sabato 11 aprile 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
10.04.2026 La tregua vista dalle monarchie del Golfo
Analisi di Mattia Preto

Testata: Informazione Corretta
Data: 10 aprile 2026
Pagina: 1
Autore: Mattia Preto
Titolo: «La tregua vista dalle monarchie del Golfo»

La tregua vista dalle monarchie del Golfo

Analisi di Mattia Preto


Mattia Preto

 

La tregua tra Stati Uniti e Iran rappresenta un passaggio cruciale per capire se la Repubblica islamica riuscirà a trovare un accordo con Trump e rimanere al potere o proseguire nello scontro con Usa e Israele. Tuttavia, mentre l’attenzione resta concentrata sull’Iran, un elemento destinato a incidere profondamente sugli equilibri regionali riguarda le reazioni delle monarchie del Golfo, duramente colpite dagli attacchi del regime iraniano.

Tra queste, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, tra i primi firmatari degli Accordi di Abramo, hanno subìto le offensive più intense. Dall’inizio del conflitto, gli Emirati hanno visto indirizzati sul proprio territorio oltre 2.200 droni e più di 500 missili iraniani, mentre il Bahrein è stato attaccato da 508 droni e 194 missili provenienti dal regime iraniano.

Gli attacchi non si sono fermati neppure dopo l’entrata in vigore della tregua. Anche Arabia Saudita, Qatar e Kuwait sono stati coinvolti, affrontando decine di droni e missili, che hanno portato il bilancio a 94 droni e 30 missili provenienti dall’Iran e diretti verso il Golfo. Questa discrepanza tra diplomazia iraniana e ala militare del regime mostra come il coordinamento interno del regime sia sempre più diviso.

La violazione della tregua ha irritato profondamente le monarchie del Golfo, spingendole ad allontanarsi ulteriormente dall’orbita iraniana e a rafforzare il legame con Israele e Stati Uniti. Secondo l’analista kuwaitiano Dhafer Al-Ajmi, Teheran manda segnali diretti a Washington, colpendo infrastrutture civili nella regione, dimostrando la volontà di prendere di mira i punti nevralgici del funzionamento dei Paesi del Golfo. Sulla stessa linea, il portavoce del Ministero della Difesa kuwaitiano, Saud Al-Atwan, ha confermato l’intercettazione di numerosi droni diretti verso infrastrutture strategiche, tra cui impianti petroliferi, centrali elettriche e strutture per la desalinizzazione. L’Iran non vuole solo paralizzare il commercio marittimo tramite lo Stretto di Hormuz ma anche le monarchie della penisola arabica.

Il conflitto ha quindi alimentato un clima di forte insicurezza tra i Paesi del Golfo, mettendo in discussione anche quelle relazioni tradizionalmente stabili, come nel caso del Qatar, storicamente incline a mantenere canali aperti con Teheran ma comunque colpito dalle operazioni militari. In questo contesto, le monarchie cercano ora una posizione comune capace di tutelare sicurezza e interessi strategici, e queste posizioni sono sempre più in linea con l’asse israelo-americano.

Sempre più percepito come un attore coercitivo, Teheran ha ormai compromesso definitivamente i rapporti con i vicini. La prospettiva di un Iran ancora forte rappresenta una minaccia per gli equilibri di Arabia Saudita, Qatar, EAU, Bahrein e Kuwait. Il blocco dello Stretto di Hormuz e il ricorso a strumenti come le mine marittime confermano la volontà dell’Iran di mantenere un ruolo dominante nella regione a discapito delle monarchie del Golfo.


takinut3@gmail.com

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT