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Gli accordi con l'Iran sono saltati. Avanti tutta. 14/04/2026

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Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.04.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

2 Lettere

 

1. Quando i moderatori sono dei partigiani travestiti

 

Salve Dame Devorah. 

 

In un post su “X”, poi cancellato, Khawaja Asif Ministro della Difesa pachistano ha scritto: 

«Israele è il male e una maledizione per l'umanità» 

«Spero e prego per coloro che hanno creato questa situazione cancerogena in terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei, che brucino all’inferno», ha affermato.

 

Il Pakistan non intrattiene relazioni diplomatiche con Israele. 

Nel 1947 votò contro la creazione dello Stato di Israele alle Nazioni Unite, non riconosce la sovranità israeliana e afferma che non lo farà finché non sarà istituito uno Stato palestinese entro i confini precedenti al 1967, con Gerusalemme Est come capitale. 

Durante una visita in India nel 2018, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato: 

«Non siamo nemici del Pakistan e nemmeno il Pakistan dovrebbe essere nostro nemico». 

 

Coloro che si offrono come mediatori sono in realtà dei fiancheggiatori dell’Iran, non si espongono contro gli americani solo per interessi di bottega, ma nel frattempo si scopre come siano in realtà degli ipocriti opportunisti, che non potendosi schierare apertamente con una parte in conflitto, l’Iran appunto, innalzano striscioni e cori contro il nemico comune; Israele. 

 

Questa è lo stato dell’arte, che nessun giornalista italiano, mette in evidenza. Questo ci fa pensare ad una endemica e proliferante ipocrisia acuta; solo apparentemente schierati con gli alleati americani, ma nel retro bottega si tifa per il nemico, perché ci si accomuna a lui con i luoghi comuni contro gli yankees: imperialisti; capitalisti; colonialisti; e spazzatura del genere. 

Naturalmente, Israele vero e leale alleato USA, è anch’esso nel mirino di questi sciagurati ipocriti; interessati solo al prezzo della nafta alla pompa, il vero  sgradevole effetto indesiderato,  del conflitto contro i nazisti iraniani. 

La via diplomatica, invocata un giorno si e l’altro pure, pur di pagar meno un litro di benzina. 

 

Poi, che gli iraniani possano pretendere di possedere l’arma nucleare non è importante, come non è importante che con protervia possano imporre un pedaggio alle navi che attraversano lo stretto di Hormuz. 

Finalmente Starmer, Primo Ministro del Regno Unito, si è reso conto che il casello autostradale imposto dagli ayatollah sia inaccettabile, e sebbene in ritardo, ha fatto come la Meloni, ma molto dopo, una visita nelle capitali delle nazioni del Golfo, che stanno chiedendo aiuto dall’inizio del conflitto. 

 

Non credo ci siano margini di trattativa in Pakistan: 

le richieste iraniane sono prive di ragionevolezza e confermano la arroganza di un pernicioso regime che deve essere sconfitto, senza tanti minuetti. 

L’arma del ricatto energetico è la prova di come i clerici con i turbanti vogliano dominare l’area strategica del Golfo e minacciare chiunque, Israele per primo, con le testate atomiche. 

 

Stanno già ricominciando a mettere jet fuel nei serbatoi dei caccia della US Air Force, US Navy Air Force e Israeli Air Force, ed è giusto che sia così 

 

Un abbraccio e Shavua Tov

 

Yosef ben Hektor

 

Caro Yosef,

 

Come si è visto da Islamabad è uscito il nulla, anzi adesso abbiamo anche le dichiarazioni di Erdogan che vuole attaccare Israele. In questa situazione, i miei sentimenti verso il giornalismo italiano, l'opinione pubblica e i leoni da tastiera del web stanno precipitando in un tunnel di amarezza, disprezzo e ribellione. Possibile che gli italiani siano così cattivi, così pieni di odio verso gli ebrei? Cosa ha fatto Israele all'Italia? Cosa ha fatto Israele al mondo? Solo del bene. Non abbiamo mai dato fastidio a nessuno e abbiamo consegnato a piene mani tutte le nostre scoperte, i nostri studi scientifici, tecnologici, su come far fiorire al meglio l'agricoltura. Abbiamo aiutato l'Africa. Ricordo anni fa delegazioni africane che venivano in Israele per imparare le varie tecniche per coltivare la terra, per curare varie malattie. Ricordo che, durante una visita, agli ospedali pediatrici israeliani, la maggior parte dei piccoli ricoverati provenivano dai paesi arabi, compresi i cosiddetti territori palestinesi, e dal continente africano. Giorni fa un ministro ugandese ha dichiarato "Israele ha sempre aiutato il mio paese e noi adesso vogliamo aiutare Israele anche con i nostri soldati".  Eppur tutto il mondo ci odia, ci identifica con il Male, il cancro. Odiano questo paese più piccolo di tante città in America, in Europa, in Oriente. L'area metropolitana di Tokio ha 37 milioni di abitanti, i residenti nel centro città sono 14 milioni. Israele, tra cittadini ebrei, arabi, drusi e altri è appena arrivato a 10 milioni. Ci odiano perché non possono accettare che un piccolo paese, circondato da nemici mortali, sia così potente, così progredito, così moderno, così civile. Non accettano che un pugno di sabbia si sia trasformato, solo grazie al lavoro umano, e in mezzo alle mille difficoltà delle guerre e del terrorismo , in giardini, foreste, coltivazioni. 

Eppur ci odiano. Come ci odiavano quando eravamo in Europa alla mercè dei pogrom, delle persecuzioni, della Shoah e non avevamo niente per difenderci. Non chiedevamo niente, cercavamo di non dare fastidio, stavamo chiusi nei ghetti a studiare quando non dovevamo scappare da qualche altra parte. E i nostri studi hanno fatto progredire il mondo. 

Eppur ci odiano. Non lo trovo normale. I media parlano degli attacchi di Israele in Libano. Non una parola sugli attacchi che subisce Israele più volte al giorno. Al nord 5 secondi per salvarsi la vita, al sud 15 secondi, al centro siamo fortunati, addirittura un minuto e mezzo.

Da quando ero una ragazzina mi chiedo "ma perché ci odiano tanto?". Mio figlio , a 6 anni, il primo giorno di scuola si è sentito dare da un compagno dello "sporco ebreo" e non capiva perché visto che era pulito e in ordine come uno zuccherino. Ecco, mi sono sfogata ma ancora non capisco perché ci odiano tanto. Non lo capirò mai.

Shalom Yosef, e sono certa che nessuno ci piegherà. Che sia questo uno dei motivi dell'odio? 

Deborah Fait

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2. 

Salve Dame Deborah,

Eccellente replica sua e di Atzeni alla preside di quell’Istituto milanese. 

 

Nella cortesia della lettera della preside si evidenzia una sostanziale difesa del loro “lavoro antisemita” che con costanza e determinazione somministrano ai loro alunni. 

Roba vomitevole quella minuziosa costruzione di menzogne, che strutturano una narrazione negativa contro gli ebrei, foriera di ulteriore antisemitismo, come se non ce ne fosse già abbastanza. 

Punto per punto avete magistralmente smontato tutto l’apparato scenico “democratico” che questi costruttori di odio perpetuano quotidianamente. 

 

Mi piace particolarmente

il passaggio allorché sostenete che 364 giorni all’anno sono impegnati a innalzare muri di odio antisemita, mentre un giorno all’anno, anzi mezza giornata all’anno, si mettono ipocritamente cenere sul capo. 

Purtroppo ho passato 15 anni in quei cantieri dove vengono forgiati al pensiero unico comunista/antisemita i giovani. 

Ogni iniziativa è orientata a senso unico. 

Non esiste un pensiero alternativo, non esiste contraddittorio, non esistono posizioni pluraliste. 

Ho passato i miei peggiori anni della vita, tra le mura di diversi Istituti, in cui il leiv motif era sempre il medesimo; imporre a chiunque passasse in quelle aule, il loro pensiero unidirezionale. 

Mi sono sempre pentito e ancora mi lacero l’anima, al pensiero di essere tornato dagli Stati Uniti. 

 

Avete fatto un capolavoro. 

 

Questi burocrati che ammorbano e imperversano tra le aule e le presidenze delle scuole, pensano che la società civile sia a loro immagine e somiglianza e quindi si sentono in dovere di rispecchiarla attraverso l’educazione,  plasmando così le coscienze dei giovani secondo le loro convinzioni politiche comuniste… sconfitte dalla Storia, proprio come il nazismo. 

Ricordo che un giorno mentre preparavano un cartellone relativo agli ebrei e all’ebraismo, mi accorsi che le stelle di David fossero colorate di giallo. Sostenni che quel colore non era idoneo perché ricordava l’effige posta dai nazisti sulle maniche piuttosto che sui baveri delle giacche degli ebrei, per distinguerli e poterli smistare nei luoghi a loro preposti; destinazione morte. 

Il mio richiamo fu completamente ignorato e quell’atteggiamento di supposta superiorità intellettuale che con pervicace protervia ostentavano ogni giorno, ancora costituisce dolore in me, per come mi angustió, perché era la misura di come le posizioni difformi dalle loro fossero trattate; indifferenza e sguardi dall’alto verso il basso. 

 

Passo ad altro argomento. 

 

L’ospitata del giornalista di “La Verità”, tale Paragone, al Tg4 delle 19.00 di sabato 11, il quale ha qualificato “criminale” Israele per la Guerra di Gaza e contro il Libano (… hezbollah in realtà), naturalmente si posizionava contro Trump, definendo inoltre “senza motivo”  la guerra USA/Israele contro l’Iran. 

Purtroppo la giornalista Stefania Cavallaro, l’ha lasciato parlare senza muovere alcuna critica a quelle parole, sciagurate. 

D’altronde il giornalista Paragone militava con i “cinque stelle” e sebbene fuoriuscito, mantiene la sua cifra filo palestinese; anche apertamente dichiarato dallo stesso. 

Per costoro il nemico sono gli USA e Israele, non possono dirlo apertamente, ma non sono distanti dalle posizioni del ministro pachistano che ha definito Israele “il cancro del mondo”. 

 

Un abbraccio 

 

Yosef ben Hektor

 

Caro Yosef,

 

Innanzitutto grazie. Il desiderio del prof Atzeni e mio era di far capire alla direttrice del liceo Agnesi, quanto il lavoro di disinformazione e di manipolazione che stanno facendo sulle menti dei giovani sia, oltre che disprezzabile, anche molto pericoloso. Per dirla più chiaramente: piccoli antisemiti crescono. Questi giovani che imparano l'odio sui banchi di scuola, una volta cresciuti saranno molto pericolosi.

Riguardo a Paragone, non è la prima volta che fa propaganda contro Israele, con odio e disprezzo. Purtroppo, essendo invitato spesso nei talk show televisivi, ha modo di esprimere tali sentimenti. Stefania Cavallaro non è intervenuta, come nessuno interviene mai quando un ospite si esprime contro Israele in modo assolutamente disgustoso. Il silenzio è anche più disgustoso dell'intervento ma è purtroppo la norma anche fra chi è, o dice di esserlo, amico di Israele. Devo ancora capire se non intervengono sugli insulti rivolti a un Paese amico per un ipocrita senso di "libertà di parola" o per non essere tacciati di essere "fascisti" o per ordini superiori. Non ha importanza perché il risultato è lo stesso. Gli insulti a Israele e al nostro premier passano indisturbati, senza pagar pegno. Questo è l'andazzo. 

Un abbraccio e shalom

Deborah Fait

        


takinut3@gmail.com

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