aspettato un grazie! L'odio antisemita, cara Carla, è un grosso problema e ormai è globalizzato. Odiare gli ebrei, odiare Israele fa sentire buoni, non vigliacchi razzisti. Questa è la stranezza. L'Italia ripudia la guerra? Bene, tutti la ripudiamo ma allora mi spieghino perché danno il loro sostegno a Paesi come l'Iran che da quasi 60 anni ammazza la sua gioventù e manda nel mondo terroristi ad ammazzare innocenti. Quanta ipocrisia!
Grazie della sua vicinanza e aspettiamo insieme Yom HaAzmaut.
Un affettuoso shalom
Deborah Fait
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2.
Gentile Deborah,
leggo, con irritazione, la recente presa di posizione del nostro premier Meloni, riguardo alla "sospensione del rinnovo automatico etc. etc.", motivata "dalle cose che Israele fa in Libano".
Perfetto il commento di Stefano Parisi al riguardo; lo condivido fino all'ultima virgola. Come condivido l' articolo del Times of Israel ripreso da israele.net ("Il paradosso libanese...").
Ma la questione che le voglio porre riguarda proprio le "cose che Israele fa in Libano" (e a Gaza, e in Iran, e dovunque provi a difendersi dai terroristi): sembra che ognuno, anche ad alti livelli, si senta in diritto di dare impunemente del criminale a Netanyahu, perchè esercita con un certo successo il DOVERE di difendere Israele, la sua popolazione, il suo territorio, da attacchi continui e ripetuti nelle ultime decine di anni.
Cosa farebbe Meloni se, ad esempio, un paese europeo come la Krahozhia ("The Terminal"), sotto una dittatura fanatica e sanguinaria inscrivesse nella propria costituzione la distruzione dell'Italia, cominciasse la produzione massiccia di missili a tal fine, costituisse e finanziasse nei paesi vicini a noi gruppi terroristici armati che, preso di fatto il controllo di questi paesi, con le loro azioni costanti di lanci di missili rendessero invivibile una larga parte del nostro territorio? Io credo che un premier degno di questo nome dovrebbe reagire come il premier israeliano, chiunque egli/ella sia. Certo, la guerra è tragica, e molte persone innocenti ne sono purtroppo vittime; ma gran parte della responsabilità di questo ricade sui gruppi terroristici che, di proposito, si mischiano alla popolazione civile e la usano come uno scudo. Ma tutto cio` non puo` impedire a uno stato di difendersi (tra l'altro Israele, come nessun altro stato al mondo, pone un'attenzione speciale a cercare di ridurre le vittime collaterali).
Una gran parte del vociare contro Netanyahu proviene da una certa parte politica; per questi signori, qualunque cosa faccia Israele per difendersi non va bene. All'inizio (8 ottobre) protestavano perchè Israele parlava di reagire. Poi perchè a Gaza morivano anche dei civili che non c'entravano. Quando Israele ha usato i pager per colpire Hezbollah selettivamente, non gli andava bene neanche questo. Per loro, Netanyahu è solo un pretesto; direbbero le stesse cose contro chiunque altro. Ricordo come se fosse ieri che ai tempi della guerra del Kippur (premier Golda Meir, socialista), quando nei primi giorni di guerra sembrava che Israele fosse sul punto di crollare, un mio compagno di liceo, iscritto alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, vedendomi leggere le notizie sul Corriere, intervenne dicendomi "che belle notizie si leggono oggi !" .
Ma c'è anche un' altra parte che è purtroppo caduta (o si è lasciata cadere) vittima di questa falsa narrativa. Centinaia di talk show senza contradditorio sui canali Rai o e su quelli di PierNoia hanno prodotto il loro effetto. A tutto cio` contribuiscono anche le ripetute prese di posizione di due tra i nostri peggiori ministri, Taiani e Crosetto.
Tra mille pregi che lo hanno reso grande, il piu` grave difetto di Berlusconi è stato quello di scartare le persone migliori, come Martino e Tremonti, per circondarsi di mediocri (come Taiani) che non gli dessero ombra. Il suo ripetuto attivismo ("proteggeremo la Selfie-Flottiglia, convochiamo l'Ambasciatore di Israele, inaudito che Pizzaballa non possa rompere le balle come gli pare e piace") deriva forse dal fatto che non si senta abbastanza al centro dell'attenzione?
Crosetto, poi, è veramente patetico nel negare l'evidenza e sostenere che nel corso degli anni l'UNIFIL, che ci è costata un sacco di soldi, abbia fatto un buon lavoro. E` sotto gli occhi di tutti che l'UNIFIL, il cui compito era di impedire che gli Hezbollah si insediassero nel Sud del Libano al confine con Israele, ha fallito su tutta la linea, facendo costantemente finta di non vedere quello che succedeva. Lo stesso Crosetto, al primo accenno di attacco dell'Iran sulle basi nel Golfo, ha immediatamente rimpatriato parte dei militari italiani, riposizionandone altri in Giordania. Forse andava fatto; ma allora che cosa ci stavano a fare ? Era la loro presenza inutile ? Perchè bisognava pagare quelle spese ? Parafrasando Trump, che ha cambiato il nome da ministro della Difesa a ministro della Guerra, suggerirei di cambiare il nome di Crosetto a ministro della Ritirata.
Certamente Meloni, che fino ad ora aveva agito in modo da fare capire chi sono i nostri alleati e chi no, puo`essere stata influenzata anche da questi due personaggi; speriamo che ritrovi presto la ragione.
Cordiali saluti,
Giulio Morpurgo
Caro Giulio,
Ogni volta che in tv sento dare del criminale a Netanyahu, mi viene la pelle d'oca e la nausea. Ma non nei confronti del poveraccio ignorante che lancia l'accusa bensì contro il conduttore. Come si può permettere a un qualsiasi scribacchino o politicante , sempre di sinistra, di offendere il premier di un paese amico e alleato circondato da chi ne vuole fare un ammasso di rovine e gettarne gli abitanti in mare? Purtroppo, ha ragione, Silvio Berluscono, grande amico si Israele, si è fatto circondare da yes-men e adesso dobbiamo sopportare noi i danni che Tajani e Crosetto fanno. Unifil non serve a niente, non hanno mai fermato i terroristi, anzi, li hanno aiutati per poi scappare piagnucolando quando Israele attacca per difendere i cittadini della Galilea. Soldi italiani gettati al vento, anzi peggio, messi in tasca a Hezbollah.
Giorgia Meloni mi ha delusa e mi dispiace perché avevo un grande rispetto e fiducia in lei.
Un cordiale shalom
Deborah Fait
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3.
Salve Dame Devorah.
Ho letto l’intervento del Prof. Atzeni, circa il Giorno della Memoria in un Liceo a Milano.
Avevo scritto un post, pubblicato da Lei, eccellente Dame Devorah, circa la vostra lettera di protesta alla dirigente scolastica milanese.
Mi soffermo su un passo del Prof., che definisco emblematico:
“…. È la definitiva abdicazione del mondo adulto al proprio ruolo educativo, la rinuncia a ogni responsabilità personale a favore del collettivismo burocratico.”
Se si riflette su queste parole centrate, si capisce che la classe docente, principalmente di sinistra, abbia traslato le istanze del ‘68, nelle linee guida della istituzione scolastica, senza che ne abbiano ricevuto mandato o delega dal Ministero.
L’autogestione non è quella delle occupazioni studentesche, di per sé già perniciose per l’interruzione delle lezioni, quanto quella dei sinistri docenti, che si sono appropriati della Scuola italiana, con quella protervia di chi sente addosso la responsabilità del “primato intellettuale e culturale”, una patch cucita addosso autonomamente ma malamente, della serie: “ce la cantiamo e ce la suoniamo”.
Come dicevo in quel post, ho lavorato quindici anni nella scuola, per incarico ASL, affiancando gli insegnanti di sostegno nei casi molto gravi: psicotici ansiosi; autistici gravi; schizofrenie insorgenti; etc.
Oltre a generalizzate incompetenze specifiche, riscontrai disinteresse e negligenze per il lavoro specialistico dell’insegnante di sostegno; un indecente “scarica barili” sui casi più impegnativi. D’altro canto mostravano una spiccata inclinazione e attrazione per le programmazioni di percorsi curricolari extra, dove con poco sforzo potevano percepire emolumenti aggiuntivi; scopo primario ed esaustivo.
Essendo un elemento estraneo, il mio punto di osservazione era privilegiato, nel cogliere le criticità del sistema; una scuola vecchia e stantia, dove prevalgono le dinamiche sindacali e la ideologia comunista prevalente, in ogni frangia e trama del tessuto scolastico; una vetusta casta.
Chi non si allinea è additato e, “sottotraccia”, emarginato.
Questo il problema principale; si sono impossessati della scuola pubblica, come fosse un diritto di loro proprietà esclusiva. Un abuso che si è ormai calcificato da illo tempore.
Una “appropriazione indebita” si potrebbe dire, in quanto il corpus della Scuola, dovrebbe esprimersi a più voci, un coro differenziato, in una pluralità di colori e sfumature, per poter intercettare le vocazioni potenziali individuali, per amplificarle, oltre a fornire una panoramica ampia della realtà, senza filtri, manipolazioni ideologiche e susseguenti inculcazioni alla Pol Pot; per poter formare almeno minimamente i cittadini del domani e renderli esseri umani migliori, capaci di interpretare individualmente, senza influenze moleste, gli accadimenti.
Ma tutto questo, mi rendo conto, sembra più il commento finale del Rav, alla derashah settimanale, ma d’altronde non potrebbe essere diversamente, ed è bene che sia così, perché spesso i confini tra la realtà mondana e quella religiosa si sfiorano e si toccano in più punti, quelli più delicati e sensibili, dei punti di contatto che esaltano il lavoro di chi si dedica agli altri, alla loro salute, non solo mentale e fisica.
D’altronde a noi, “perfidi giudei - fratelli maggiori”, come il titolo del libro del grande Rav Toaff che ho avuto il piacere e onore di conoscere, piace “pregare e zappare l’orto”, in gergo giudaico romanesco, come a voler significare che si prega ma si è contemporaneamente laboriosi e intenti, in itinere, ad impegnarsi nella preghiera come nel lavoro, con la stessa dedizione, devozione e applicazione.
Un plauso Prof., continui imperterrito a menarla giù dura, con precipua fermezza, nel cortile del relativismo e materialismo di sinistra, contro quell’ipocrita e strisciante antisemitismo, mascherato da antisionismo.
Ne ho conosciuti di validi Prof. durante i miei studi, in Italia e all’estero; ci sono, ma sono situati a macchia di leopardo, diremmo da ebrei, sono quasi assimilati; avviluppati e intrecciati, loro malgrado, ad un leiv motif viziato, ad un ingranaggio incongruo, assiemati ad un coacervo di personaggi pasionari che usano la scuola come una tribuna politica, agglomerati ad una macedonia ossidata e quindi non più commestibile.
Un appiattimento in basso lungo i scoscesi dirupi della mediocrità; per questa ragione quando la Meloni parlava di ritorno al merito, storcevano il naso, mugugnavano e grugnivano; abituati come erano e sono, al “sei politico” come al “diciotto politico”, come diritti assoluti, uno status quo, dal loro punto di vista, da rendere immutabile, un “patrimonio”inalienabile, impermeabile a riforme e aggiornamenti; come la magistratura, altro feudo intaccabile.
Una partita di giro senza soluzione di continuità
Yom tov
Yosef ben Hektor
Caro Yosef,
Andrea Atzeni è bravissimo e mi dà un grande aiuto nel segnalare le porcherie della scuola italiana e anche nel rispondere a tono visto che lui li conosce bene. Andrea va avanti imperterrito e di questo dobbiamo tutti essergli grati.
Si sono impossessati della scuola italiana e delle università tanto che per i nostri studenti ebrei è pericolosa la frequenza. Ho appena letto un articolo sul Jerusalem Post sull'antisemitismo in Italia, soprattutto tra i giovani. Odiare gli ebrei è diventato una virtù. Chi ci odia è considerato un buono e un giusto perché noi che ci difendiamo da chi vuole sterminarci, siamo noi i cattivi.
Shabat Shalom
Deborah Fait
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4.
Buongiorno
Segnalo questo bellissimo articolo di Angelo Carrillo affinché gli sia dato il giusto risalto nel sito di IC
L'abbraccio del Pd al mondo Propal (e di chi reclama il diritto di odiare Israele) e i Fiano alla porta: ''Sempre più difficile rimanere in un partito così''
https://www.ildolomiti.it/blog/angelo-carrillo/labbraccio-del-pd-al-mondo-propal-e-di-chi-reclama-il-diritto-di-odiare-israele-e-i-fiano-alla-porta-sempre-piu-difficile-rimanere-in-un-partito-cosi
Andrea Feltracco
Caro Andrea,
Ha ragione, è un articolo notevole! Spero che i nostri amici lo leggano. Riguardo a Fiano, se abbandonerà quel partito antisemita, sarà sempre troppo tardi.
Un cordiale shalom
Deborah Fait