lunedi` 13 aprile 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
13.04.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 13 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

1 Lettera

Una risposta al Liceo Statale "Gaetana Agnesi" di Milano 

 

Gentile Direttrice, 

Le scrivo in riferimento all’articolo “Al liceo Agnesi di Milano, una conferenza contro la Memoria”, pubblicato sul sito www.informazionecorretta.com in data 6 aprile 2026 e firmato da Andrea Atzeni, nel quale si riporta che il Liceo Agnesi di Milano avrebbe organizzato per il 9 aprile 2026 l’evento Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale, ritenuto una iniziativa ripugnante e in contrasto con le indicazioni della Nota ministeriale sulle manifestazioni ed eventi pubblici nelle istituzioni scolastiche, nonché con le Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola

Il Professor Atzeni dichiara inoltre che l’evento scolastico è stato organizzato “con lo scopo di sminuire, relativizzare, infangare, rovesciare e sostituire la memoria della Shoah tramite la propaganda palestinista”. 

Desidero, con rispetto, fornire alcune precisazioni utili a una corretta comprensione dei fatti. 

L’incontro in oggetto non è stato promosso dall’istituzione scolastica in modo unilaterale, bensì è nato anche su richiesta dei rappresentanti di istituto della componente studentesca. Esso si inserisce pertanto nelle attività volte a favorire la partecipazione attiva degli studenti e lo sviluppo di un pensiero critico autonomo, elementi centrali del percorso educativo. 

L’obiettivo dell’iniziativa non era in alcun modo quello di proporre una lettura distorta o parziale della memoria storica, né di orientare politicamente gli studenti. Al contrario, l’intento è stato quello di promuovere un confronto consapevole e informato su temi complessi, anche in relazione al presente, in coerenza con le finalità educative proprie del Giorno della Memoria. 

In questo quadro, la comunità scolastica del Liceo Agnesi di Milano intende ribadire con chiarezza la propria posizione. Esprimiamo profonda preoccupazione per i conflitti attualmente in corso nel mondo e per le gravi sofferenze che essi stanno causando alle popolazioni coinvolte. Nel rispetto del ruolo educativo della scuola, confermiamo la nostra imparzialità e il nostro impegno a non assumere posizioni di parte rispetto alle dinamiche politiche e geopolitiche, come ribadisce anche la Nota ministeriale sulle Manifestazioni ed eventi pubblici all'interno delle istituzioni scolastiche del 7 novembre 2025. Allo stesso tempo, richiamiamo con fermezza i valori universali che orientano la nostra azione educativa. 

Ci riconosciamo nei principi sanciti dalla Organizzazione delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ponendo al centro la tutela della dignità umana, il rispetto dei diritti fondamentali e la promozione della pace. 

Evidenziamo, inoltre, che anche per il corrente anno scolastico l’Istituto ha promosso viaggi di istruzione presso luoghi della memoria, tra cui i campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau, a testimonianza del costante impegno nella trasmissione della memoria della Shoah. Tale memoria rappresenta per noi un elemento fondamentale del percorso formativo, in quanto contribuisce allo sviluppo di una coscienza storica consapevole e alla promozione dei valori di rispetto della dignità umana, della responsabilità sociale e del rifiuto di ogni forma di discriminazione. 

In un contesto così complesso, riteniamo essenziale che la scuola continui a essere luogo di dialogo, ascolto e formazione di coscienze critiche, promuovendo tra studentesse e studenti una cultura fondata sul rispetto reciproco, sulla solidarietà e sulla convivenza civile. 

Alla luce di quanto sopra, confidiamo che possiate rettificare le informazioni pubblicate, al fine di restituire un quadro più completo e aderente alla realtà dei fatti. 

Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, porgo cordiali saluti. 

Antonella Maria Vilella 

Dirigente scolastico Liceo Gaetana Agnesi 

dirigente.vilella@liceoagnesimilano.it

 

Gentile Prof. Antonella Maria Vilella,

la ringrazio per la sua lettera e le rispondo punto per punto sperando così che si chiariscano le idee di tutti.

Lei scrive:  “Esprimiamo profonda preoccupazione per i conflitti attualmente in corso nel mondo e per le gravi sofferenze che essi stanno causando alle popolazioni coinvolte. Nel rispetto del ruolo educativo della scuola, confermiamo la nostra imparzialità e il nostro impegno a non assumere posizioni di parte rispetto alle dinamiche politiche e geopolitiche, come ribadisce anche la Nota ministeriale"

 

Lo scorso anno scolastico il liceo Agnesi ha ospitato Moni Ovadia e Francesca Albanese, quest’anno Francesco Vignarca e Widad Tamimi. Si tratta di ben noti attivisti visceralmente ostili a Israele. Le chiedo: c'era un contradditorio per evitare che le parole di odio antisemita diventassero Vangelo per i ragazzi? ?  Avete chiamato a parlare anche qualche amico di Israele? Esistono, sa, pochi ma esistono! Se la scuola espone i propri studenti all’indottrinamento di estremisti del genere, come può poi sostenere di “non assumere posizioni di parte”? Dove sta l’attenzione per tutte “le popolazioni coinvolte”? Chi ha mai difeso le ragioni di Israele con gli studenti? Qualche ospite ha almeno raccontato agli studenti delle innumerevoli aggressioni che il popolo di Israele ha subito dalla nascita dello stato fino a oggi? La difesa della "pace" secondo il liceo Agnesi comporta che gli ebrei si devono far massacrare e lo stato di Israele deve restare inerme quando aggredito da chi vuol distruggerlo?

All'inizio di questo anno scolastico il liceo Agnesi ha anche promosso una raccolta fondi per Gaza accompagnato dall’accusa a IDF di colpire deliberatamente le strutture ospedaliere. Nessuna parola sull’impiego militare di strutture come abitazioni, scuole e ospedali da parte dei gazawi, che le trasformano, per il diritto internazionale, in legittimi bersagli bellici. Su questo cade sempre un imbarazzante silenzio.

https://liceoagnesimilano.edu.it/wp-content/uploads/2025/09/Raccolti-fondi-GAZA.pdf

E naturalmente non c'è stata nessuna raccolta di aiuti per le famiglie colpite dal pogrom del 7 ottobre e per gli israeliani tuttora sfollati per i bombardamenti arrivati dalla Striscia di Gaza, dal Libano, dall’Iran e dallo Yemen.

Fanno parte della stessa propaganda anche i lavoretti infantili esposti da mesi e mesi all’ingresso della scuola, con slogan a base del fantomatico “genocidio” e con disegni che glorificano persino un fedayn incappucciato:

https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/italia/distorsione-della-memoria-al-liceo-agnesi-di-milano/

E' molto grave che un Istituto di educazione faccia il lavaggio del cervello a tanti giovanissimi con un inesistente genocidio.  (a proposito avete fatto  già un incontro per condannare l'Iran per i 40.000 ragazzi e ragazze ammazzati per le strade l'8 e il 9 gennaio?) Mi auguro di sì.

2. “L’intento è stato quello di promuovere un confronto consapevole e informato su temi complessi, anche in relazione al presente, in coerenza con le finalità educative proprie del Giorno della Memoria”

La legge istitutiva del Giorno della Memoria chiarisce che sue finalità sono “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Quali testimonianze, competenze o conoscenze possono vantare i due ospiti, Vignarca e Tamimi, a questo proposito? Esattamente in che termini durante la conferenza si sarebbero occupati del Giorno della Memoria, della Shoah, delle leggi razziali ecc.? Quale "confronto consapevole e informato" si sarebbe sviluppato? In che cosa sarebbe consistita la “riflessione” sul Giorno della Memoria? Che cosa c’entrerebbe “l’attualità geopolitica”?

3. “Evidenziamo, inoltre, che anche per il corrente anno scolastico l’Istituto ha promosso viaggi di istruzione presso luoghi della memoria, tra cui i campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau, a testimonianza del costante impegno nella trasmissione della memoria della Shoah”

Ricordare la Shoah una volta all’anno (e ricordarla male come nel vostro caso)non può essere un alibi per coltivare l’antisemitismo negli altri 364 giorni dell’anno. Con le Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola l’amministrazione scolastica ha preso da anni le distanze da questa ipocrita impostazione burocratica. La scuola italiana ha recepito la definizione IHRA di antisemitismo, che non si limita alla Shoah ma comprende anche l’odierno antisionismo, del quale proprio personaggi come Tamimi sono fieri propagatori. Antisionismo=antisemitismo. Avete mai spiegato ai ragazzi cosa è il sionismo? Prima di dichiararsi anti qualcosabisogna sapere cose è e cosa significa quel qualcosa.

4. “In un contesto così complesso, riteniamo essenziale che la scuola continui a essere luogo di dialogo, ascolto e formazione di coscienze critiche, promuovendo tra studentesse e studenti una cultura fondata sul rispetto reciproco, sulla solidarietà e sulla convivenza civile”

“L’incontro in oggetto […] si inserisce pertanto nelle attività volte a favorire la partecipazione attiva degli studenti e lo sviluppo di un pensiero critico autonomo, elementi centrali del percorso educativo”

Finora sugli argomenti in questione in quali sedi e in quali occasioni la scuola ha coltivato il dialogo, l’ascolto e la formazione critica delle coscienze dei ragazzi? Noi abbiamo notizia soltanto di monologhi d’odio a senso unico, come quelli sopra evocati. 

5. “Alla luce di quanto sopra, confidiamo che possiate rettificare le informazioni pubblicate, al fine di restituire un quadro più completo e aderente alla realtà dei fatti”.

Siamo disponibili a rettificare, se siete in grado di individuare nostre affermazioni non corrispondenti al vero. Altrimenti non possiamo che confermare le nostre critiche, le nostre denunce, il nostro disprezzo per chi abusa del proprio ruolo educativo per disinformare e fanatizzare i ragazzi. A questo aggiungo profonda tristezza per la perdita di tanta nostra gioventù, la classe dirigente di domani, cui viene irresponsabilmente fatto il lavaggio del cervello inserendovi odio razziale e accettazione delle dittature governate dalla sharia e dalla barbarie.

Shalom

Deborah Fait  

Andrea Atzeni


takinut3@gmail.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT