Combattere l’antisemitismo attaccando Israele?
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.com/2026/04/lutter-contre-lantisemitisme-en-attaquant-israel-327111.html

Michelle Mazel
Il 14 aprile 2026, la commemorazione della Shoah in Israele è stata caratterizzata dalle toccanti testimonianze dei sopravvissuti all'inferno dei campi di concentramento, accompagnate dalle solenni dichiarazioni di rito: “Mai più.” Nello stesso giorno si è svolta la Marcia Internazionale dei Vivi, che ha riunito oltre 7.000 partecipanti e 50 sopravvissuti provenienti da tutto il mondo per commemorare le vittime della Shoah. Questa marcia educativa annuale collega Auschwitz I a Birkenau, incarnando il concetto di resilienza. Nell’ultimo anno si è parlato meno della recrudescenza degli atti antisemiti, del massacro di Bondi Beach in Australia durante la festa di Hanukkah, degli attacchi alle sinagoghe, delle aggressioni agli ebrei per strada, degli atti vandalici contro i monumenti. Ogni volta, le autorità dei Paesi in cui questi atti si verificano li condannano duramente e promettono delle sanzioni esemplari. Ciò ha scarso effetto, poiché di rado i colpevoli vengono arrestati e ancor più raramente condannati a pene dissuasive. Nel frattempo, grandi Paesi come la Spagna, dove il ricordo dell'Inquisizione si è da tempo affievolito, stanno intensificando le loro condanne contro lo Stato ebraico. Un manichino con l’effigie di Benjamin Netanyahu è volato in mille pezzi durante la “Quema del Judas” (il rogo di Giuda), un rituale praticato in alcune regioni della Spagna. In diversi Paesi, il tradizionale “Rogo di Giuda” ha assunto quest'anno una forte risonanza politica. Questo rito pasquale ancestrale consiste nel bruciare un'effigie che simboleggia il male per celebrare la vittoria del bene. Anche in Messico e Venezuela gli attivisti hanno bruciato effigi del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, esprimendo un'indignazione che trascende i confini. “Un rituale millenario, che ora è diventato un atto di resistenza simbolica su scala internazionale.” Eppure si tratta di Giuda: ma come ha fatto a diventare il simbolo di tutti gli ebrei? In Polonia, un membro del Parlamento sventola una bandiera israeliana con la svastica, e quel grande democratico che è il Presidente turco, paragona Israele al Terzo Reich e Benjamin Netanyahu a Hitler. Lo studio pubblicato dall'UNESCO il 27 gennaio, che riguarda 23 Paesi dell'Unione Europea e analizzato da Le Figaro, va letto con attenzione. “Il rapporto rivela livelli allarmanti di negazionismo della Shoah e di violenze fisiche contro degli studenti ebrei; dei commenti carichi di odio verso Israele, dei gesti nazisti, dei disegni di svastiche, persino delle aggressioni... e tutta una serie di triti cliché sugli ebrei e il denaro. Questo rapporto europeo è “una novità assoluta” ed è terrificante: più di tre quarti (78%) degli insegnanti intervistati hanno assistito almeno ad un episodio di antisemitismo tra studenti, mentre più di un quarto di loro (27%) è stato testimone a nove o più incidenti di questo tipo.” Rallegriamoci comunque: dal Giorno dell'Indipendenza dello scorso anno, più di ventimila ebrei sono venuti a vivere nella terra dei loro antenati, benché devastata dalla guerra.